Storm POV
Il veleno della ferita bruciava come una colata di ferro fuso e, a ogni passo, il mio petto cedeva un po' di più. Tra il sangue che mi colava dal mantello e la vista che cominciava a sdoppiarsi tra gli alberi, la foresta si trasformò in una trappola bianca.
La forma del lupo non reggeva più. Tra scosse di dolore indicibili, le ossa scricchiolarono costringendomi a tornare umano. Crollai in ginocchio nella neve ai margini dei confini di Jarnvior, le mani affondate nel ghiaccio e i polmoni che si riempirono di aria gelida.
«Storm!» esclamò una voce.
Un'ombra imponente tagliò la tormenta. Björn.
Quando mi vide inginocchiato, con la maglia strappata e il petto squarciato, sgranò gli occhi e scattò in avanti.
«Che Diavolo... Chi ti ha ridotto così?», ruggì l'Alpha di Varg-Gud, mettendosi un mio braccio attorno al suo massiccio collo e sollevandomi di peso prima che svenissi sul ghiaccio. Mi portò vicino a un albero e mi fece sedere con la schiena contro il tronco.
«Dobbiamo muoverci...» dissi qualche minuto dopo, riprendendo pian piano il controllo del mio corpo . «Saremo presto sotto attacco. Dobbiamo tornare alla casa branco».
Björn non fece altre domande. Mi aiutò a rialzarmi e mi sostenne con tutta la sua stazza, trascinandomi di peso attraverso la tormenta mentre varcavamo le mura del paese. Pochi minuti dopo, la pesante porta di legno della sala riunioni si spalancò con un tonfo.
Kida e Michael arrivarono di corsa, seguiti a ruota da Ragnarr, Hatileya e Gordon. Ero seduto in testa al tavolo massiccio, la schiena rigida per pura forza di volontà mentre mia sorella cercava di ripulire e fasciare alla meglio lo squarcio sul mio petto, dopo che Rage l'aveva esaminata.
«Il veleno è del quasi tutto assorbito Alpha» aveva detto il giovane veggente «Serve solo che vi decidiate a risposare».
Avevo annuito, avevo indossato abiti nuovi e ora eravamo in attesa degli ultimi ritardatari.
«Ho chiamato Raven» disse Leya «Arriverà presto con Bryan e Belric».
Sbuffai a denti stretti e strinsi i pugni. Björn in piedi accanto a me, le braccia conserte e lo sguardo cupo, non capiva l'ostilità nei miei occhi a sentir nominare il nome di Belric e dei suoi nipoti.
Passò qualche altro minuto e l'aria nella stanza si bloccò all'istante quando la porta si aprì ed entrarono Bryan, Raven, con gli occhi ancora lucidi, e Belric, che avanzava a tentoni appoggiandosi a lei con una benda scura a coprirgli le orbite vuote.
Il mio lupo abbaiò d'odio nel fondo della mia mente, ma forzai il mio sguardo a rimanere piantato sul fuoco del camino alla mia destra. Non posai gli occhi su di lei. Non degnai di una sola occhiata il bastardo che le camminava a fianco.
Per me, in quel momento, erano invisibili.
«Siamo in pericolo», esordii. La mia voce bassa e cavernosa. «Ho incontrato Fenris ai confini nord della foresta. Ho provato ad afforntarlo, ma ed è scomparso nella nebbia prima che potessi anche solo azzannarlo a un polpaccio».
Un silenzio di tomba calò nella stanza. Michael impietrì; Leya portò d'istinto una mano alla bocca, mentre Bryan imprecò tra i denti.
Belric, accanto a Raven, sobbalzò come se fosse stato colpito da un fulmine. Le sue dita cieche cercarono il bordo del tavolo, stringendolo fino a far sbiancare le nocche.
«Mio padre...», mormorò Belric, la voce ridotta a un soffio spezzato. «È qui. È venuto a finire ciò che ha iniziato».
«Nessuna ha richiesto la tua opinione», lo tagliai corto con una spietatezza glaciale, continuando a ignorare la sua presenza. Poi rivolsi lo sguardo a Gordon e infine incrociai quello di Björn, trattandolo con il rispetto che si deve al leader di un clan alleato. «Gordon, schiera i nostri guerrieri lungo i perimetri e raddoppia i pattugliamenti. Björn... ti chiedo di portare mia sorella, mio figlio e tua nipote nei tuoi territori e di tenerli al sicuro».
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BeWolf 🐺
FantasyI suoi occhi erano neri, profondi e tormentati come un mare in tempesta. Da mesi, la diciassettenne Raven è perseguitata dallo stesso sogno: una corsa disperata tra la neve, le tenebre che avanzano e un lupo dal manto scuro come il suo che rifiuta d...
