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Raven POV

Percorsi i corridoi a passo di marcia, nel disperato tentativo di ricordarmi la strada esatta per ritornare in camera nostra, ma finii inevitabilmente col vagabondare, del tutto persa, in un'ala della villa che non avevo mai visto prima. Le pareti di pietra grigia sembravano tutte uguali e l'irritazione per il tiro mancato da Storm non faceva che peggiorare il mio senso dell'orientamento.

«Raven!», mi chiamò all'improvviso una voce squillante alle mie spalle, facendomi sobbalzare. «Finalmente ti ho trovata!».

Quando mi voltai di scatto, mi trovai di fronte Kida. Sprizzava buonumore da tutti i pori e, davanti a quella ventata di energia positiva, non potei fare a meno di farmi contagiare e di sorriderle a mia volta. «Sei per caso qui per salvarmi e tirarmi fuori da questo labirinto di corridoi d'altri tempi?» le chiesi, andandole incontro con un sospiro di sollievo.

«Non solo per questo, in realtà» rispose lei, sgranando gli occhi con aria complice. «Storm mi ha mandato un messaggio dicendo che avevi assoluto bisogno di aiuto per i preparativi di stasera. Ho già in mente alcuni vestiti pazzeschi e decisamente adatti per l'occasione».

La osservai per un attimo, confusa, poi la dinamica mi fu brutalmente chiara: la consapevolezza che il mio compagno mi avesse deliberatamente e magistralmente incastrata si palesò davanti ai miei occhi. Aveva pianificato tutto con Gordon prima ancora che io mettessi piede fuori dal campo. Kida parve accorgersi all'istante della mia espressione contrariata e abbozzò un sorriso di sincere scuse. «Mi dispiace, Raven. Mio fratello sa essere un vero idiota insensibile a volte, ma credo che un po' di sana distrazione femminile non ti guasterà affatto».

Si incamminò a passo svelto lungo il corridoio e si fermò dopo pochi metri, voltandosi quando capì che ero rimasta immobile e non la stavo seguendo. «Allora, ti decidi a venire? Un look da urlo per un ballo del Nord non si realizza mica da solo, sai?».

Sospirai sonoramente, passandomi una mano sulla fronte, e la seguii con un senso di sconfitta stampato in faccia. Percorremmo un'altra serie di corridoi labirintici, salimmo una maestosa rampa di scale di pietra e ci fermammo infine davanti a una porta color mogano finemente intagliata, che doveva essere la sua camera privata.

Non appena Kida aprì la porta, un profumo intenso e dolcissimo di rose fresche mi avvolse completamente. Entrando, notai decine di bouquet colorati sparsi con cura per tutta la stanza.

«Wow...» esclamai, fermandomi a guardare a bocca aperta.

I colori caldi del legno e dei tessuti facevano da padroni assoluti, rendendo l'ambiente accogliente nonostante la grandezza; i mobili erano essenziali nelle linee, ma estremamente eleganti, e notai subito due porte aperte sulla parete di destra che conducevano ad altrettante stanze separate.

«Allora, il piano d'azione è questo: il bagno è già pronto e fumante, ora tu vai lì dentro a rilassarti per una ventina di minuti buoni, e poi passiamo ufficialmente a manicure, trucco e alla scelta cruciale del vestito» decretò la mia futura cognata con il tono di un generale che pianifica un assalto.

«Sai perfettamente che avremmo potuto benissimo utilizzare la mia stanza per fare tutto questo, non è vero?» constatai con ironia, dopo aver preso letteralmente al volo il morbido accappatoio bianco che mi aveva lanciato senza preavviso.

«Assolutamente no! La tua cabina armadio deve ancora essere rifornita come si deve e, cosa ben più importante, non vorrai mica rovinare l'effetto sorpresa a Storm facendoti vedere mentre ti prepari, vero?» domandò risoluta, piantando i pugni sui fianchi.

Capii immediatamente che, di fronte a quella determinazione tipica degli Holger, non avrei avuto alcuna possibilità di oppormi. Pertanto mi limitai ad annuire e mi avviai verso la porta di sinistra che mi era stata indicata.

BeWolf 🐺La tua prossima ossessione. Scoprilo ora