Raven POV
Mi svegliai di soprassalto, il cuore che martellava contro le costole e il respiro corto, come se avessi corso per davvero. Nella penombra della stanza, vidi che le coperte e i cuscini erano finiti sul pavimento, come ogni singola volta che mi agitavo.
Consapevole che il sonno non sarebbe tornato, mi alzai e mi trascinai verso la finestra osservando il paese addormentato. Dovevano essere le tre del mattino.
Da tempo ero perseguitata da quell'incubo senza alcun significato, ma che aveva ancora il potere di scuotermi nel profondo. Se inizialmente l'idea che potesse trattarsi di un sogno premonitore mi spaventava, ora mi ero quasi abituata alle continue notti in bianco e avevo imparato a gestirle. Il rimedio era sempre lo stesso: una doccia calda per sciogliere la tensione e poi una corsa sotto la luna.
Andai così in bagno e, tolto il pigiama, entrai nella grande doccia abbandonandomi sotto il getto dell'acqua. Feci le cose velocemente, per non attirare troppa attenzione: in una casa piena di lupi sarebbe stato facile destare la curiosità di qualcuno. Mi asciugai in fretta, indossando un completo sportivo — canotta color panna e pantaloncini neri — e raccolsi i capelli umidi in una coda alta.
Prima di uscire, diedi una rapida occhiata allo specchio; non avevo mai prestato particolare cura alla mia immagine prima, ma ultimamente avevo iniziato a riscoprire me stessa e il mio corpo attraverso quel riflesso. I lunghi capelli neri continuavano imperterriti a crescere e ora mi arrivavano alla vita. Un ciuffo ribelle mi accarezzava il viso e gli occhi azzurri erano ancora leggermente arrossati per via del brusco risveglio, ma le labbra piene erano incurvate in un sorrisetto soddisfatto.
Mancavano solo due mesi ai miei diciotto anni. Due mesi alla libertà.
L'idea del viaggio, nata quasi per gioco durante una chiacchierata con zio Björn, era diventata un'esigenza fisica. Mio padre non l'aveva presa bene, e in fondo lo capivo: per un Alpha come Byron BlackWolve, l'idea che un membro della famiglia lasciasse il territorio era quasi un'eresia.
Ma io non avevo ereditato il gene del comando. Non ero destinata a guidare, né a restare confinata tra le montagne di BeWolf.
Tra tutti i figli di una famiglia decisamente numerosa, io ero la più giovane. Mia madre era Freyja Freydìs, la Saetta Bianca, la guerriera più intrepida del Nord; dalla sua unione con mio padre, oltre alla sottoscritta, erano nati Nikolai — che tutti chiamavano Nikai —, Bryan, Hàkon, Alaya e infine Astrid. Loro erano il futuro del branco, mentre io mi ero sempre sentita un'anomalia, a partire dal colore della mia lupa, Eris. Forse per via del mio esser nata in una notte senza luna, ero l'unica in famiglia e nel territorio ad avere una pelliccia color della pece. Quel manto corvino mi rendeva una macchia scura in un mare di lupi grigi e bianchi, e il mio nome, Raven Obsidian BlackWolve, sottolineava quella distanza.
Ripensandoci, anche il lupo del mio sogno aveva il manto color tenebra, identico al mio. Avrei tanto voluto capire perché mi tormentasse, ma nonostante avessi provato a parlarne con Nanà, non ottenni mai alcuna risposta concreta. Mia nonna si limitava a sorridere, consigliandomi di lasciar agire il destino; e io, in cuor mio, sapevo di dovermi fidare del suo giudizio.
Eveline, per tutti Nanà, era la madre di mio padre e l'ex Luna del branco. Era una studiosa di astronomia con le mani sempre profumate di erbe officinali che, nonostante l'età, non aveva perso un briciolo della sua tempra. Viveva da sola in una piccola baita a pochi chilometri dal villaggio; aveva rifiutato di trasferirsi nella nostra villa con la scusa di aver bisogno di silenzio per studiare i suoi amati libri, ma la verità era che non aveva mai sopportato la nostra rigida etichetta. La sua eccentricità la rendeva "strana" agli occhi di alcuni nel paese, ma il rispetto nei suoi confronti non era mai venuto meno.
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BeWolf 🐺
FantasyI suoi occhi erano neri, profondi e tormentati come un mare in tempesta. Da mesi, la diciassettenne Raven è perseguitata dallo stesso sogno: una corsa disperata tra la neve, le tenebre che avanzano e un lupo dal manto scuro come il suo che rifiuta d...
