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Raven POV

Il corridoio dell'ala Nord era immerso in un silenzio quasi irreale. Solo il crepitio distante dei camini e il rumore soffuso dei miei passi rompevano quella quiete ovattata. Camminavo in fretta, ma dentro di me regnava il caos più totale.

Le parole di mio padre continuavano a rimbombarmi nella testa: "Percepisco la voglia di Eris di farsi marchiare".

Deglutii a fatica, sentendo il viso andare in fiamme. Eris, nella mia mente, si agitò soddisfatta, quasi divertita dal mio palese imbarazzo. Shadow la chiamava costantemente, come un'eco profonda e selvaggia che vibrava nel petto, e ogni passo verso la stanza di Storm rendeva quel richiamo più forte, quasi magnetico.

Quando arrivai davanti alla porta, mi fermai un istante per recuperare un briciolo di lucidità. Inspirai profondamente.

Menta e cioccolato.

Quel profumo mi investì ancora prima che potessi bussare. Chiusi gli occhi per un secondo, maledicendo il modo assurdo e immediato in cui il mio corpo reagiva alla sua vicinanza. Poi, bussai piano.

«Avanti», risuonò la sua voce calda dall'interno.

Aprii la porta e lo trovai vicino alle grandi vetrate della stanza, immobile, con una mano infilata nella tasca dei jeans e lo sguardo perso nel fitto del bosco. La luce grigia del pomeriggio gli disegnava addosso ombre morbide, facendo risaltare i contorni scolpiti del suo corpo. Quando si voltò verso di me, i suoi occhi azzurri si illuminarono immediatamente.

Quel semplice dettaglio mi colpì più di quanto avrebbe dovuto; vederlo felice per la mia sola presenza era qualcosa capace di disarmarmi completamente.

«Ehi», mormorò con un sorriso lento.

«Ehi», risposi, richiudendo la porta alle mie spalle per escludere il resto del mondo.

Per qualche motivo, nessuno dei due parlò subito. Restammo semplicemente lì a guardarci, a studiarci. Poi Storm attraversò la stanza con calma, fermandosi a un soffio da me. Le sue dita sfiorarono piano le mie nocche, un tocco leggero, come se stesse verificando che fossi davvero reale.

«Tuo padre ti ha fatto il terzo grado?», chiese con una sfumatura di lieve ironia.

Sbuffai una risata, scuotendo la testa. «Più o meno».

«E? Sono ancora vivo?»

«Per ora sì» risposi.

Lui rise sottovoce, ma il suo sguardo rimase fisso sul mio viso, intenso e attento. Troppo attento per potergli nascondere qualcosa.

«C'è qualcosa che ti turba», disse dopo qualche secondo. Non era una domanda, era una certezza.

Abbassai lo sguardo automaticamente, ma come suo solito Storm mi sollevò il mento con estrema delicatezza, costringendomi a guardarlo. «Raven».

Il modo in cui pronunciava il mio nome avrebbe potuto distruggermi. Esitai un momento, cercando le parole giuste. «Papà mi ha parlato del marchio».

Vidi una scintilla scura e profonda attraversargli all'istante le iridi azzurre. Shadow. Storm inspirò lentamente, serrando per un attimo la mascella per imporsi il controllo. «Capisco», disse piano.

«Eris è... agitata», ammisi con un filo di voce, sentendo il cuore accelerare. «E credo che anche Shadow lo sia».

Lui sorrise appena, ma era un sorriso tirato, quasi sofferto. «Shadow vorrebbe che ti marchiassi dal primo istante in cui ti ha vista».

Il mio cuore perse un battito esatto. Storm si irrigidì leggermente, come se stesse combattendo una battaglia feroce contro i propri istinti prima di continuare. «Ma non succederà nulla che tu non voglia, piccola», sussurrò, lo sguardo fisso nel mio. «Mai».

BeWolf 🐺La tua prossima ossessione. Scoprilo ora