Raven POV
Dopo aver fatto colazione con Thomas e Storm, mi ritrovai a vagare in solitudine per i corridoi del castello, cercando senza convinzione qualcosa con cui passare il tempo. Avevo fatto in modo che il mio compagno prendesse parte agli allenamenti del gruppo Delta proprio per rimanere sola con i miei pensieri.
Thomas in quel momento era in compagnia di Kida, impegnato ad affrontare una lezione interattiva di grammatica. Quando mi avevano proposto di sedermi con loro e assistere, avevo gentilmente declinato l'invito: sapevo fin troppo bene di non avere la testa e la concentrazione necessarie per seguirla.
Le parole di mio padre mi vorticavano senza sosta nella mente, come un sussurro velenoso che non riuscivo a mettere a tacere. «Il tuo compagno nella sua condizione non è affidabile, è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Dovrai allontanarti da lui per qualche tempo», aveva detto. E nonostante in cuor mio sapessi che dietro quella spietata lucidità si nascondeva la verità, conservavo ancora la speranza che fosse tutto un sogno dal quale mi sarei svegliata presto.
E ne fui quasi del tutto convinta quando, nel bel mezzo del corridoio che portava all'entrata della villa, il mio stesso riflesso prese vita e si posizionò proprio davanti a me.
La guardai incredula, il cuore che perdeva un battito. Era la mia copia esatta a parte per il vestiario differente e i capelli più corti dei miei. I suoi occhi furbi mi osservavano carichi di una profonda curiosità, mentre le labbra erano ricurve in un sorrisetto malizioso e sicuro di sé. Persa a studiare ogni minimo dettaglio, non mi accorsi subito che al suo fianco si stagliava la figura di Ragnarr, intento a scrutarci in rigoroso silenzio.
Il tempo parve arrestarsi bruscamente mentre ci studiavamo a vicenda. Solo un leggero colpo di tosse di Rage spezzò quell'incantesimo sospeso, riportandoci alla realtà. Posai brevemente lo sguardo sull'indovino, prima di focalizzarmi di nuovo sulla ragazza.
«Rage...» sussurrai, la voce che mi tremava appena in gola. «È un piacere rivederti».
Gli occhi del mio doppio non lasciarono nemmeno per un secondo il mio viso. Sotto quel suo sguardo di ghiaccio mi sentii improvvisamente fragile, vulnerabile come una foglia esposta al vento del nord. Qualche secondo dopo, Ragnarr parve accorgersi dello stallo in cui eravamo precipitate e, facendo scivolare un braccio attorno alla vita della ragazza, procedette con le presentazioni.
«Raven, lascia che ti presenti Hatileya, la mia compagna» esordì l'indovino avvicinandosi di qualche passo, per poi aggiungere con cautela dopo un istante di densa esitazione: «E tua sorella gemella».
I miei occhi si spalancarono ulteriormente e sentii un brivido gelato percorrermi l'intera spina dorsale, mozzandomi il fiato.
Mia sorella. Ma certo, non poteva essere altrimenti; ogni tessera del puzzle sembrava incastrarsi alla perfezione, e in quel momento mi sentii incredibilmente stupida per non averlo capito da sola. Ma prima che potessi tradurre i miei pensieri in una qualunque parola, avvertii un calore improvviso alle mie spalle: la presenza potente del mio compagno si impose nel corridoio. Sentii Storm trattenere bruscamente il respiro, irrigidendosi alla vista della coppia davanti a noi.
«Ragnarr, che cosa significa tutto questo?» domandò Storm, la voce intrisa di un profondo fastidio, mentre mi circondava protettivo le braccia e indicava Hatileya con il mento.
Il non essere al corrente della situazione e il trovarsi davanti a quell'assurdo miraggio lo rendeva estremamente nervoso. Per evitare che la tensione sfociasse in spiacevoli incidenti, feci scorrere delicatamente la mano sul suo braccio teso, con l'intenzione di tranquillizzarlo. «Va tutto bene, Storm», gli comunicai attraverso il nostro legame mentale, cercando di infondergli quanta più calma possibile. «Rage sa esattamente quello che sta facendo».
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BeWolf 🐺
FantasyI suoi occhi erano neri, profondi e tormentati come un mare in tempesta. Da mesi, la diciassettenne Raven è perseguitata dallo stesso sogno: una corsa disperata tra la neve, le tenebre che avanzano e un lupo dal manto scuro come il suo che rifiuta d...
