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Capitolo 30

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La strada verso la casa di Chris sembrava essere sempre più vicina. Mi guardavo intorno osservando tutte le piccole villette che popolavano i grandi vicoli di quella cittadina. Chris continuava a canticchiare una canzone che non sapeva del tutto,mentre io sfregavo nervosamente le mani sui vestiti per coprire il nervoso. Non mi sarei mai aspettata di incontrare la sua famiglia,o meglio non adesso,non così improvvisamente dopo un viaggio di dieci ore. Non vedevo l'ora di tornare a casa e di passare un po' di tempo con Brandon o magari con la mamma e il papà,invece fui costretta a mandargli un messaggio di scuse e avvisarli che saremmo partiti per il pomeriggio.
Chris era felice di vedere la sua famiglia,glielo si leggeva negli occhi e da come canticchiava fiero nella macchina. Ha sempre avuto un buon rapporto con la sua famiglia,sopratutto con sua mamma, e vederlo felice in quel momento mi faceva pensare che conoscerli era la cosa giusta. Girò improvvisamente,prendendo una stradina più isolata rispetto alle altre per poi ritrovarci in un viale con case più piccole rispetto a quelle che avevo visto precedentemente. Una casa infondo alla strada, era protagonista a differenza delle altre costruite attorno:grande giardino inglese che faceva sospettare di fare il giro di tutta la casa,mura esterne color crema, e un grande portone marrone. Chris iniziò a rallentare,e capii che eravamo arrivati. Si slacciò di corsa la cintura e uscì immediatamente dalla macchina,non curandosi di me che lo stavo guardando dall'altro lato. Corse verso il lungo viale di casa sua per poi arrivare al campanello vicino al grande portone. Dopo nemmeno un secondo la porta si aprì lasciando spazio ad una scena veramente commovente. Una donna minuta, sulla sessantina penso,avvinghia il grande ragazzo stringendolo il più forte possibile. Assistere a quella scena da spettatrice fu una grande gioia per me. Rimasi a lungo a guardarli mentre si scambiavano sorrisi e continui abbracci,quando ad un tratto Chris mi fece cenno di scendere dalla macchina. Era arrivato il mio momento,da persona timida e riservata qual ero, dovevo scendere dalla macchina e dare il meglio di me per impressionare la sua famiglia. Mi tolsi lentamente la cintura,ripetendo a me stessa di comportarmi il più normalmente possibile; per poi aprire la portiera della macchina. Chris e sua mamma rimasero a guardare nella mia direzione,che impacciatamente, stavo cercando di scendere dalla macchina. Mi ricomposi non appena uscita, e li accertai entrambi con un sorriso. Mi avviai verso il viale facendo caso a come erano disposti ordinatamente i fiori vicino al grande prato. Arrivai davanti a loro e l'unica cosa che mi uscì dalla bocca fu un semplice "Salve".
Chris capì subito che doveva rompere lui il ghiaccio altrimenti sarei rimasta in silenzio per tutta la giornata.
Chris:"Mamma lei è Carol,Carol ti presento mia mamma" disse spostando la mano da sua mamma a me. Allungai la mano per presentarmi ma sua madre me la tolse delicatamente via.
"Oh ma quale mano, vieni qua fatti abbracciare" disse venendo fiera ad accogliermi fra le sue braccia. Rimasi di stucco dopo quella scena tanto da guardare Chris che alzò le spalle mentre se la rideva.
"Non farti problemi ho sentito molto parlare di te e sei la benvenuta nella nostra famiglia. A proposito,io sono Lisa" disse sciogliendosi dall'abbraccio. La ispezionai per bene da più vicino,aveva gli occhi blu e ora si spiegava da dove provenissero quelli di Chris, capelli color cenere e un sorriso molto confortevole che mi fece tranquillizzare subito.
Lisa:"Che facciamo qui impalati entriamo dentro che ti presento il resto della famiglia"
Entrammo dal grande portone e fui subito presa da un tavolino con sopra quattro cornici di foto che ritraevano ognuna un bambino diverso. L'entrata lasciava spazio ad un lungo corridoio che portava a delle scale con una ringhiera bianca. Da un'altra stanza proveniva un forte baccano che lasciava spazio a risate e urla di bambini. Lisa ci fece strada verso il salotto che colmava di gente in ogni dove. Sui due divani color marrone chiaro erano presenti due donne, pensai subito a Carly e Shana, le due sorelle di Chris,mentre dall'altro lato erano presenti un uomo molto più giovane rispetto a Chris che se la rideva insieme ai nipoti;mentre vicino all'entrata del salotto c'era un uomo,pensai il padre, che nervosamente cercava di sistemarsi la camicia.
Lisa:"Voi due ora basta con questa palla e venite a presentarvi" disse ai due bambini confiscandogli la palla. "Loro sono i piccoli della casa,Liam e James" disse Lisa mettendo una mano sulla spalla di entrambi. I bambini erano molto timidi,come me a quanto pare, e per evitare il solito imbarazzo ricambiai un sorriso e li salutai con la mano.
Liam:"Nonna ora possiamo andare a giocare?"
Lisa:"Si ora potete andare ma non uscite fuori che tra poco si pranza". Dopo gli ordini severi della nonna, i due uscirono di corsa dal salotto portandosi con loro la palla che gli era stata sottratta poco prima. La prima a presentarsi fu Shana, una donna con un viso molto dolce apparentemente,capelli marrone scuro e labbra delineate delicatamente con una matita color rosa carne. Mi porse la mano e io gliela strinsi ricambiando il sorriso. Carly si introdusse subito dopo sua sorella, che invece di darmi la mano, fece come sua madre. A dir la verità le due si somigliavano sia come statura che come carattere. Non molto alta, capelli castano chiaro e occhi azzurri. Scott,il fratello minore di Chris, venne verso di me, sporgendosi delicatamente verso il mio orecchio.
Scott:"Volevo avvisarti che in questa famiglia l'unico normale sono io" disse a bassa voce non facendosi sentire dagli altri
Chris:"Ehi tu,non iniziare ad influenzare le persone con le tue parole"
Scott:"Dico solo la verità,mio caro fratellone" disse voltandosi verso Chris, "Te ne accorgerai molto presto cara, comunque io sono Scott" anche lui mi porse la mano come la sorella, e gliela strinsi molto volentieri per via del suo sarcasmo contagioso. Scott aveva un aura pazzesca, rispetto agli altri membri della famiglia, dava l'aria di essere un ragazzo molto sicuro di se; occhi chiari e capelli castani che rimandavano un po' a quelli di Chris. Il padre di Chris venne verso di me improvvisamente,continuando a giocherellare con il bottone sulla manica della camicia;era nervoso anche lui e si vedeva da come continuava a sorridermi in cerca di qualche parola giusta da dire.
"Signorina Carol abbiamo aspettato tanto questo momento,ma Chris ha voluto tenerti nascosta per benino" disse ridendo timidamente "Siamo molto lieti di averti tra noi oggi, e di poter finalmente conoscere chi occupa i suoi pensieri durante le intere giornate passate a parlare con Lisa sulla veranda". Tutta la famiglia iniziò a ridere scherzosamente burlando Chris con qualche spintone scherzoso, era una cosa buffa per chiunque,ma io invece trovavo un pizzico di gioia in quel gesto. "Io sono Robert ma tu puoi chiamarmi comunemente Bob"
Lisa:" Ora direi di accomodarci nella sala da pranzo che se no il pollo si fredda" disse facendo cenno a tutti i presenti nel soggiorno. I maschi proseguirono tutti insieme verso la sala da pranzo che si trovava vicino al salotto, mentre io decisi di seguire le altre in cucina.
Carol:"Posso dare una mano?" dissi vedendo Lisa,Shanna e Carly preparare i piatti contenenti le pietanze.
Lisa:"Grazie cara ma non preoccuparti,vatti ad accomodare,qui ci pensiamo noi!" disse sorridendomi mentre poneva su un piatto una fettina di pollo con una strana salsa sopra. Mi avviai verso la sala da pranzo,il tavolo era posto al centro della sala che non era molto grande a differenza del soggiorno,la tavola era colma di verdure cucinate ognuna in diverso modo. Cercai un posto libero vicino a Chris ma era già stato occupato dal piccolo James,così decisi di mettermi di fronte. Lisa venne poco dopo con i piatti in mano,la stanza si riempì subito di un profumo squisito che inebriò tutti a quanto pare. Bob si versò del vino nel bicchiere prima di iniziare a mangiare, per poi dare inizio alle danze facendo capire a tutti di iniziare. Iniziammo a mangiare,accompagnati  dalle continue battute di Scott che insieme a Chris facevano tra un boccone all'altro.
Shana:"Carol,e tu di che cosa ti occupi nella tua vita?" disse portandosi alla bocca il pollo fumante. Avevo tutti gli occhi puntati che aspettavano una risposta.
Carol:"Sto studiando letteratura inglese"
Shana:"Ma è fantastico, un mio amico lavora come editore a New York, potrei girargli il tuo numero se sei d'accordo"
Chris:"Shana siamo appena tornati da lì lasciagli un po' di tempo per pensarci" disse facendo una faccia un po' contrariata verso la sorella. Finimmo di pranzare,e con tutta quella roba che continuavano ad aggiungere nel mio piatto,mi sentivo veramente gonfia. Aiutai Lisa a portare la roba sporca in cucina,che dopo vari tentativi nel farmi stare seduta,cedette alle mie lusinghe e si fece aiutare. Chris con il restante della famiglia rimasero a tavola a vedere vecchie foto di quando erano bambini.
Lisa:"Tesoro,scusami mi passeresti quel piatto?" disse indicandone uno colmo di avanzi. Glielo passai facendo attenzione a non rovesciarlo per terra e poi la osservai riempire un recipiente con essi.
Lisa:"Sai non so se Chris te l'ha detto ma, io e Bob siamo separati" disse girandosi verso di me con il contenitore in mano. Rimasi sbigottita da quella confessione, anche perché a dirla tutta, tra di loro c'era molta sintonia sopratutto a tavola.
Lisa:"Non si direbbe ma è così" disse aggiungendo una piccola risata "Dopo 22 anni abbiamo deciso di prendere strade diverse, e devo dire che questa cosa ha fatto bene ad entrambi,come tu hai fatto bene al nostro Chris"
Mostrai una faccia interrogativa dopo la frase che aveva appena detto. Mi prese improvvisamente dalle spalle e, delicatamente, mi fece sporgere per vedere il salotto dove erano rimasti tutti.
Lisa:"Guarda, guarda quanto è felice. Non vedevo Chris così da anni. Dopo il divorzio era diventato un'altra persona, non veniva più a trovarmi e questo mi ha recato una forte sofferenza. Fin quando un giorno iniziò a raccontarmi di te, ogni weekend ci mettevamo nella veranda lì fuori, non importava quanto freddo facesse, lui mi raccontava ogni sua singola emozione che provava quando stava con te e questa cosa è diventata come una terapia,sia per lui che per me"
Guardai gli occhi di Lisa esprimere tutto il dolore e la gioia provati in quei mesi. Deve essere stato brutto veder crollare un figlio in quel modo,sopratutto Chris che è sempre stato una persona particolarmente legata alla famiglia,ad un certo punto,non tornare più da loro. Lisa forse mi aveva scambiato per una super eroina o qualche fata incantata perché non la smetteva di guardarmi negli occhi e trasmettermi tutta la gratitudine che possa esistere. La sua famiglia era fantastica,e il mio continuo fare caso ad ogni minima mossa di ogni componente mi faceva capire sempre di più che nonostante i problemi, c'erano sempre l'uno per l'altro.
Lisa mi portò a fare il giro della casa descrivendomi ogni singola stanza come se fosse la prima volta che ci entrava. Visitai persino la camera di Chris che, ad immaginarlo ora, non era molto nel suo stile di adesso; per finire mi portò silenziosamente verso la veranda. Appena uscite fuori il campanellino sopra la porta suonò,attirando la mia attenzione. La veranda era costeggiata da un giardino molto curato che lasciava spazio a tante piccole aiuole ai lati. Mi immaginai una Lisa sporcarsi le mani di terra per inserire nei vasi tutte quelle piccole piantine che non vedevano l'ora di essere annaffiate.
Lisa:"Questo è il mio posto segreto,ogni volta che ho bisogno di prendere una boccata d'aria vengo qui" disse chiudendo gli occhi ed espirando a pieni polmoni una manciata d'aria. Ripetei lo stesso gesto non curandomi delle mie azioni, e mi ritrovai a sentire quel senso di oppressione alleggerirsi un po'.
Lisa:"Ora entriamo o inizieranno a domandarsi dove siamo finite" disse sogghignando. Chris mi rivolse uno sguardo interrogativo vedendomi entrare sorridente insieme alla mamma, e io lo rassicurai con uno scuotimento di testa. Le mamme aveva questo potere, erano un po' come delle spugne, quando si trattava della famiglia,dovevano fare il possibile per assorbire tutto ciò che veniva danneggiato.

Il migliore amico di mio padre La tua prossima ossessione. Scoprilo ora