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Capitolo 40

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"Cos'è la felicità?" iniziai per la quinta volta a scrivere sul computer il compito che avevo archiviato da mesi. Avevo ripreso le lezioni all'università grazie all'aiuto di James che mi aveva spronato a ricominciare a studiare nonostante il mio costante pensare ad altro. Premo di nuovo il tasto del computer dove c'era disegnato sopra un cestino,e trascino dentro il foglio vuoto con su scritto solo il titolo. Il signor Smith non sapeva la mia situazione e le mie compagne di corso mi scrivevano ogni qualvolta lui mi mandava dei saluti, il mio futuro stava prendendo una piega molto diversa da come l'avevo programmata e questo stava facendo di me una totale vagabonda. Mi stiracchiai sulla sedia e richiusi il computer,per poi dire a me stessa che anche se avrei potuto fare di meglio, oggi era andata così. Mi alzai  e mi avviai verso la porta di camera mia. Avevo la gola e le labbra secche e mi era venuta voglia di succo all'arancia che mamma aveva conservato in frigo ieri pomeriggio. In casa c'era solo mio padre che si era rifugiato,come al solito, nel suo studio a dedicare tempo alle sue carte. Dopo aver sceso l'ultimo gradino,prima di andare in cucina, andai verso il corridoio dove c'era lo studio di papà. Bussai delicatamente per non interromperlo e aspettai una risposta dall'altra parte.
Ryan:"Avanti!" disse a gran voce. Dopo aver ricevuto risposta, aprii lentamente la porta,e nel farlo, mi ritrovai davanti una delle scene che non avrei mai immaginato di poter vedere. Mio padre non era solo in quella stanza, affianco a lui, dietro la sua scrivania, c'erano Chris e James che lo stavano aiutando a scrivere una pratica sul suo computer. Rimasi lì ferma, vicino alla porta aperta,con il loro sguardo fisso addosso. Mi venne subito all'occhio il sorriso confortevole che James aveva ogni volta che mi guardava,ricambiai il sorriso e abbassai lo sguardo rendendomi conto che non era l'unico che mi stava fissando...
Ryan:"Ciao tesoro pensavo fosse la mamma" disse sorridente mentre sistemava dei fogli sul tavolo
Carol:"No la mamma non c'è in casa" dissi a bassa voce
Ryan:"Ah si mi aveva detto che faceva un turno più lungo a lavoro" disse "Avevi bisogno di qualcosa?"
domandò
Carol:"No, ero venuta a chiederti se volevi qualcosa da bere,ma pensavo fossi da solo.." dissi spostando lo sguardo verso Chris. Lui se ne stava lì fermo a picchiettare la matita in aria come segno di forte nervosismo. Era una cosa che facevo spesso anch'io quando qualcosa o qualcuno mi stava dando fastidio.
Ryan:"No mia cara" disse ridendo "Oggi sono in compagnia di questi due brillanti giovanotti" disse appoggiando entrambe le mani dietro le spalle di Chris e James. Abbozzai un sorriso molto forzato,sopratutto nei confronti di una persona in particolare che più muoveva la matita più mi veniva voglia di strappargliela dalle mani.
Ryan:"Tesoro, visto che sei qui, potresti accendere la stampante?" disse alzandosi in piedi
Carol:"Si papà" dissi in tono obbediente per poi andare verso la stampante vicino la libreria. Papà aveva un suo mobile contenente tutti i fogli e i documenti di ogni persona che ha incontrato in tutti questi anni. È un po' maniaco dell'ordine, diciamo per lo più, maniaco della perfezione, tutti i fogli infatti sono impilati in apposite cartelline tutte dello stesso colore, ed ogni volta mi chiedo come faccia a ricordarsi dove siano i documenti che gli servano in quel momento. Accesi la stampante e aspettai vicino ad essa la sua accensione.
Ryan:"Allora ragazzi, come è andata la gita di ieri al lago?" disse mio padre attraversando la stanza per venire verso di me. Mi voltai verso James che stava cercando in tutti i modi di nascondere il sorriso toccandosi la barba, mentre Chris improvvisamente smise di muovere la matita e si concentrò a guardare James con aria interrogativa.
Ryan:"Va bene ho capito, in questa stanza mi sa che ci sono delle persone di troppo" disse voltandosi verso Chris. Spostai lo sguardo anch'io verso Chris che aveva la mano a pugno stretto sul tavolo. Il pugno era talmente stretto che si vedevano molto bene le nocche bianche. Avevo paura che si sarebbe alzato e avrebbe scaraventato James al muro e mio padre a terra per chiedergli spiegazioni sul motivo per cui facesse così tante domande.
Carol:"Io vado a bere, voi volete qualcosa?" dissi io catturando l'attenzione su di me
Ryan:"Mmh, ora che mi ci fai pensare si tesoro. C'è del succo di frutta in frigo" disse mettendo nella stampante i fogli; "Voi ragazzi volete qualcosa?" domandò ai due che erano fermi a scambiarsi sguardi cagneschi tra di loro.
Carol:"Va bene porto qualcosa anche a voi due" dissi nervosamente senza avere risposta. Uscii da quella stanza il più in fretta possibile, per la prima volta in quello studio così grande, mi sentivo tanto piccola. Andai verso il frigorifero molto lentamente,insistendo con i talloni sul parquet. Ero arrabbiata, ma allo stesso tempo provavo compassione per tutto ciò che stavo facendo per salvarmi. Dopo il bacio di ieri con James, mi era salita una forte fitta al cuore come se quello che fosse successo ricadesse anche su Chris. Non mi era ancora passata del tutto per lui, ma stavo cercando in tutti i modi di andare avanti, e pensai che James fosse l'unico che mi potesse aiutare. Aprii il frigo e cercai negli scompartimenti il succo che mamma aveva conservato. Aveva questo strano vizio di mettere le cose in alto per non farle prendere a mio fratello, visto che ne andava talmente matto che se lo sarebbe bevuto subito.
Chris:"Hai bisogno di una mano?" chiese una voce dietro di me. Mi bloccai di colpo a quella domanda e mi appoggiai con entrambe le mani vicino la portiera aperta del frigo. Mi pesava molto ammetterlo ma si,avevo bisogno di aiuto.
Carol:"Si grazie" gli dissi voltandomi verso di lui. Lo guardai oltrepassarmi, per poi prendere con molta agilità il succo. Lo ringraziai con gli occhi per poi iniziare a preparare i bicchieri.
Chris:"E così..., ti stai frequentando con James?" disse appoggiandosi sul tavolo,con le braccia conserte. Non volevo rispondere a quella domanda, perché non aveva nessun motivo di sapere cosa stesse capitando della mia vita.
Chris:"Jones!" disse prendendomi da un braccio per farmi voltare. Abbassai lo sguardo sotto il suo che era fisso su di me,non avevo parole,o meglio, avrei preferito parlargli in una circostanza diversa.
Chris:"Vi siete baciati vero?" disse come se all'altra domanda avesse avuto una risposta
Carol:"Non sono cose che ti riguardano"
Chris:"Quel pezzo di merda" disse a denti stretti toccandosi la barba
Carol:"Nessuno ti da il diritto di dirmi chi o cosa devo fare della mia vita"
Chris:"Ma non capisci che James ti sta solo usando, vi guardate come se foste due adolescenti innamorati"
Carol:"Ma tu cosa ne sai eh? E se anche fosse?" dissi rabbiosa verso di lui
Chris:"Jones io so che non è così" disse sfiorandomi la mano
Carol:"Forse un tempo era così, ma le cose cambiano Chris" esclamai ritraendomi da quel gesto
Chris:"I sentimenti non vanno via da un giorno ad un altro e tu lo sai benissimo" esclamò lui "Io avevo bisogno di te"
Carol:"Tu sei andato via!" dissi puntandogli il dito contro "Mi hai lasciato a terra senza nessuna minima idea di cosa stessi passando per colpa della tua assenza,sbattendomi più volte il dolore in faccia" dissi a gran voce " Quindi per favore, non venirmi a fare la ramanzina su chi debba entrare nella mia vita"
Aveva gli occhi misti di rabbia e compassione per tutto ciò che stavo tirando fuori in quel momento, stava in silenzio a riflettere sulle mie parole. Non ero più calma, volevo sbattergli a tutti i costi tutto ciò che avevo passato per colpa sua,ma vederlo in quel modo mi faceva solo che male.
Chris:"Jones io.."
James:"Ci sono problemi qui?" disse entrando dalla cucina. Chris si voltò verso di lui fulminandolo con lo sguardo, mentre io rimasi ferma in mezzo a quel filo che piano piano mi stava facendo vacillare.
Carol:"No, va tutto bene" dissi io con un mezzo sorriso, mentre finivo di mettere il succo nei bicchieri.
Chris:"Avevi bisogno di qualcosa?" disse acidamente
James:"No ero venuto a prendere il mio bicchiere" disse
Chris:"James,ma tu prima non uscivi con una certa Becca?"
James:"Il suo nome è Bella..e no, era solo una compagna di corso" disse vedendo il mio sguardo interessato
Carol:"Vado a portare questo a mio padre" gli dissi con il bicchiere in mano.
James:"Veniamo anche noi" disse dietro di me
Chris:"Prego dopo di te caro" disse in modo infastidito verso James. Mi voltai indietro a controllare che James fosse lontano dal radar di Chris che continuava a fissarlo con aria di sfida. Lo studio di mio padre sembrava essere lontano kilometri; sentivo una forte pressione provenire dietro di me seguirmi ad ogni passo che facevo.
Carol:" Sono venuta a portarti il succo" dissi entrando dalla porta. Papà non mi diede per nulla ascolto rivolgendosi subito ai due che mi stavano dietro.
Ryan:"Ragazzi qui c'è del lavoro da fare, non possiamo passare il pomeriggio a gironzolare per la casa" disse guardando Chris e James annuire in senso di scuse; "Grazie tesoro" disse poi portandosi alla bocca il bicchiere con il succo. Gli sorrisi per poi lentamente andare verso la porta.
Carol:"Io torno a studiare" dissi
Ryan:"Va bene tesoro" disse salutandomi con la mano scherzosamente. Corsi verso le scale e mi sedetti sul primo gradino, facendo dei respiri profondi per aver accumulato troppi stati d'animo in una sola giornata. Da quando ci eravamo lasciati, avevo iniziato ad imparare ad accantonare il senso di angoscia che mi comprimeva il petto,facendo leva sui ricordi belli che avevo vissuto,ed è buffo da dire,ma questo senso non se n'è mai andato del tutto,perché nonostante facesse male, il mio unico ricordo bello,era proprio lui. Avvolta a pensare a Chris, sentii improvvisamente la porta dello studio di mio padre sbattere al muro. Misi un piede per terra per vedere cosa stesse succedendo,e dal corridoio, comparve Chris a denti stretti che si stava infilando la sua giacca.
Carol:"Dove stai andando?" chiesi io alzandomi in piedi
Chris:"A casa" mormorò lui
Carol:"E perché?" chiesi
Chris:"Perché non ci riesco"
Carol:"A fare cosa?"
Chris:"Non ci riesco a stare con lui e quella sua stupida faccia da finto angioletto,chiuso in una stanza a guardarlo mentre si prende gioco di me" disse venendo verso di me
Carol:"Devi pensare ad aiutare mio padre non a James" dissi a braccia conserte
Chris:"No perché ho l'immagine di voi due riflessa nella mia testa ogni volta che devo mettermi a lavorare"
Carol:"Tutto questo è patetico.."
Chris:"No,quella patetica sei tu che non hai perso nemmeno un secondo a trovarti un altro" disse urlandomi contro. Il re aveva fatto di nuovo scacco matto e vinto l'ennesima partita che la regina era stata incapace di giocare. La sentii di nuovo,sentii di nuovo quella pesantezza agli occhi che mi veniva ogni volta che stavo per piangere. Chris fece un passo verso di me e io invece,feci due passi indietro.
Carol:"Vai fuori da casa mia!" dissi con le lacrime agli occhi
Chris:"Jones non vole..." disse lentamente
Carol:"Vattene via!" gli dissi urlandogli contro.

Il migliore amico di mio padre La tua prossima ossessione. Scoprilo ora