Nell' entrare dentro casa notai che non c'era più nessuno,e tutto ciò era molto strano visto che poco prima c'erano tutti. Posai le chiavi all'entrata sul piattino apposito dove c'erano tutte le altri chiavi e mi accigliai vicino alla cucina per vedere se mi fosse sfuggito qualcuno;ma niente, casa sembrava essere popolata dai fantasmi. Salii le scale senza fiatare,volevo solamente ritornare sul mio letto a leggere qualcosa o magari distrarmi con qualche serie su Netflix. Aprii la porta e accesi la luce.
Carol:"Mamma!" dissi sobbalzando per lo spavento, "Che ci fai in camera mia al buio?" le chiesi accendendo la luce per guardarla meglio. Era seduta sul letto con un'espressione molto perplessa e il suo sguardo si spostava da me al pavimento. Misi le mani conserte in cerca di una qualche spiegazione ma lei sembrava fissa su se stessa.
Elizabeth:"Da quanto va avanti questa storia?" disse,finalmente,guardandomi.
Carol:"Quale storia?" chiesi interrogativa
Elizabeth:"Queste,Carol,queste" disse tirandomi addosso delle foto. Mi voltai immediatamente verso la scrivania e notai che il cassetto era aperto. Le foto. In quel momento vidi tutto ciò che avevo nascosto in quel momento sgretolarsi via e portarsi con se tutto ciò che avevo costruito fino ad oggi.
Carol:"Io non.."
Elizabeth:"Pensavo che tu fossi più intelligente di così. Credevi che prima o poi non lo venissi a sapere eh?" disse alzandosi dal letto. Avevo incasinato tutto,di nuovo. Quelle maledette foto andavano bruciate insieme a tutti i ricordi.
Elizabeth:"Ti abbiamo sempre dato fiducia, e sotto ai nostri occhi tu ci hai fatto questo e per giunta con Chris? Cosa ti ha detto il cervello?"
Mia mamma aveva ragione, come potevo biasimarla. Avevo sempre pensato di mantenere la situazione sotto controllo, ma evidentemente se sono finita qui,adesso; significa che non sono stata molto brava. Vedere mia madre in quel modo mi rendeva ancora più a pezzi di come stavo, ho sempre cercato di aiutare tutti,di farli sentire al sicuro,ma alla fine si sa, tutto ciò che entrava nella mia vita, alla fine era destinata a sparire.
Carol:"Lo dirai a papà?" dissi con un filo di voce. Lei si girò di scatto e quasi mi spaventai da come i suoi occhi esprimevano tutto ciò che avevo fatto.
Elizabeth:"Tuo padre..." disse con un tono pensieroso, "In questo momento non vorrei essere lui e nemmeno me se la mettiamo così." Iniziò a fare avanti e indietro per la stanza sotto il mio sguardo attento;ogni qualvolta che si voltava si portava la mano nei capelli e poi iniziava a darsi colpe inesistenti per ciò che avevo fatto io. Odiavo vederla così frustata ma era la conseguenza al dolore che ogni volta causavo.
Carol:"Mamma,mi dispiace..."
Elizabeth:"Non dirlo Carol,per favore" disse dandomi le spalle "Sono stanca di questa situazione,questa sera lo dirai tu a tuo padre insieme a Chris"
Carol:"Questa sera?"
Elizabeth:"Si,verrà a mangiare qui"; quella frase colpì di nuovo proprio dove faceva male,più cercavo di evitarlo più il problema maggiore si ripresentava ogni volta davanti ai miei occhi.
Abbassai lo sguardo e cercai di nascondere la tristezza che mi trafilava nello sguardo al solo pensiero di riaverlo di nuovo qui. Iniziai a stuzzicarmi una pellicina per distrarmi dal caos che si stava formando nella testa.
Elizabeth:"Ora è meglio se scendo,tutta questa storia mi ha scombussolato" disse attraversando la stanza "Farò finta di nulla, ma dovrai dirglielo tu a tuo padre prima che sia troppo tardi" abbozzò prima di chiudere la porta. Annuii con la testa in segno di approvazione, ma prima di ammetterlo a lei dovevo ammetterlo anche a me stessa. Avevo paura, me lo si leggeva dallo sguardo e dalle mani che non la smettevano di contorcersi tra di loro. Tutto ciò che ottenevo alla fine si sgretolava per poi ridurmi a brandelli ogni qualvolta mi trovavo in faccia la realtà. Dolore,ecco cosa comportava l'innamoramento. Provavo questo sentimento ogni volta che rimediavo alle ferite del passato,alle bugie,ai tradimenti,agli inganni; provavo dolore per tutte le parole e le promesse che mi si facevano ma che ogni volta non venivano mantenute. Ero quel puntino tra mille che tutti notavano ma che nessuno sceglieva perché attratto da un altro puntino che poteva fare la differenza proprio come me,ma nessuno era me, e io non potevo certo obbligare le persona a scegliermi. Le foto sono la rovina di noi esseri umani, nel momento in cui immortaliamo il soggetto o il paesaggio ci illudiamo di conservare nella galleria momenti che verranno ricordati per il resto della nostra vita,li riponiamo li, insieme alle mille foto scattate durante l'arco di anni per poi riprenderli ogni qualvolta ci sale quella malinconia strana che ci fa ripercorrere tutto ciò che di bello avevamo in passato;ma non funziona così, le foto sono la conferma di momenti che non torneranno mai indietro,di momenti che conserveremo soltanto in una piccola galleria di un cellulare che alla fine verrà sostituito da un altro più nuovo e magari più bello;ma la differenza è proprio questa, nessuno sostituirà mai i ricordi vecchi con quelli nuovi, perché sono i ricordi del passato che ti hanno portato a riscoprire la persona di adesso.
Prima di sdraiarmi a letto misi una mano in tasca dove c'era quello strano bigliettino che mi aveva dato Jason con il suo numero sopra. Lo riguardai di nuovo pensando ancora alla proposta che mi aveva fatto poco prima. James mi dava l'impressione di un ragazzo che si butta subito sulle cose senza farsi scrupoli, il suo abbigliamento dice tutt'altro,ma d'altronde, la maggior parte delle volte l'apparenza inganna. Posai il bigliettino sul comodino e presi il mio computer portatile per vedere qualche nuova uscita su Netflix. La scelta era molto vasta ma rimisi per la decima volta un episodio di How Meet Your Mother per tenermi compagnia, compagnia che non durò a lungo perché mi addormentai sfinita.
"Carol svegliati dai" disse una voce prepotente scuotendomi ripetutamente sulla spalla. Aprii lentamente gli occhi per fare mente locale con la luce forte della mia camera.
Carol:"Che succede?" dissi con tono lamentoso
Elizabeth:"Come che succede,ci sono ospiti di sotto ho bisogno di te" disse con tono più disperato che arrabbiato. Nel suo volto traspariva un forte turbamento non so dire se dettato dalla cena in se o dalla situazione che si era creata poco prima. Mi stropicciai gli occhi per tornare alla realtà e ricominciare ciò che avevo cercato di evitare. Chiusi il computer e mi sedetti sul letto.
Elizabeth:"Ti aspetto giù, non farmi salire di nuovo a chiamarti" disse in tono minaccioso prima di chiudere la porta. Mi portai le mani in viso in cerca di una qualche situazione,ma non c'era,non c'era nessuna via d'uscita per scappare. Papà questa sera avrà il grande colpo che lo segnerà per tutta la vita per colpa di uno stupido innamoramento di un'adolescente,mentre Chris perderà il suo migliore amico e il lavoro,mentre io,io perderò entrambi. Mi alzai dal letto ormai arresa,la mia bandiera bianca era già stata appesa sul monte dei vigliacchi,perché era quello che ero io. Mi guardai allo specchio e vidi quanto una persona potesse cambiare uno stato d'animo di un'altra. Non credo a chi nega che non siamo abituati alle emozioni degli altri perché non è così, io dipendevo da lui, e ne dipendo tutt'ora anche se fa male. "Sorridi Carol",mi ripetevo allo specchio, "È solo una cena andrà tutto bene,devi solo stare calma e fingere che tutto vada bene" forzai un sorriso davanti la porta chiusa per poi prendere coraggio e scendere. Scendevo le scale lentamente,sperando di essere risucchiata in un vortice senza uscita. Li vidi tutti insieme in cucina a mangiare degli stuzzichini che mia mamma aveva preparato.
Elizabeth:"Eccoti qui" disse mia mamma a gran voce sfoggiando quel suo sorriso imbarazzato per la colpa della mia troppa attesa. Si girarono tutti verso di me e il mio sguardo,per quanto volesse evitarlo,finì proprio sulla persona che doveva evitare. Feci cenno con la mano per rimediare a quella stupida occhiata che gli avevo fatto.
Ryan:"Vieni qui tesoro" disse mio papà portandosi alla bocca un piccolo crèches. Andai verso di lui che mi abbracciò per metà.
Carol:"Ciao papà" gli dissi
Ryan:"Come ti senti?" chiese
Carol:"Bene" dissi io voltandomi verso Chris. Non so bene il perché l'avessi fatto,ma nel momento in cui mi sono voltata lui mi stava già guardando in cerca di una risposta sincera. Per quanto volessi fingere,i miei occhi raccontavano un'altra verità.
Elizabeth:"Hanno suonato il campanello" disse alzando un dito.
Carol:"Vado io" dissi andando verso la porta d'ingresso. Nell'aprire la porta la mia faccia diventò pallida come se avessi visto un fantasma,ma il fantasma che avevo di fronte non era tanto innocuo perché aveva un vestito pieno di paillettes fucsia che non passava certo inosservato.Mia. La guardai dalla testa ai piedi esterrefatta da come volesse mettersi in mostra dopo anni che non veniva qui.
Mia:"Carol ciao,ma che carina questa tuta" disse in tono quasi finto che simpatico. Mi guardai la tuta e poi guardai lei che in effetti sembrava essere più pronta ad un after party che ad una cena in famiglia.
Carol:"Grazie,anche tu stai bene....così" dissi con il tono più falso che esista. "Prego entra o congelerai qui fuori." le feci cenno con la mano e lei mi scavalcò come se niente fosse. Chiusi la porta e invocai con gli occhi al cielo tutta la pazienza esistente su questo mondo.
Mia:"Elizabeth!" disse allargando le braccia
Elizabeth:"Ciao Mia che piacere averti qui" affermò prima di abbracciarla.
Mia:"Ho portato questa bottiglia di vino"
Elizabeth:"Oh che carina grazie,non dovevi"
Che illusa,pensai. Pur di farsi compiacere dagli altri se le inventava di tutti i colori. Chris se la rideva con mio padre e mio fratello,mentre io lo guardavo incredula di tutte le persone che avevo intorno. Faceva male,ma per quanto facesse male quel dolore mi scaldava il cuore.
Elizabeth:"Visto che siamo tutto qui,possiamo accomodarci a tavola se siete d'accordo" disse facendo cenno di sederci. Ci accomodammo tutti emozionati di mettere sotto i denti le prelibatezze di mia madre. Io mi misi vicino a mio fratello che non la smetteva di battere le posate sul tavolo per la troppa fame. Carne e patate al forno era ciò che speravo stasera per addolcirmi la serata. Iniziammo a mangiare e i versi estasiati di mio padre facevano preannunciare l'ottimo lavoro che aveva fatto mia madre. Iniziai a tagliare la carne anch'io intrepidamente di assaggiare le patate,quando notai che Mia non stava mangiando.
Carol:"Tu non mangi?" dissi con un tono un po' sfacciato.
Mia:"No io non mangio carne" disse sfoggiando il suo solito finto sorriso compiaciuto. Mia mamma sgranò gli occhi e conoscendola sapevo che in quel momento la vergogna la stava divorando per non aver preparato nulla per la sua portata.
Elizabeth:"Mia mi dispiace rimediamo subito"
Mia:"Non preoccuparti,per la linea non posso mangiare tanto,sa come sono i nostri manager,controllano tutto ciò che ingeriamo" disse ridendo. Mia mamma ricambiò il sorriso portandosi alla bocca un pezzo di carne.
Elizabeth:"Come vanno le cose in ufficio?" chiese sia a mio padre che a Chris.
Chris:"Direi che le cose stanno andando molto bene,ci stiamo dando molto da fare per finire i clienti prima di partire per le vacanze"
Ryan:"Ben detto,se solo prendessi meno caffè le cose andrebbero ancora meglio" abbozzò mio padre che se la rideva.
Elizabeth:"Tesoro per favore potresti prendere i piatti puliti nella credenza?" mi chiese gentilmente prima di portare la prossima portata. Annui alla sua richiesta e mi avviai verso la credenza sotto lo specchio.
Elizabeth:"Tra voi due le cose come procedono?" chiese alla finta palla da discoteca che stava vicino all'amore irrisolto della mia vita.
Mia:"Tutto bene mia cara Elizabeth,infatti proprio stasera volevamo dirvi una cosa visto che già ci siamo"
Chris:"Mia..."
Mia:"Tranquillo amore,saranno al settimo cielo proprio come noi. Io e Chris abbiamo deciso di riprovarci e questa volta seriamente"
Mi cadde tutto,non so quando io avessi preso tutta quella pila di piatti,ma li ritrovai tutti per terra in mille pezzi insieme a pezzi di me. Erano tornati insieme e in quel momento io ero come morta. Le lacrime sapevano già la via che dovevano percorrere che senza chiedermi il permesso hanno iniziato a scendere da sole. Mi accasciai per terra a raccogliere i pezzi cercando di rimetterli insieme,ma ormai era tutto rotto e niente potava rimetterli in piedi. Una mano mi levò un pezzo di piatto che stavo cercando di far combaciare con una metà che non era la sua. Quella mano la conoscevo bene,sopratutto quel tocco che in quel momento era diventato lama per la mia pelle.
Carol:"Lascia stare non ho bisogno di te" dissi tentando invano di ricacciare le lacrime indietro.
Chris:"Ho bisogno di parlarti..." disse mettendomi le mani in volto.
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Il migliore amico di mio padre
Fanfiction[COMPLETA] "Nella vita non sai mai cosa aspettarti, sopratutto quando si tratta dell'amore e io non mi aspettavo minimamente di innamorarmi di una persona come te!" Carol è una ragazza riservata, che crede all'amore letto nelle poesie; ma non sa c...
