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Capitolo 10

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Dopo quattro giorni passati insieme a Chris,la casa riacquistò di nuovo quel senso di vuoto. Mia mamma tornava da lavoro sfinita,mio padre si rintanava nello studio per riprendere il lavoro trascurato,mio fratello era ritornato nella sua postazione,ed io,io tornai con la testa sui libri. Il compito sulla felicità era stato archiviato insieme ai miei pensieri,era un saggio per la fine dell'anno scolastico avevo ancora tempo per farmi venire qualche idea. Le settimane sembravano mesi e io ero ritornata ad essere la solita noiosa di sempre. Mentre stavo sulla scrivania intenta a leggere mi arrivò un messaggio.

"Che cosa c'è in un nome?Quella che noi chiamiamo rosa,anche chiamata con un'altra parola avrebbe lo stesso profumo soave". Lessi il messaggio,non mi scriveva mai nessuno se non qualche messaggio di Instagram di qualche gruppo fasullo.
"Chi sei?" domandai io
"Non sai riconoscere nemmeno chi ti ha insegnato ad usare le bacchette". Sentii un forte colpo al petto,posai il telefono sul tavolo e fissai la libreria di fronte a me. Tirai un sospiro che si trasformò in una risata. L'unica persona che non si è mai data per vinta nell' insegnarmi ad usare le bacchette era proprio Chris.
Carol:"Come fai ad avere il mio numero?"
Chris:"Tuo padre me lo ha dato per le occasioni speciali,e questa è una di queste"
Carol:"Che succede?" chiesi io preoccupata. Chris mi rispondeva subito probabilmente mio padre era indaffarato con Justin.
Chris:"Ho lasciato una felpa grigia in camera tua". Mi girai di scatto,non c'era nessuna felpa in camera mia. Mi alzai e andai ad ispezionare la stanza,controllai nell'armadio,persino dentro i cassetti,fin quando non mi abbassai e la trovai sotto al letto.
Chris:"Jones sei ancora lì?"
Carol:"Si si l'ho trovata"
Chris:"Perfetto domani me la vengo a prendere"
Carol:"Domani non c'è nessuno a casa"
Chris:"Allora ci vediamo da qualche parte". Mi fermai un secondo ad esaminare il messaggio che aveva appena mandato. Fissai per più di cinque minuti quella maledetta barra dei messaggi lampeggiare in cerca di un testo da scrivere. Potevo benissimo dare la felpa a mio padre non capisco perché dovevamo vederci.
Carol:"Si va bene,dove?"
Chris:"Ci vediamo fuori la tua università."
Carol:"Okay". Posai di nuovo il telefono sul tavolo. Che stava succedendo? Mi fermai e pensai se quello che stavo facendo fosse giusto,erano solo messaggi non stavamo facendo nulla di male.
Chris:"Mi capacito come tu non abbia intuito la citazione di  Shakespeare"
Carol:"Ahimè sono più tipa da Wilde"
Chris:"Jones ti facevo più intelligente,Shakespeare non si batte"
Carol:"Wilde è più realista mentre Shakespeare fa dell'amore una tragedia"
Chris:"Jones questa conversazione continuerà all'infinito fin quando non cambierai idea"
Carol:"Non cambierò mai idea". Shakespeare mi piaceva sopratutto quando dava quel tocco di drammaticità a tutte le sue storie, mi distruggeva il fatto che la storia d'amore tra Romeo e Giulietta veniva vista come un amore perfetto  e non come una violazione alle regole sociali. Dopo un po' lo schermo del telefono si illuminò di nuovo. Guardai le notifiche,mi aveva inviato una foto. Volevo aspettare ad aprirla ma la tentazione era più forte di me.
Mi aveva inviato una sua foto insieme al suo cane con scritto "noi due non approviamo". Sorrisi e mi morsi il labbro inferiore,iniziai a zoomare la foto per ispezionare ogni singola parte di essa. Non sapevo che avesse un cane tanto meno dei tatuaggi sul petto. Girai la testa sul letto e mi alzai per prendere la sua felpa. Me la misi addosso e prima di chiudere la zip la annusai.Restai minuti a fissare il vuoto e a ridere con quella stupida felpa tra le mani,era così dannatamente buono quel profumo che poteva farti dimenticare il mondo intorno. Chiusi la zip e aprii la fotocamera. Odiavo fare le foto sopratutto con la fotocamera dell' iPhone, aveva la capacità di farti abbassare anche la più poca autostima che rimaneva. Scattai una foto con la lingua  di fuori mettendo in risalto la sua felpa. Gli mandai la foto e gli scrissi "lo faccio solo per il cane,la felpa rimane mia". La risposta non tardò ad arrivare.
Chris:"Jones quella felpa è di proprietà privata"
Carol:"Per oggi è di mia proprietà"
Chris:"Devo dire che sta meglio a te che a me"
Carol:"Allora posso tenerla?"
Chris:"Assolutamente no la rivoglio domani"
Carol:"Va bene Signor Evans non si scaldi,per stasera la sua felpa sarà al sicuro"
Chris:"Hai sentito della festa in ufficio?"
Carol:"Quale festa?"
Chris:"Dopo l'ampliamento,tuo papà ha deciso di dare una festa per inaugurare la nuova parte dell'ufficio"
Carol:"No non sapevo nulla"
Chris:"Tu verrai?" domandò lui. Odiavo le feste di tutti i generi, i compleanni non ne parliamo nemmeno sapevano metterti in imbarazzo in qualsiasi momento per non parlare della capacità delle persone per farti sentire in continuo fuori luogo.
Carol:"Non lo so"
Chris:"Sono stato bene questi quattro giorni"
Carol:"Si anch'io"
Chris:"Jones..riguardo la scorsa notte in camera tua...tuo padre non deve sapere niente". Quel messaggio fu come una pugnalata,sapevo anche io che mio padre non doveva saperne nulla,ma speravo che quel messaggio non mi arrivasse mai,invece,le mie aspettative mi  avevano fregato ancora una volta.
Carol:"Tranquillo Chris"
Improvvisamente fui avvolta dalla delusione,la delusione di aspettarmi una cosa che non esisteva da nessuna parte del mondo. Fantasticavo su storie d'amore inesistenti,viaggi mentali in qualche posto esotico nel quale non sarei mai andata,persone sconosciute che mi avrebbero risollevato d'animo;tutto questo nella mia testa appariva un qualcosa di reale,ma la realtà non era nella mia testa, ma fuori. Mi sdraiai sul letto e lasciai il telefono sulla scrivania,mi accoccolai con la felpa vicino per sentirne in continuazione il profumo. In questi quattro giorni per la prima volta in vita mia,mi sono sentita apprezzata. Con i suoi gesti,le sue attenzioni,il suo costante bisogno di aiutarmi ogni volta,accendeva la speranza in me di credere in qualcosa che poteva nascere. Passai la notte sveglia,a pensare e a ripensare a quei maledetti stupidi giorni e alle mie emozioni che si aggrovigliavano giorno per giorno tra di loro cercando un appiglio su cui aggrapparsi,ma la verità che non volevo ammettere a me stessa era ben altra,io mi stavo innamorando di Chris Evans.

Il migliore amico di mio padre La tua prossima ossessione. Scoprilo ora