Vi starete domandando chi è Chris? Chris Evans, uomo trentenne divorziato da poco ,che ora vive da solo con il suo cane in una bella casa con un prato enorme,e lui è il migliore amico di mio padre. Chris lavora nell'ufficio, anche lui come avvocato ,ma mio padre a volte, lo sfrutta dandogli anche incarichi suoi. Alto,occhi azzurri e castano, la mattina esce a correre per mantenersi in forma e la sera si spacca di alette di pollo sul divano quando vede insieme al suo capo qualche partita di football. Papà lo ha invitato a cena perché dopo essere mancato sei mesi a lavoro per via di un malessere a sua madre,poco fa è ritornato a lavorare e così, ha deciso di festeggiare il suo ritorno invitandolo a cena. Chris è sempre stato un uomo affascinante, quando ha sposato Mia credeva nella creazione di una sua famiglia ma la ragazza ha ben pensato di tradirlo,lasciandolo con il suo sogno infranto da solo. Negli ultimi sei mesi non stava bene,si vedeva, ma mio padre con il suo modo amichevole lo invogliava a stare con noi e a subirsi le imprecazioni alla tv contro i giocatori nemici dell'altra squadra di football.
Ero in camera mia,e stavo alla scrivania immersa a leggere una poesia di Oscar Wilde.
"Chi non ha mai visto
Chi non ha mai visto in una stanza buia
Filtrare la luce del giorno
-Levandosi da un corpo adorato
Per accostare le tende
Con gli occhi sfiniti e pesti-
Non può capire quel che cerco di dire,
Quanto lungo fosse l'ultimo bacio, quanto lento
Quanto caldo il suo indugio."
Oscar Wilde
Ero persa per questo scrittore,aveva un modo di vedere le cose totalmente differente dagli altri. Mentre leggevo pensai che io,il mio primo bacio,non l'avevo ancora dato, non sapevo nemmeno di cosa sapessero i baci e perché tutti ne parlassero così desiderosi. Sognavo l'amore che si legge sui romanzi,non l'amore tormentato e sofferente,ma l'amore quello vero,quello reciproco. Mi ricordai di una persona,una persona che mi piaceva, una persona che pensavo sarebbe diventato un punto fisso con il quale condividere tutto,ma quella persona, ha deciso di prendere la strada più semplice, e cedere i suoi sentimenti ad un'altra. Non mi sono mai spogliata a nudo dei miei pensieri di fronte a nessuno,neanche alla mia famiglia per non essere colta in fragranza nei momenti di debolezza,sapevo essere forte io,sopratutto per gli altri quando ne avevano bisogno,i momenti di debolezza capitano a tutti;chiusa in stanza,sola,nel letto,a volte a fissare il vuoto ,altre ad occhi chiusi,con qualche musica triste di sottofondo come "Someone Like You" di Adele che aiuta a piangere.
Tornai alla realtà,e finii di scrivere qualche appunto e pensiero preso durante la lezione di oggi per l'indomani all'università,quando mia madre entrò e non trovandomi sul letto,si girò verso la scrivania dove mi trovò immersa, con la luce che puntava sul tavolo, a leggere.
E:"Tesoro" disse piano;
C:"Oddio mamma mi hai spaventato" dissi di soppianto saltando sulla sedia e girandomi verso di lei;
E:"Scusami non volevo spaventarti! Chris è arrivato... perché non scendi giù e mi dai una mano. Mi sento sola in cucina,gli altri sono a giocare con Brandon" disse con tono lamentoso e sofferente;
C:"Si mamma arrivo,mi cambio i pantaloni e scendo a darti una mano" dissi con sorriso di approvazione;
E:"Va bene tesoro ti aspetto giù" disse con lo straccio in mano mentre chiudeva la porta. Mi alzai dalla sedia girevole,e la appoggiai vicino alla scrivania,mi diressi ad accendere la luce della camera e a spegnere quella della scrivania. Tornata a casa,mi ero messa i pantaloni del pigiama per stare più comoda,ma non potevo presentarmi così;andai verso l'armadio e presi una tuta grigia, Chris mi conosce da sempre ormai, un paio di pantaloni della tuta non avrebbero fatto la differenza. Mi lasciai il body nero che avevo questa mattina e mi diressi di sotto. La casa profumava di patate arrosto e carne alla piastra,la mamma come al solito, quando c'e Chris, si fa prendere dalla mano e inizia a cucinare le migliori prelibatezze,come se fosse figlio suo. Non mi affacciai minimamente alla camera di mio fratello anche perché li avrei disturbati;sentivo imprecare contro qualche giocatore mentre tentavano di uccidere qualche soldato del gioco,e mentre scendevo le scale,sorrisi. Le luci della cucina illuminavano tutto il soggiorno e la tavola del salotto era già apparecchiata precisamente, come se dovessimo festeggiare il Natale. Mia mamma era di spalle a controllare la cottura delle patate che sfrigolavano nel forno,mentre la carne rumoreggiava sulla piastra. Mamma si accorse che ero lì, così mi incaricò di mettere qualche stuzzichino preparato da lei sulla tavola. La cena era pronta, e il mio stomaco non vedeva l'ora di assaggiare tutto quel ben di Dio. Si pulì le mani sullo straccio,si diede una sistemata ai capelli mentre si specchiava fuori il forno,poggiò lo straccio sul tavolo e iniziò ad urlare per farsi sentire "È pronto!". Rimasi ferma lì, non sapevo che fare,stavamo aspettando che scendessero per indirizzarci al tavolo. Sentii i loro passi violenti sulle scale accompagnati dalle loro risate, si vantavano dei loro gesti eroici nell'uccidere l'avversario. Quando entrati in cucina,dietro mio padre e mio fratello, c'era Chris. Era diverso, sembrava più rilassato, più felice, più bello. Non che non lo sia mai stato ma,era diverso,si era perfino fatto crescere la barba. Lo analizzai da capo a piedi prima che lui se ne accorgesse, maglietta bianca a maniche lunghe che metteva in risalto i suoi muscoli e un paio di jeans stretti. Mi notò, cosa mai successa in tutta la mia vita,ma si fermò anche lui ad analizzarmi,o così pareva. Pensai quante cose possono cambiare in sei mesi, sei mesi fa ero una persona diversa fin quando decisi di prendere in mano la mia vita e cambiare per piacermi,ho iniziato un regime alimentare diverso che mi ha fatto perdere parecchi chili, dopo di che ho dato anche un taglio netto ai miei capelli per mettere in mostra il mio collo. Lui sembrava sorpreso quanto me, eravamo diversi sei mesi fa, e fu come un sollievo vederci cambiati,perché in quell'instante,in quella stanza, lo notavamo solo noi due. Vennero verso di noi, Chris sfoggiò un enorme sorriso.
Chris:"Ciao Carol" disse venendo verso di me con camminata sicura;
Carol:"Ciao.." dissi imbarazzata. Allargò le braccia e mi abbracciò per salutarmi per bene. Sapeva di buono, né di menta né di dentifricio, di buono. Ci staccammo da quell'abbraccio e ci continuammo a guardare e a sorridere,io ero diventata rossa in volto non sapevo se per il caldo in casa o per la scena appena accaduta;dopo quest'imbarazzo mi ricordai che non eravamo soli, i miei stavano assistendo alla scena come se niente fosse.
Ryan:"Okay ora basta con i saluti,direi di accomodarci a cena se no il cibo si fredda" disse lui ridendo,e facendo strada al nostro ospite invitandolo a sedersi vicino al capotavola,il posto di mio padre,e vicino a mio fratello;l'altro lato della tavola,invece,era riservato per noi donne. La cena era squisita,mi limitai ad osservare come se la ridevano a squarciagola mentre ricordavano i casi d'ufficio precedenti più imbarazzanti. Erano felici insieme, e io ero felice per loro nel vederli spassarsela ;mio padre non ha mai avuto un amico,lui è stato il primo con il quale ha creato un vero feeling ormai da anni, hanno rispetto tra di loro, e per qualsiasi cosa sanno che l'uno è presente per l'altro. Si fecero seri e continuarono a mangiare fin quando,Chris,si portò alla bocca la bottiglia di birra che mamma gli aveva offerto.
Chris:"Brandon come va a scuola?" disse mentre lo guardava addentare la carne;
Brandon:"Bene bene il momento preferito della giornata è quando torno a casa" disse a bocca piena in tutta sincerità. Mio fratello era così,senza peli sulla lingua. Chris rise e poi passo lo sguardo su di me,non ero di tante parole e in quel momento stavo accarezzando la carne con la forchetta immersa tra il pensiero se mangiarla o non mangiarla.
Chris:"Come va all'università?" disse mentre mi accarezzava con lo sguardo;
Carol:"Mi trovo molto bene,sopratutto al corso di letteratura..sai ho pensato che dopo l'università potrei insegnare letteratura nelle scuole" dissi timidamente posando la forchetta nel piatto.
Chris:"Wow, così proiettata verso il futuro" disse. Non sono mai stata una persona pensatrice del proprio futuro,crescendo e sapendo già la mia vita come sarebbe andata,ho iniziato a decidere e a proiettare le mie fantasie in un futuro dove non sono sposata e non ho bambini, in una casa sul mare o nel verde mentre guardo il mio cane scorrazzare per il giardino. Dopo un po' di silenzio mio fratello sbottò:"Che secchiona!" disse ridendo,rivolgendomi una faccia buffa nei miei confronti.
Elizabeth :"Brandon basta!" disse lei intervenendo alla battuta inopportuna. Passò una mezzo retta al tavolo nel quale si parlava sopratutto della prossima partita di football e di un futuro ampliamento nella parte est dell'ufficio. Mia madre si alzò da tavolo e iniziò a sparecchiare per fare spazio al dolce,io mi alzai dopo di lei e la aiutai a raccogliere i piatti sporchi. Notai che Chris aveva mangiato tutto,la mamma sapeva prendere tutti per la gola,sopratutto il cattivo umore;presi il suo piatto e lui si spostò verso sinistra per osservarmi.
Chris:"Stai bene con questo nuovo taglio di capelli" disse sorridendo, "Non fraintendermi,stavi bene anche con i capelli lunghi,ma questo taglio è come se ti illuminasse". Mi sentii avvolgere dall'imbarazzo più totale,ricambiai il sorriso e mi avviai verso il lavandino della cucina. Finito il dolce al cioccolato che io non mangiai per non appesantirmi prima di andare a dormire. I maschi andarono verso il divano a vedere qualche film poliziesco. Mia mamma era impegnata a mettere i piatti sporchi nella lavastoviglie, così io mi avviai verso camera mia. Nessuno si era accorto di niente anche perché presi nelle loro questioni. Entrai in camera e mi guardai allo specchio,disastro pensai,un infinito e caotico disastro. Iniziai a guardarmi i capelli ormai corti,il mio viso,il trucco;trovavo difetto per ogni cosa che guardavo ma la realtà era che, anche se ricevevo complimenti, io non mi sarei mai piaciuta.
Mi buttai sul letto con la speranza di addormentarmi ma la mia idea era ben altra,presi il cuscino e iniziai ad urlare soffocandone il suono. Quanto sono sciocca,pensai, era un urlo isterico perché pensavo a come questa sera fosse cominciata. Chris mi ha fatto un effetto sorpresa, positivamente dico, sono contenta che sia tornato sorridente come una volta. Era veramente una brava persona che desiderava di essere amata,come tutti del resto,dopo quello che gli è successo sfiderei chiunque ad aprire il cuore. Mi alzai e presi il libro di poesia posto sulla scrivania,lo buttati sul letto e con esso anch'io; iniziai a leggere.
Eppure ognuno uccide la cosa che ama,
Tutti lo devono sapere,
c'è chi lo fa con uno sguardo
e chi con le lusinghe,
Il codardo può farlo con un bacio,
Chi ha il coraggio usa la spada!
Oscar Wilde
L'amore è perennemente una sofferenza,anche se lo si vuole provare,porterà sempre due persone a combattere per qualcosa. Per questo non credo all'amore reale, basandomi su quello dei romanzi che lo descrivono come un amore tormentato e passionale,hanno idealizzato la mia convinzione su di essa di essere così. Sento bussare. Essendo sdraiata mi alzo e mi metto seduta a gambe incrociate.
Carol:"Avanti" dissi,mia mamma aveva questa paura ogni volta di disturbare,così bussava. Non era mia mamma però,questa volta,era lui.Chris. Entrò piano piano.
Chris:"Complimenti questa stanza ha avuto un bel cambio radicale eh?" disse dondolandosi sui piedi con le mani in tasca quasi imbarazzato.
Carol:"Eh si ho aggiunto qualche lucina in più per dargli un po' di luce",dissi io imbarazzata ma composta.
Si guardò intorno,ispezionando ogni centimetro decorato della stanza,dall'armadio,alla scrivania ordinata con i libri dell'università,l'occhio cadde proprio su Wilde. Lo prese.Ero gelosa di qualsiasi persona toccasse quel libro,come se interferisse con il pensiero dell'autore.
Chris:"Ti piace Wilde?" disse iniziando a sfogliare le pagine evidenziate con i miei appunti sopra;
"Si" dissi io e in quel momento mi alzai per guardare cosa stesse leggendo.
Se non avessimo amato
Se noi non avvessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe un foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per labbra dei poeti
Che cantano.
Oscar Wilde
Capitava proprio a pennello quella pagina. Rimanemmo in silenzio,lui fissava la pagina intento a capire il significato,io ero già avanti e provai a cercare il suo sguardo come da approvazione. Cambiò discorso improvvisamente,la tensione la sentivamo entrambi,più imbarazzo dovrei dire. Il suo sguardo si posò sul mio volto.
Chris:"Ti trovo diversa,sembri più sicura di te" disse accarezzandomi la ciocca corta che cadeva sul viso. Non ero abituata a questo tipo di gesto;Chris stava descrivendo una me che non esisteva,non era il taglio di capelli a rendermi diversa e sicura di me,ma era la mia debolezza a rendermi diversa agli occhi degli altri.
Carol:"Anche tu stai bene così" gli dissi guardandolo negli occhi.
Chris:"Sono passato per salutarti che vado a casa". Continuammo a guardarci,io ero come incantata da lui, fin quando ci staccammo e mi salutò.
Chris:"Sono stato bene,come sempre,sopratutto dopo le patate arrosto di tua mamma!" disse ridendo. La sua risata riecheggiò la stanza. "Sono contento di averti rivista"; "Anche io" dissi velocemente. "Buonanotte!" disse "Notte Chris" gli sorrisi e ritornai a letto.
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Il migliore amico di mio padre
Fiksi Penggemar[COMPLETA] "Nella vita non sai mai cosa aspettarti, sopratutto quando si tratta dell'amore e io non mi aspettavo minimamente di innamorarmi di una persona come te!" Carol è una ragazza riservata, che crede all'amore letto nelle poesie; ma non sa c...
