"Elisa apri ti prego" Alex bussa per l'ennesima volta alla porta bianca del bagno, in cui sono rinchiusa da ora.
Nuovamente, non riceva nessuna risposta da me, che resto nella doccia con i vestiti completamente bagnati, ma l'acqua ormai spenta.
Dopo essere scappata dallo studio, mi sono rinchiusa qui dentro, gettandomi sotto il getto freddo per calmarmi e scacciare via i pensieri, con scarsi risultati.
"Ely giuro che butto giù la porta" sento Luca sospirare, scivolando sul legno e sedendosi sul pavimento.
"Trovata?" Sento che si rivolge a qualcuno, che non posso vedere ne sentire, tranne per un flebile si.
"Stiamo per aprire la porta okay?" Nuovamente, non rispondo alla voce roca e preoccupata del castano, che dopo poco fa scattare la serratura della porta da fuori, con la chiave di scorta.
I due si fiondano dentro la stanza, con dietro carola, Mattia e Christian, gli unici che in questo schifo di casetta non mi abbiano voltato le spalle.
"Uscite" dovrebbe essere un ordine, un urlo deciso. Ma mi esce solo un flebile sussurro incerto, sapendo anch'io che non voglio restare nuovamente sola.
Alex mi sorride piano, posandomi dolcemente un asciugamano sulle spalle e abbracciandomi.
Mi lascia un bacio sulla fronte, per poi uscire chiudendo la porta dietro di lui, lasciando nella stanza solo me e carola.
"Ely, ci sei?" Sussurra la mora, accarezzandomi i capelli biondi, che ormai si stanno arricciando per l'acqua.
Annuisco lentamente, guardandola con gli occhi lucidi. "Allora tesoro, ora mettiamo dei vestiti asciutti, ci riesci?"
Parla piano, con lentezza, scandendo ogni parola. Mi sento come se stesse parlando a una bambina traumatizzata.
Ma è proprio così che mi sento ora.
Mi sento spogliata di ogni certezza, mi sento ferita, mi sento delusa.
Fino a stamattina albe mi abbracciava, baciandomi, seppur non sulle labbra.
Fino a ieri, mi diceva di volermi conoscere e magari poi stare insieme.
Ora invece scopro che serena mi ha aiutata a sfogarmi e a chiarire con albe, dopo averlo baciato più volte, sapendo che a me lui piaceva e per di più, senza dirmelo e facendo finta di nulla.
Senza muovermi da dove sono seduta, mi cambio completamente, mentre carola resta girata verso la porta, lasciandomi la mia privacy.
Quando sono pronta, la mora apre la porta facendo entrare nuovamente i ragazzi. Luca, con dolcezza, mi prende in braccio, giro le gambe intorno ai suoi fianchi e gli afferrò il collo, rilassando la testa sulla sua spalla.
Prova a lasciarmi sul letto, ma lo stringo in una morsa stretta, costringendolo a sedersi tenendomi ancora in braccio.
"Ely" sussurra sui miei capelli, spostandoli con il respiro. Non muovo la testa, lasciandogli vedere solo la mia chioma.
Alex, entrato nella stanza con noi, seguito dalla ballerina, si siede sul letto, facendo abbassare ulteriormente il materasso, obbligandomi a guardarlo negli occhi.
Mi sposta i capelli dal viso, accarezzandomi dolcemente. "Non ti chiederò come stai" sospira, la risposta sarebbe scontata. "Ma ti dirò che starai meglio, perché tu sei qui per la musica e lei non ti abbandonerà mai, proprio come noi." Indica se stesso e il cantante su cui sono appoggiata, io sorrido piano.
"Scusate" parla carola a bassa voce, quasi non volessi interrompere il momento. "So che non abbiamo parlato molto, ma volevo farti sapere che sono stata io ad avvertirli di quello che mi avevano detto, perché mi sembrava corretto nei tuoi confronti. Ora vi lascio soli, però Ely se vuoi io e Alessandra abbiamo un letto libero, in caso tu volessi cambiare stanza" sorride debolmente, uscendo dopo che l'ho ringraziata.
Si riferisce al fatto che le mie due compagne di stanza, nonché migliori amiche, mi hanno voltato le spalle.
Ripenso alla scena in cui la ballerina raccontava loro del bacio e le due ridevano contente.
A me non aveva detto niente nessuno, nessuna delle tre.
È stata più leale carola, con cui non ho mai parlato, se non un paio di volte, che le mie migliori amiche.
Per non parlare di serena, che la notte era spesso rimasta fuori con me a sentirmi parlare di come stessi bene con albe e di come lui mi piacesse.
Ripenso alle parole dell'altra sera, quando le avevo raccontato cosa era accaduto.
"Dovresti lasciar perdere" aveva mormorato, e poi si era alzata tornando dentro, lasciandomi sola a fumare confusa.
A quei ricordi, le lacrime non possono che ricominciare a scendere.
"Voglio andarmene a casa"
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Rejected | albe
FanfictionSolitamente le relazioni nascondo da due che si amano e si dichiarano. Questa invece nasce da un rifiuto. Da una ragazza che nonostante non sia ricambiata continua a sperare e il suo sentimento cresce, facendone nascere uno anche nell'altra persona...
