Mi sento così sola.
Solo ora che non mi è più accanto mi rendo conto di quanto era diventato parte della mia vita, anzi forse tutte la mia vita.
Ci sentiamo telefonicamente ogni giorno e seguo in streaming ogni intervista e ogni evento a cui partecipa.
È così bello e affascinante, ma sopratutto sereno e totalmente dedito al lavoro.
Si nota molto la differenza di quando invece ci sono io accanto e deve dedicarsi anche a me.
Mi racconta di quanto sia tutto bello e ben organizzato e di quanto gli piaccia anche se sente forte la mia mancanza e non vede l'ora di tornare per vedermi.
Io invece sto mettendo in dubbio tutto quanto. Nonostante lo ami così tanto e mi rendo conto che perderlo sarebbe devastante per me, proprio perché lo amo, dopo ogni intervista che vedo e telefonata che ricevo mi sto sempre più convincendo che devo lasciarlo andare.
La sola idea mi terrorizza ma riesco a restare calma pensando a lui e al suo bene.
Passano i giorni e mi manca così tanto ma mentalmente sto preparando il discorso da fare per quando tornerà.
Andrò a prenderlo all'aeroporto e andremo a casa sua, cercherò di restare calma e il più distaccata possibile, dopo che si sarà sistemato e tutto preparo un te e gli dirò che dobbiamo parlare.
Non so rendermi conto di come la prenderà ma spero che capirà, che non mi odierà troppo e che non soffrirà. Non sopporterei l'idea.
Ma sono sicura che lui capirà e che dopo solo un giorno si renderà conto di quale liberazione è stata. E soffrirò soltanto io, per tutta la vita. Nulla potrà mai rimpiazzarlo ed ovviamente nemmeno ci penso.
Siamo già arrivati al giorno prima del suo ritorno e la sola idea mi rende felice e triste allo stesso tempo.
Telefonicamente ci accordiamo per domani, l'aereo atterra alle 4 del pomeriggio ed io sarò la ad aspettarlo.
Tornata dal lavoro torno a casa e mi distendo sul divano.
Devo essermi appisolata perché mi sveglio di soprassalto quando sento il campanello. Chi può essere?
Guardo dallo spioncino ed è Tom.
Mi si gela il sangue. Perché è qui? Non sono pronta.
"Cazzo" dico a voce troppo alta
"Ciao anche a te" mi risponde ridendo
Comincio a tremare ed apro la porta.
Lui entra e getta le valigie a terra per venirmi ad abbracciare
"Mi sei mancata così tanto non potevo aspettare un giorno di pi...." si interrompe mentre io scappo dal suo abbraccio
"Che succede?" Mi guarda preoccupato
"Siediti, ti andrebbe un te?"
"Che succede?" Ripete mentre si avvicina a me e cerca di prendermi la mano
Io mi allontano ancora un po
"Devo dirti una cosa"
Lui si ferma, il tono preoccupato e irritato allo stesso tempo
"Cosa devi dirmi?"
"Mettiti a sedere e riposati prima"
"No, voglio sapere cosa succede"
Si sta arrabbiando e io non sono più in grado di gestire la situazione e di fare il discorso che volevo fare.
"Tom per favor..."
"Che succede? Per favore puoi dirmi cosa succede?"
"Si certo, però sediamoci"
Tom si avvicina ad una sedia e si siede
"Ok, adesso dimmi"
"Non so bene come dirlo, ti ho visto e ti ho seguito in questi giorni ed eri in forma smagliante" cerco di farla breve perché la voce sta diventando sempre più rotta e flebile " come ho sempre pensato io sono un ostacolo alla tua carriera e alla tua persona e non voglio esserlo, non sono la persona adatta a te mi dispiace"
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Non può essere
Roman d'amour~Non può essere, non lui. Fra tutte le persone del mondo in Albergo c'è proprio lui. Non è possibile. Non posso essere cosi fortunata, non lo sono mai.~ Ginevra, timida, introversa e impacciata, incontra, nell'albergo dove lavora, il suo attore pref...
