La mattina dopo avevo il turno delle 8, arrivo e do il cambio al portiere di Notte.
Questa mattina ho da fare il check out ad alcune camere poi sarebbe stata una mattina tranquilla. Salutati i signori mi metto a rispondere ad alcune e-mail che chiedevano informazioni riguardo alla struttura e alla disponibilità quando vedo arrivare Giorgio di fretta.
"Buongiorno signore, come va?"
"Giorno Ginevra, Bene! Qui come va?"
"Tutto Tranquillo questa mattina"
"Arrivano Oggi!! Deve essere tutto pronto e tutto perfetto"
COSA?!?!?
"Oggi, ma non doveva essere settimana prossima?"
"A quanto pare vogliono cominciare prima e conoscere il posto, per fortuna abbiamo mantenuto le camere libere. Oggi pomeriggio c'è Rebecca?"
"Si ci sara lei!" Per fortuna pensai. Farà lei i check in, uno dei compiti più importanti. Un peso in meno allo stomaco.
"La chiamo subito per avvertirla"
L'ansia era nell'aria e si sentiva. La mattina prosegui silenziosa, apparte qualche consegna di chiavi per i clienti che tornavano dal giro mattutino e restavano a pranzo in struttura ed il capo che faceva avanti ed indietro per impartire ordini e dare consigli agli addetti delle pulizie, alla sala, al ristornate, alla spa e talvolta a me.
Un quarto alle tre Rebecca, curata ed elegante entra in reception.
"Ehila, pronta per la grande avventura?"
"Sono più nervosa di quanto mi aspettassi. Credo sia colpa della telefonata e gli ordini del capo o del fatto che non c'è stato molto preavviso."
"Ma tu sei bravissima, non avrai problemi!"
"Resta con me" mi guarda implorante
"Non penso che avrai bisogno di me, fra l'altro Giorgio non mi ha detto di restare e non farei mai niente che possa contrariarlo oggi che è cosi nervoso. E se devo essere sincera sono troppo sollevata non sia toccato a me per restare qua lo stesso." Il mio tono era scherzoso anche se quello che ho detto era vero. Se lei avesse davvero avuto bisogno di me sarei rimasta, ma era soltanto l'agitazione improvvisa a parlare, lei era molto più brava di me e io sarei stata solo d'impiccio.
" Ah, ah che gentile!"risponde acida.
E' agitata, si vede.
La abbraccio. " Tranquilla sei prontissima e andra bene!"
"Grazie mille, ti adoro"
Eravamo diventate amiche poco tempo dopo aver cominciato a lavorare la.
Ma non quel tipo di amicizia forte e salda. Non avevo mai avuto amicizie di quel genere, si può quasi dire che non ho mai avuto amiche. Ho sempre avuto un carattere difficile, nessuno riusciva mai a capirmi e io non volevo perdere tempo con chi non tiusciva a farmi stare bene. Neanche lei riesce il più delle volte, la nostra è un amiciza molto superficiale che si ferma a qualche bevuta occasionale e qualche chiacchera personale, quasi sempre le sue, io non riesco mai ad aprirmi completamente. Come potrei? Come potrei pretendere che una persona solare ed estroversa come Rebecca possa capirmi?
Erano le tre, io avevo finito. Mi dispiaceva lasciarla la da sola nonostante tutto. Ma non avrei potuto lo stesso fare altro.
"Io adesso dovrei andare, tu come ti senti?"
"Meglio, tranquilla, grazie ancora"
"Quando finisce appena puoi fammi sapere come è andata ok?"
"Certo, tu che farai oggi pomeriggio?"
Lei si sarebbe aspettata qualche risposta del tipo 'esco con un tipo' oppure 'le amiche mi portano a...' come lei mi rispondeva spesso, ma io non potevo rispondere allo stesso modo. Mi aspettava tanto cibo spazzatura, netflix, il divano e verso sera un libro. Che, anche se avrei fatto fatica a confessarlo in pubblico, era la mia serata ideale, l'avrei preferita a qualsiasi discoteca o qualsiasi bar affollato, avrei soltanto aggiunto la compagnia di un amica o di un ragazzo con cui potermi sentire completamente bene.
"Tutto relax" ripondo
E' contrariata, non lo dice ma lo fa capire dall'espressione, nonostante non fossi brava a parlare di me con gli altri lei ormai mi conosceva da troppo tempo per non sapere cosa significasse, e lei, che avrebbe di certo preferito discoteca e bar non riusciva a capire come potessi divertimi in quel modo ogni sera.
Spesso avevo la sensazione che, quando mi invitava a bere con lei, lo facesse per aiutarmi a cambiare, forse pensava che nemmeno a me piacesse e lo facevo solo perche non avevo altro da fare.
"Ottimo! Ci sentiamo in serata cosi ti faccio sapere!"
"Perfetto grazie! Buona Fortuna e buon lavoro!"
Passai la giornata come avevo preventivato. Nessun intoppo.
Verso le otto mi arriva un messaggio da rebecca.
'E' Andato tutto bene, non sai quanto mi sento meglio! Ho finito adesso di dare a tutti la chiave e dare info sulla struttura. Non sono famosi, almeno io non conosco nessuno di loro. Mi ero aspettata grandi nomi e invece niente :(
Peccato. Domani mattina escono presto, prima delle sette, e passeranno la giornata fuori per iniziare ad ambientarsi e forse girare le prime scene. Probabilmente li beccherai al tuo turno domani sera. Stasera Leonardo mi fara conoscere i suoi amici. Come mi devo vestire secondo te? Le amiche mi consigliano il vestitino nero, sarà troppo azzardato?. Tu non lo hai mai visto credo. Ti mando una foto.'
Non mi spaventava il fatto che lei non li conoscesse, non era una grande appassionata di cinema. Forse qualcuno che potevo conoscere c'era. Non volevo perdere la speranza.
Subito dopo mi invia la foto di uno striminzito ed aderente vestitino nero, troppo appariscente per me.
Gli scrivo che sono felice per lei che sia andato tutto bene e che ha questo incontro importante e che per me sembra un po troppo quel vestito per la serata.
Lei mi risponde che ormai si è decisa a mettere quello e che le altre l'hanno convinta. Lei non si sente a disagio ad essere al centro dell'attenzione. Io non riuscirei mai ad indossare niente del genere.
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Non può essere
Romance~Non può essere, non lui. Fra tutte le persone del mondo in Albergo c'è proprio lui. Non è possibile. Non posso essere cosi fortunata, non lo sono mai.~ Ginevra, timida, introversa e impacciata, incontra, nell'albergo dove lavora, il suo attore pref...
