Dio che giornata estenuante.
Non mi ricordavo che fosse così stressante e stancante andare in piscina con quei diavoli della Tasmania.
Perlomeno non abbiamo perso nemmeno un bambino questa volta, non come l'anno scorso che uno era rimasto addormentato sul pullman e si era fatto tutte le fermate fino alla stazione.
Mi ricordo ancora il panico negli occhi della madre, ma soprattutto in quello di Marika mentre lo cercavano dentro l'oratorio.
A distanza di un anno quella storiella fa ridere tutti, ma abbiamo rischiato parecchio.
Raggiungo a stento la mia stanza.
Stamattina non ho fatto nemmeno il letto. Sembra più un porcile che una camera di una ragazza di 16 anni.
Controllo l'orologio, sono solo le 18 e 30, ho ancora un po' di tempo prima della cena.
Per prima cosa ho bisogno di una doccia. Ho sudato di più oggi che tutti gli altri giorni della settimana.
Mi butto sotto il getto dell'acqua fredda e lascio che il mio corpo rabbrividisca al contatto.
Chiudo gli occhi e ripenso alla giornata che ho appena vissuto.
Al tuffo in piscina con Thomas; alle mie gambe intorno al suo busto...
Ma soprattutto al breve straccio di conversazione di cui non ho capito niente.
Perché quei due non vanno proprio d'accordo, non si conoscono nemmeno, o forse si?
No, è impossibile, si sono presentati di fronte a me, che senso avrebbe?
Avvolgo il mio corpo dentro l'asciugamano ed esco.
Apro leggermente la finestra per permettere al vetro di spannarsi.
Vedo il mio riflesso attraverso lo specchio. Sono dimagrita molto "dall'incidente" e seppur non sto affatto male, sento che il mio fisico ne risente parecchio.
Ci sono giorni dove ho la nausea e non ho proprio voglia di mangiare niente, mentre in altri mi divorerei pure mia sorella.
Non ho mai sofferto di qualche malattia legata al mangiare, quindi non so se la situazione in cui mi trovo è normale oppure no.
Sono sicura che un po' più di carboidrati non mi farebbero male, soprattutto per la quantità di energia che impiego ogni giorno al centro estivo.
E' per questo che ho deciso di prendermi un giorno di pausa, seppure siamo solo alla prima settimana.
Ho bisogno di un po' di tempo per me stessa, mi farà bene e mi aiuterà a schiarire i pensieri.
Con questi buoni propositi mi divido i capelli con una riga laterale e li asciugo un po' con l'asciugamano. Ho intenzione di cambiarli, forse tingerli ed accorciarli, ma non adesso.
Una volta infilata la canotta arancione del pigiama con dei mini gelati disegnati e un paio di pantaloncini con la medesima stampa decido di rifare il letto.
Mi dirigo poi verso la mia libreria e scelgo "Maybe Someday" di Colleen Hoover.
Apro la prima pagina e mi catapulto in un universo parallelo, dove siamo solo io e parole d'inchiostro.
Sono a metà del quarto capitolo quando il display del mio cellulare si illumina.
"bellissima"
Lara, ti va di venire a cena da me stasera? I miei hanno invitato dei loro amici di vecchia data e so già che mi annoierò a morte. Per favore vieniii.
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Sun and Arrogance
ChickLitLara è una giovane ragazza di 17 anni che ama vivere a pieno la vita. Abita ancora nella piccola villetta dei genitori in un piccolo paesino. Un giorno una festa le sconvolge completamente i piani. Riuscirà a guarire dalla ferita per affrontare un'e...