Capitolo 2

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È passato un mese dall'inizio della scuola.
Sinceramente, me la cavo bene in tutte le materie... tranne matematica.
Lì faccio davvero schifo.

All'uscita resto un po' di più, sperando che passi mio fratello.
Ma niente.
I ragazzi sono già andati via.

«Miriam, ti serve un passaggio?»
La voce di Florio mi coglie di sorpresa.
Si è fermato davanti a me.

«Lei dove deve andare?» chiedo.

«Verso il Canalicchio. Tu?»

«Io sto a Ognina, professore.»

«Tranquilla. Sali.»

Faccio il giro della macchina e salgo.
Mi dà il tempo di sistemarmi, poi parte.

«Ognina dove?» chiede.

«Nella via dopo la chiesa che frequentiamo io e sua figlia.»

«Va bene. Ma prima devo andare a prendere Paola.»

«Non si preoccupi.»

Silenzio.
Poi, mentre guida, dice: «Lo sai che non vai bene nella mia materia?»

«Lo so, professore.»

«Se ti serve una mano, te la posso dare.»

«Già ha i suoi impegni... non mi ci voglio mettere pure io.»

«Sei una brava ragazza.
Mia figlia va pazza per te.»

«Paola parla di me?» chiedo, sorpresa.

«Ogni volta che torna dal catechismo, mi parla sempre di te.»

«Ah...»

Poi, con tono più serio:

«Per caso sai la situazione fra me e sua madre?»

«No» dico sincera.

«Meglio.»

Arriviamo alla scuola di Paola.
Parcheggia.

«Se vuoi scendere, puoi lasciare lo zaino in macchina.»

Scendo con lui, lasciando lo zaino.
Entriamo nel cortile.
Dopo qualche minuto, i bambini iniziano a uscire.
Ma Paola non si vede.

«Sicuramente mi deve parlare la maestra» dice Florio.

Infatti, Paola esce insieme alla sua insegnante.
Appena mi vede, mi corre incontro e mi abbraccia.
Ricambio.

«Signor Florio, buongiorno» dice la maestra.

«Maestra, lei è la fidanzata di papà» dice Paola, indicando me.

Sbianco.
Florio sgrana gli occhi.

«Complimenti, signor Florio.
Non pensavo che ora se la facesse con le minorenni» dice la maestra, fredda.

In che senso?
Non è sposato con la madre di Paola?
Ha avuto altre relazioni?

«Non sono minorenne» dico, cercando di aiutarlo.

«Tesoro, porta la piccola in macchina» dice Florio, reggendomi il gioco.

«Certo.»

Prendo Paola per mano e la accompagno alla macchina.

«Perché hai detto così alla maestra?» le chiedo dolcemente.

«Ho otto anni, mica sono stupida.»

«Cioè?»

«Ti vedo aspettarlo a ogni incontro.
Alla messa.
Alla fine... si vede.»

«Paola, volendo... io e tuo padre non possiamo stare insieme.»

«Perché?»

«Sono una sua alunna.
Sono minorenne.
La legge andrebbe contro di noi.»

«Ma gli vuoi bene a mio padre?»

«Sì.
È un bravo professore.»

«Al di fuori della scuola?»

«Rispetto.»

Sento la portiera aprirsi.

«Andiamo?» chiede Florio, nervoso.

Saliamo.

«Non la rimproveri.
Ci ho pensato io» dico.

«Tu non sei nessuno per decidere come mi devo comportare con mia figlia.»

Ci rimango male.
Giro il viso verso il finestrino.
Non voglio che mi veda.
Sento gli occhi bruciare.

Arrivati nella mia via, non mi faccio lasciare proprio sotto casa.
Ma all'inizio della strada.

«Professore, mi lasci qui.»

Si ferma.

«Ma non stai qui» dice Paola.

«Paola, non ti preoccupare.»

Ringrazio.
Scendo da quella maledetta macchina.

Giuseppe
Appena scende, vedo una lacrima scivolarle sul viso.
Ci è rimasta male.
E lo capisco.

«Paola, quando hai il catechismo?» chiedo.

«Ogni sabato.»

Cinque giorni.
Devo aspettare cinque giorni.
Le devo chiedere scusa.
Non se lo merita.

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora