Capitolo 11

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Sono passati un paio di giorni dal mio ritorno a scuola.
Io e Giuseppe abbiamo dovuto aumentare le distanze.
Sguardi fugaci, silenzi lunghi.
Tutto per non destare sospetti.

Oggi è sabato.
Niente scuola.
Mi sveglio tardi, alle dieci.

Il telefono squilla.
È Giuseppe.

Io: Dimmi.
Giuseppe: Sono qua sotto. Aprimi.

Chiudo la chiamata.
Scendo.
Apro.

Sale.
Ormai conosce bene la strada.
In due secondi è davanti a me.
Mi bacia.
Ricambio.

Ogni volta che lo fa, sento crescere dentro di me un desiderio che non riesco a controllare.
Mi stacco.
Chiudo la porta a chiave, per sicurezza.

«Ora facciamo un gioco che mi piacerebbe fare da un po'» dico, sorridendo.

Lo bacio di nuovo.
Lo trascino sul letto.
Si avvicina.
Mi stringe.
Sento il suo corpo contro il mio.

Ci lasciamo andare.
Con dolcezza.
Con rispetto.
Con desiderio.

Ci guardiamo negli occhi.
Un cenno.
Un sì.
E tutto cambia.

È la mia prima volta.
Fa male.
Chiudo gli occhi.
Lui mi accarezza.
Mi bacia.
Mi calma.

Il dolore si trasforma in piacere.
Ci muoviamo insieme.
Ci cerchiamo.
Ci troviamo.

Giuseppe
Non riesco a pensare.
Solo a lei.
A noi.
A questo momento.

La stringo.
La sento.
La desidero ancora.

La prendo tra le braccia.
La guardo.
Lei si muove con naturalezza, come se sapesse già tutto di me.

È la sua prima volta.
Ma sembra che il nostro corpo parli da sé.

Quando tutto finisce, ci sdraiamo.
Le accarezzo il fianco.
Le do un bacio sulla guancia.

«È stato bellissimo» dico.

«Io... ti voglio ancora» sussurra.

«Anch'io.
Ma meglio evitare.
Potresti sentirti a disagio dopo.»

Si rifugia nel mio collo.

«Finalmente sono tua.
Ufficialmente.»

Sorrido.
È così ingenua.
Così vera.

Io potrei stare con lei per sempre.
Ma lei è ancora una ragazzina.
Un giorno potrebbe stancarsi di me.
Della nostra differenza d'età.

La stringo forte.
Sperando che quel giorno arrivi il più tardi possibile.
O magari... mai.

Un rumore.
Un bussare.

Mi sveglio di colpo.
Sono ancora a casa sua.
Siamo ancora nudi.

La sveglio.

«C'è tuo fratello» dico piano.

Lei salta.
Ci rivestiamo in fretta.
Sul letto... una piccola macchia.
La copro con le coperte.

Lei apre la porta.

Filippo
Apre.
Non è sola.

«Ci sei pure tu?» chiedo a Giuseppe, entrando.

«Sì» risponde, cercando qualcosa.

Guardo per terra.
Un dettaglio mi colpisce.

«I reperti storici si nascondono bene» dico, fissandolo negli occhi.

Esco.
Prima che faccia una strage.

Ha fatto sesso con mia sorella.
A casa mia.

Ancora mi fa strano pensare che uno di trentacinque anni abbia una relazione con una di diciassette.
E ora... devo anche pensare che tra loro non è più solo una relazione.

Miriam
Filippo esce.
Giuseppe è rosso dalla vergogna.
Si appoggia alla scrivania.

Vado da lui.
Lo abbraccio.

«Che vergogna» dice.

Rido.
E lo trascino con me.
Perché, nonostante tutto... siamo felici.

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora