Capitolo 9

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Le vacanze natalizie sono finite. Io e Filippo, dopo quella sera, non abbiamo più parlato come prima.

Alle 7 in punto suona la sveglia. Sì, la sveglia. Oggi ricomincia la scuola. Mi alzo controvoglia dal letto e vado a sistemarmi. Alle 7:40 sono già fuori casa.

A un certo punto sento un clacson. Mi giro: è Giuseppe. Salgo in macchina.

"Come stai?" mi chiede.

"Potrei stare meglio," rispondo.

"Ho saputo della discussione tra te e tuo fratello."

"Pezzo di merda," dico, riferendomi a Mario, che sicuramente ha fatto la spia. Non aggiungo altro.

"Guarda che Mario ci tiene a voi due. Io non sono nessuno per rovinare il rapporto che avete."

"Può dire quello che vuole. Filippo è troppo orgoglioso. Ora è preso dal momento, ma gli passerà."

"Senti... io non ho mai avuto una sorella minore, solo un fratello. Ma se fossi stato al posto di Filippo, avrei fatto di peggio. Credimi."

Rimango in silenzio. Guardo la strada. Non stiamo andando verso la scuola.

"Dove stiamo andando?" chiedo.

"A casa mia. Non abbiamo la mente lucida per affrontare la giornata."

"Io sì."

"Io no. Potrei prendermela con qualcuno."

Accelera troppo. Mi spavento.

"Giuseppe, piano!"

Non mi ascolta. Non è lucido. Metto una mano sulla sua, quella sul cambio. All'improvviso frena di botto al centro della strada. Lo sento gridare "No!" mentre cerca di spostare la macchina. Ma non ce la fa.

Da lì in poi... il buio totale.

Filippo
Mi squilla il telefono. Numero sconosciuto. Rispondo.

Io: Pronto?!
X: Pronto, è un parente di Miriam Rampal?
Io: Sono il fratello. È successo qualcosa?
X: Ha avuto un incidente stradale. Deve venire al Garibaldi Nuovo.

Non ho nemmeno il tempo di rispondere che riattacca. Realizzo. I sensi di colpa mi assalgono. Corro da lei. In strada sfreccio come un pazzo.

Arrivato all'ospedale, chiedo di lei. Salgo fino al terzo piano. Il primo dottore che vedo lo fermo.

"È con Florio, vero?" chiedo,

"No. Florio sta bene, a parte qualche ammaccatura e un paio di punti. Ma il camion ha preso in pieno il lato dove era sua sorella. Ha perso molto sangue. È entrata in coma. Finché non si risveglia, non sapremo le conseguenze."

"Grazie," dico, a fatica.

Cerco Florio. Lo trovo subito. È sveglio.

"Pezzo di merda," gli dico.

"Filippo..."

"Aspettavi questo? Di farle del male per farmi accettare la vostra relazione? Ho i sensi di colpa per colpa di questo amore malato!"

"Cristo, non volevo. Credimi."

"Se non si riprende, puoi scomparire dalla Sicilia. Sei avvisato."

"Non sei nessuno per dirmelo."

"Non sai chi sono i miei, quindi parli. I miei sono gli avvocati Rampal. Hanno spaccato il culo a mezza Sud Italia."

Lo vedo andare in shock. Chiamo qualcuno. Cerco di non fare il coglione. Di non essere l'orgoglioso.

Perché stavamo perdendo entrambi qualcuno che amiamo più di noi stessi.

Io, una sorella.

Lui, la donna della sua vita.

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora