Capitolo 22

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Appena uscita dall’ospedale, mi hanno messa a riposo forzato. 
Soprattutto Filippo. 
Ma non è solo il corpo a essere stanco. 
È l’anima.

Ho notato che Giuseppe è più distaccato. 
Più freddo. 
Forse è la situazione. 
O forse… qualcosa si è rotto.

La sera esco in giardino. 
Cerco di distrarmi. 
Lo vedo. 
Seduto sotto un albero, da solo, che fuma.

Mi avvicino. 
Non mi nota.

«Hey» dico piano.

Mi guarda. 
Mi siedo accanto a lui.

«Dovresti stare a riposo» dice.

«Avevo voglia di prendere un po’ d’aria.»

Prendo una sigaretta. 
Accendo. 
Fumo.

«Lo sai che non dovresti fumare» dice, cercando di togliermela.

«Te la do solo se mi dici che cos’hai.»

«Non ho niente…»

«Giuseppe, non mi prendere per il culo. 
Ho notato che sei più distante.»

Silenzio.

«Ho pensato a noi in questi giorni. 
Ti ho infilato in una situazione pesante per una ragazzina come te. 
Fino ad ora ho seguito i sentimenti. 
Ma forse era meglio seguire la testa.»

«Mi vuoi lasciare?»

«Miriam, io ti amo. 
Ma non voglio farti più rischiare.»

«Se mi ami davvero, lotta per me. 
Non il contrario.»

«Ho deciso così.»

«Sei un grandissimo minchiataro.»

«Cerca di capirmi.»

«Giuseppe, se siamo arrivati fino a qui… ci sarà un motivo.»

«Abbiamo seguito i nostri sentimenti. 
Ma forse non avremmo dovuto.»

«Io mi sono innamorata di te nonostante tutto. 
Me ne sono fregata del fatto che sei il mio insegnante. 
Che eri padre di una bambina meravigliosa. 
Io ho scelto te per quello che sei. 
Ma forse mi sbagliavo. 
I ragazzi mi dicevano di starti alla larga. 
Ma si sa… all’amore non si comanda.»

«Miry, già qui fai ragionamenti che non sono tuoi.»

«Non è vero. 
Quello che non sta ragionando sei tu. 
Capisco la tua paura di perdermi. 
So cosa si prova. 
Ma non è tagliando i ponti che si protegge qualcuno. 
Soprattutto se quel qualcuno sono io.»

«E se ti faccio rischiare un’altra volta? 
Se rimani nuovamente incinta? 
Che facciamo? 
Questa è andata. 
Ma se faccio un’altra volta il coglione durante l’anno scolastico…?»

«Infatti non rischiamo. 
Usiamo i preservativi. 
E altro. 
Sempre se vuoi continuare la relazione.»

«Come cazzo fai a stare così tranquilla?!» dice, alzando la voce.

«Perché io, nelle cose… ci rifletto.»

Silenzio.

«Non so che fare» dice, coprendosi il viso con le mani.

«Cosa ti dice il cuore?»

«Mi dice di prenderti e di farti mia. 
Ma non posso. 
Sei ancora debole.»

«Fregatene. 
Io sono qui.»

Mi sdraio sull’erba, come se niente fosse. 
Lui mi guarda. 
Si sdraia anche lui. 
Appoggia la testa sul mio petto. 
Le mie mani vanno sulla sua schiena.

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora