Ha cinque giorni che sono qui, sto cercando di distrarmi, ma innutilmente.
Oggi mio zio insieme alla moglie mi portano giù in paese che c'è la fiera e quindi arrivano anche i turisti da altri paesi, indosso i vestiti tipici di li. Mentre mia zia è con le mie cugine a fare acquisti di vestiti, io vado con mio zio, che si deve comprare non so cosa, "Miriam che animale ti piace?" chiede mio zio, "Perchè?" chiedo, "Così," dice, mi fa entrare dentro un negozio di animali, "Arjun buongiorno" dice il signore, "È arrivato?" chiede mio zio, "Si" dice il signore andando non so dove, "Avrai la tua sorpresa" dice, il signore ritorna con un cucciolo di golden retriever in braccio, è la razza che amo dei cani, "Zio non dovevi" dico, "Tieni! È tuo" dice il signore, prendo il cucciolo in braccio, mi inizia a leccare la faccia, sorrido, "Quant'è?" chiede mio zio, "Per te 100 rupi" dice il signore, mio zio paga, "Dobbiamo comprargli le cose" dico, "A casa abbiamo tutto, mancava solo lui" dice mio zio, salutiamo ed usciamo, mi toglie il cane dalle braccia, visto che è pesante, mentre parlo con mio zio, vado a sbattere contro qualcuno, in tutto ciò ho perso pure a mio zio dalla confusione, "Scusami" dice in italiano, riconosco la voce, alzo il viso, "Giuseppe" dico, "Miriam" dice guardandomi, ci abbracciamo, mi era mancato, sento qualcuno che ci divide, è mio zio.
*Giuseppe
Un signore ci divide e iniziano a parlare nella lingua indiana, non ci capisco un cazzo, il signore avrà su per giù la mia stessa età, "Giuseppe lui è mio zio" dice Miriam, "Lui fidanzato?" chiede suo zio, io annuisco, "L'italiano lo capisce, ma non lo parla bene" mi dice Miriam, "Tu ospite a casa mia" dice suo zio, "Ho preso un hotel, non si preoccupi" dico, "Si offende" dice Miriam, rassegnato vado con loro, "Che ci fai qui?" mi chiede Miriam, "Sono venuto a cercarti, non pensavo di trovarti subito" dice, ancora ho le valigie dietro, "Con chi hai parlato?" chiede, "Con tuo fratello" dico, "Ti ha detto qualcosa?" chiede, "Solo che eri qui e ritornavi prima che iniziava la scuola" dico, "A casa ne parliamo con tranquillità" dice.Dopo un pò torniamo a casa, resto spiazzato che al posto di vedere una casa normale, vedo un palazzo, Miriam dice qualcosa a suo zio nella sua lingua, che non capisco, "Ha dato il permesso di dormire insieme" dice, mi porta in camera sua, mi fa entrare e chiude la porta, "Ti vuoi riposare?" chiede, "Prima vorrei parlare" dico, si siede nel divanetto che ha d'avanti il camino, la seguo, "Perchè te ne sei andata? Senza parlamerne?" chiedo, "Giuseppe è una storia complicata" dice, "Sono qui, parla, ho fatto qualcosa di sbagliato?" chiedo, "No" dice, "Allora?" chiedo, "Non vorrei riaprirti le ferite" dice, "Ora tu vieni prima di tutto" dico, "Quando è scomparsa Paola, ti ricordi che stavo male?" chiede, "Si" dico, "Ho fatto il test di gravidanza e ho scoperto di aspettare un bambino" dico, "Un figlio? Mio?" chiedo, "Si" dice, sorrido, "Ma la cosa devastante per me è stato durante il funerale di Paola, verso la fine della celebrazione mi sono iniziata a sentire male e stavo avendo un aborto spontaneo, in ospedale siamo arrivati tardi, ho perso il bambino" dice, il sorriso mi si spegne, un bucco al centro di petto "Ma perchè non me ne hai parlato prima?" chiedo, "Già eri distrutto per Paola, non volevo che stavi pure in pensiero per me" dice, "Cazzo Miriam, sei la mia donna, per mia figlia eri come una madre, aspettavi anche un figlio da me" dico, "Giusè in quel momento era più importante tua figlia" dice, "Ma lo eri anche tu e il bambino" dico, si alza, la vedo singhiozzare, l'abbraccio da dietro, "Ti ho fatto crescere troppo in fretta, una ragazza di soli diciasette anni non dovrebbe avere tutte queste sofferenze" dico, "Preferisco soffrire con te e per te, che stare con qualcun'altro" dice, "Sei l'unica cosa che mi rimane, se perdo te sono fottuto, ma se continui a stare con me resti fottuta tu" dico, si gira guardandomi negli occhi, i miei occhi neri si intrecciano con i suoi occhi verdi, "Peppe non voglio perdere anche te" dice abbracciandomi sprofonda il viso nel mio petto, è distrutta, l'ho distrutta, "Appena ritorno in Italia parlo con i tuoi" dico, "Non voglio" dice, "Miriam stiamo insieme da quasi un'anno, aspettavi un figlio mio, prima che lo vengano a sapere da qualcuno della scuola preferirei parlarci io" dico, "Ho paura" dice, "Anch'io, ma dobbiamo essere forti" dico.
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Un passo dal cielo
RomanceUn rapporto che va oltre di una semplice rapporto tra un professore e una sua alunna, che questo rapporto si spingerà oltre le mura scolastiche.