Le vacanze di Natale sono alle porte.
E con loro... i regali da comprare.
Parenti che vedo una volta ogni morte di papa.
Eppure, ogni anno, si ripete lo stesso copione.
Non mi piace per niente.
In questi giorni sono stata male.
A scuola non ci sono andata.
Mi mancano i ragazzi.
Mi manca anche lui.
Verso le 16 mi arriva un messaggio.
Da Florio
Sei sola a casa?
A Florio
Sì, perché?
Da Florio
Apri.
Lascio il telefono sul letto.
Scendo.
Apro.
In due secondi mi ritrovo tra le sue braccia.
«Sei un pazzo» dico, sorpresa.
«Sono pazzo di te» risponde, baciandomi.
«Ti potrei mischiare qualcosa» scherzo, staccandomi.
«Come ti senti?» chiede, accarezzandomi il viso.
«Un po' meglio.»
Lo prendo per mano.
Lo trascino nella mia stanza.
«A che ora torna tuo fratello?
Non vorrei che mi trovasse qui.»
«Dovrebbe tornare dopo le 19.
Ma è imprevedibile.»
«Apposto» dice, sedendosi sul mio letto.
«Mi dovresti aiutare con la tua materia.»
«Vuoi essere interrogata a lezione?»
«Mi potresti interrogare anche in un altro modo» dico, avvicinandomi.
«In che modo?» chiede, con un sorrisetto malizioso.
«Se ti intendi di anatomia... potresti analizzare il mio corpo.»
Mi tolgo la maglietta.
Resto in mutande.
Davanti a lui.
Vedo il suo sguardo cambiare.
Un leggero rigonfiamento nei pantaloni.
Mi siedo a cavalcioni su di lui.
Mi muovo piano.
Sento il suo respiro farsi più profondo.
Mi bacia il collo.
Mi accarezza la schiena.
Mi ritrovo sdraiata sul letto, lui sopra di me.
Siamo vicini.
Troppo.
Mi mordicchia piano.
Chiudo gli occhi.
Mi lascio andare.
Poi... un rumore.
Il portone.
«Sono tornato!»
La voce di Filippo.
Ci stacchiamo di colpo.
«È Filippo» dico, correndo a chiudere la porta.
Mi rimetto la maglietta.
Lui si sistema.
«Come dovrei uscire?» chiede, agitato.
«Tu sistemati.
Io trovo il modo.»
Prendo dei pantaloncini.
Esco dalla stanza.
Vado in cucina.
«Come mai così presto?» chiedo.
«Non avevo lavoro.
Me ne sono andato.»
«Ti devo preparare la doccia?»
«No, ci penso io.»
«Vedi che tra poco devo scendere.
Passa Sammy, mi deve dire una cosa.»
«Poi me lo saluti.»
«Certo.»
«Mi vado a lavare.
Non prendere freddo sotto» dice, baciandomi la fronte.
Va in bagno.
Io torno in camera.
«Vieni» dico a Giuseppe.
Scende prima lui.
Lo seguo.
Prima di uscire, mi dà un bacio.
«Ci vediamo domani a scuola.»
Sorrido.
Lo bacio sulla guancia.
Va via.
Dopo un po', risalgo.
Filippo ha già finito la doccia.
«È venuto Sammy?» chiede.
«Sì.
Era per una cosa di matematica.»
«Io lo ripeto: quel professore è un pedofilo.»
«Filippo, dai!» esclamo.
«Credimi.
Se vengo a sapere che avete una relazione... lo rovino.»
«In che senso?» chiedo, preoccupata.
«Tu non ti preoccupare.
Lo so io cosa fare.»
Mi serve aiuto.
Devo parlare con i ragazzi.
«Stasera posso uscire con loro?» chiedo.
«Non vorrei che peggiorassi.»
«Se torno a scuola, sarà anche grazie a loro.»
«Va bene.
Ma poi non ti lamentare.»
«Sì, papà» dico ironicamente.
«Quanto lo odio quando mi chiami così.»
Sorrido.
Salgo di sopra.
Mando un messaggio nel gruppo.
In dieci minuti siamo già organizzati.
Sammy mi viene a prendere.
Mi deve parlare.
Alle 19 sono pronta.
Scendo.
«Filippo, sotto ci sono i ragazzi.»
«Non tornare tardi.
Domani vai a scuola.»
«Va bene» dico, baciandogli la guancia.
«Hai i soldi?»
«Ho quindici euro.»
«Va bene.
Stai attenta.»
Esco.
Salgo in macchina.
Partiamo.
Mi porta nel parcheggio della metro di Milo.
«Perché mi hai portato qui?» chiedo.
«Dobbiamo parlare di Florio.»
«Che ha?»
«A scuola ti cerca con lo sguardo.
Chiede di te.
Sempre con gli occhi a cuoricino.»
Sorrido.
«Miriam, non mi far pensare male.»
«Puoi pensare male tranquillamente.»
«State insieme?!» chiede, quasi urlando.
«Ma c'è bisogno di gridare?
Comunque sì.»
«Siete pazzi.
Uno più pazzo dell'altro.»
«La mia pazzia l'ho presa da te.»
«Cazzo... ha diciott'anni in più di te.
Che gli hai visto?»
«Saranno affari miei, no?»
«Lo zio Mario lo sa?»
«Ancora no.»
«Tuo fratello?»
«Se lo sapesse... secondo te Florio sarebbe ancora vivo?»
«No.»
«Visto che lo sai.»
«Avete fatto qualcosa?»
«Ancora no.»
«Meno male.»
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Un passo dal cielo
RomanceUn rapporto che va ben oltre la semplice relazione tra un professore e una sua alunna, un legame destinato a spingersi oltre le mura scolastiche, superando confini che nessuno dei due avrebbe mai immaginato.
