Capitolo 8

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La vigilia del mio compleanno. L'unica cosa buona di oggi e domani è che li passerò con i ragazzi della chiesa, la mia seconda famiglia. Sicuramente Mario vorrà parlarmi. E io... io ho bisogno di sfogarmi.

Alle 21 sono già davanti ai gradini della chiesa, in attesa che arrivi Mario con le chiavi. Dopo pochi minuti, eccolo.

"Pronta a parlare?" chiede, aprendo il portone del cortile.

"Lo sai che senza domande iniziali non parlo," rispondo.

"Ho capito che sei interessata a qualcuno. Ho una mezza idea, ma non vorrei sbagliarmi."

"Tu continua. Ti dirò se hai indovinato."

"Il padre di Paola."

"Non hai sbagliato."

"Gioia... ma è più grande di me."

"Con te sbaglio di quindici anni. Con lui diciotto."

"Tuo fratello lo sa?"

"No. Lo sapete solo tu e Sammy."

"E che aspetti a parlargli?"

"Mario lo ammazzerà."

"Se gli parli con sincerità, non credo."

Sospiro. Guardo per terra. Sento le voci dei ragazzi arrivare.

"Ora divertiti. Non ci pensare," dice Mario, cercando di alleggerire l'atmosfera.

Verso le 23:55 prendo le bottiglie: una io, una mio fratello. Appena scocca la mezzanotte, le apriamo. Mi fanno gli auguri. Nella penombra vedo una figura. Metto a fuoco. È Giuseppe.

Mi allontano senza farmi notare. In due secondi mi ritrovo tra le sue braccia.

"Auguri, piccola mia," dice.

Lo bacio. Ricambia. Ma all'improvviso me lo sento strappare via.

"Non c'era niente, vero?!" urla mio fratello.

"Filippo, ti prego..."

"Ti prego un cazzo! Vuole solo scoparti!"

"Io tua sorella la amo," dice Giuseppe.

"Ti sembra che non mi sia informato su di te? Insegnante, braccio destro del sindaco... te la sei fatta con chiunque. Ma se pensi di prenderti anche la purezza di mia sorella, te lo puoi scordare."

Si avvicina a lui. Mi metto in mezzo.

"Filippo, per favore," dico, cercando di allontanarlo da Giuseppe. So che è capace di alzare le mani.

"Tu cambi scuola e non farai più catechismo," dice guardandomi.

"Non puoi farlo."

"Sei sotto la mia tutela. Posso eccome."

"Tua sorella ha superato i sedici anni. Può fare quello che vuole," interviene Giuseppe.

"Se non sparisci, ti faccio fuori."

"Giuseppe, per favore... vai via," lo supplico.

"Noi due ne riparliamo," mi dice, andandosene.

"Miriam, cazzo! Ti sei messa con lui seriamente?! Sei pazza!"

"Filippo, io lo amo."

"Tu che ne sai dell'amore? Fino a ieri giocavi con le bambole!"

"E tu? Hai 27 anni, non hai una fede al dito, né una vita sistemata. Pensa a te!"

Mi dà uno schiaffo. Il primo. La prima volta che mi alza le mani.

"Filippo, ora hai esagerato," dice Mario, prendendomi tra le sue braccia.

"Non volevo..."

"Ormai il danno è fatto. Vattene."

Appena se ne va, crollo.

"Andrà tutto bene. Te lo prometto," dice Mario, baciandomi la fronte.

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora