Capitolo 14

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*Giuseppe
La scuola è finita ufficialmente sia per me e sia per Miriam e Paola, ho deciso di fare un viaggio tutti e tre insieme, ma prima devo parlare con Filippo se mi da il permesso di portarmela.

Oggi vado a casa sua a soppressa, suono, mi risponde suo fratello, mi fa entrare, "Mia sorella sta dormendo" dice, "Lo so, ma sono qui per parlati" dico, "Che cosa mi devi dire?" chiede, "Sto facendo un viaggio di undici giorni con mia figlia e vorrei portare con me anche Miriam" dico, "Miriam vuole?" chiede, "Prima volevo parlare con te" dico, "Te la puoi portare, ma basta che non torna incinta" dice, "Non succederà" dico, a un certo punto mi ritrovo Miriam fra le mie braccia, "Buongiorno bestiolina" dico, "Quando partiamo?" chiede, "Se ti prepari veloce anche ora" dico, "Serio?" chiede Miriam, "Si" dico, corre in camera sua a fare quello che deve fare, Filippo mi guarda male, "Che c'è?" chiedo, "Sei pazzo" dice, "Si, di tua sorella" dico.

Alle 11 siamo a Favignana, ho preso in affitto una casa perfetta per tre persone, "Papà quando andiamo a mare?" mi chiede Paola, "Tesoro siamo appena arrivati" dico accarezzandogli la testa, "Più tardi ci andiamo?" chiede Paola, "Vediamo" dico, "Paola andiamo" dice Miriam prendendola per mano, Paola ricambia, sono contento che abbiano questo legame, arriviamo a casa, Paola appena vede la camera che si affaccia sulla strada impazzisce e si prende quella, mentre io con Miriam ci prendiamo quella con la finestra che si affaccia su un cortile, Miriam si butta sul letto, "Com'è?" chiedo, "E' bellissimo" dice, "Più di me?" chiedo mettendomi accanto a lei, "Tu sei tu" dice, la bacio, "Paola che fa?" mi chiede staccandosi, "Paola!" dico forte, non risponde, mi alzo di botto, vado in camera sua, la trovo che dorme tranquillamente nel lettone, "Sei molto protettivo con lei" dice Miriam, "E pur sempre mia figlia e cerco di esserlo anche con te" dico sincero, mi abbraccia, certe volte ho paura di perderle entrambe.

Verso le 20 decido di portarle in una pizzeria sul lungo mare, "Papà mi posso prendere la pizza ai quattro formaggi?" mi chiede Paola, "Sei allergica a un formaggio di lì" dico, "Dai" mi insiste Paola, "Ti ho detto di no" dico, "Paola se scegli un'altra pizza ti compro un gelato da Marco" dice Miriam, Paola sorride, "Allora una margherita con le patatine" dice Paola, "Tu tesoro?" chiedo a Miriam, "La stessa di Paola" dice Miriam, chiamo il cameriere e prenotiamo.

A mezzanotte passeggiamo, Paola d'avanti a noi, Miriam accanto a me che mi stringe il braccio, "Chi è Marco?" gli chiedo, "Sei geloso?" chiede, "No" dico, "E' il barista del bar sotto casa nostra, Paola ha una piccola cotta" dice, "Tu?" chiedo, "Il mio cuore l'ha fregato un'uomo di quasi trentasei anni e no un ragazzo di vent'anni" dice, "Perdonami" dico, "Miriam voglio il gelato" dice Paola, "Vieni andiamo da Marco" dice Miriam lasciando a me indietro e andando con Paola al bar, le guardo, sono molto fortunato ad averle nella mia vita, le raggiungo al bar, "Sono vostre figlie?" chiede il titolare indicando Miriam e Paola, "Si, sono mie figlie" dico guardandolo male avrà più o meno la mia stessa età, "Quanti anni ha la grande?" chiede, "Non sono affari suoi" dico, Miriam si avvicina trascinandomi verso lei, sono irritato, ho capito che ci sbagliamo quasi di vent'anni, ma scambiarci per padre e figlia senza esserci nessuna somiglianza mi fa smuovere i nervi, "Stai calmo" dice Miriam, "Vi aspetto a casa" dico andando via.

*Miriam
"Nervosetto papà eh" dice il titolare, "Ma perché non si fa i fatti suoi" dico, pago il gelato e porto via da lì dentro a Paola, la porto nella piazza accanto e ci sediamo sotto la statua di Florio, "Perché papà ha fatto così?" mi chiede Paola, "Un giorno lo capirai" dico, "Ce l'ha con noi?" chiede, "Amore mio certo che no" dico, "Sicura?" chiede, "Si, ora finisci questo gelato che andiamo a coccolare a papà" dico, se lo mangia in due secondi, "Ho finito" dice alzandosi, "Aspetta che sei tutta sporca" dico prendendo un fazzoletto e la pulisco, andiamo a casa, meno male che mi sono portata la chiave di riserva, apro, lui già si è cambiato ed è nel letto, aiuto prima a Paola a cambiarsi, poi mi cambio, il tempo che faccio altro Paola si è addormentata con la luce accesa, la spengo e vado da Giuseppe, mi sdraio accanto a lui, appoggia la testa sul mio petto, lo stringo a me donandogli tutto l'amore che posso dargli, "Secondo te stiamo sbagliando a stare insieme?" mi chiede, "Giuseppe lascialo stare, era una testa di cazzo" dico, "Miriam dai" dice, "Io ti amo per quello che sei" dico, "Anch'io, ma se è solo l'inizio che ci dicono che io sono tuo padre e tua sei mia figlia? Se diranno di peggio?" chiede, "Fregatene, la vita è una" dico, gli accarezzo il braccio e gli do un bacio tra i capelli, si tranquillizza, si addormenta, io resto sveglia fino all'alba. 

Un passo dal cieloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora