Sono passati un paio di giorni da quando siamo arrivati.
A parte quell’episodio, non ci sono state altre tensioni.
Anzi, ci stiamo divertendo.
Io e Giuseppe… abbiamo anche esagerato un po’ a letto.
Stamattina, appena mi alzo, mi manca l’aria.
Corro sul balcone.
Ho bisogno di respirare.
Sento Giuseppe dietro di me.
Gli faccio cenno di aspettare.
Mi riprendo.
«Apposto?» chiede.
«Sì.»
«Da quando ne soffri?»
«Da quando ero piccola.
Ma non mi succedeva da un po’.»
«Vuoi restare a casa oggi?»
«No.
Volendo possiamo andare anche in spiaggia.»
«Sicura?»
«Sì.»
«Che è successo?» chiede Paola, appena sveglia.
«Niente, piccola» le dico, baciandole la fronte.
Faccio finta di niente.
«Vai a sistemarti che scendiamo al mare.»
Sorride.
Va a cambiarsi.
«Tu che vuoi fare? Vieni a cambiarti?» chiedo a Giuseppe.
«Sì, scusa.»
Andiamo nella nostra camera.
In poco tempo siamo in spiaggia.
Io e Paola ci spogliamo.
Giuseppe sistema l’ombrellone, stende il telo e si siede.
«Non ti fai il bagno?» chiedo.
«Per ora no.
Voi andate.»
Paola mi prende per mano.
Ci tuffiamo in acqua.
Giuseppe
Le guardo giocare in acqua.
Miriam e Paola.
Una parte di me si chiede se questa relazione sia giusta.
Lei è troppo giovane.
Io ho già vissuto le mie esperienze.
Lei è l’ultima… ma è diversa.
Per lei, invece, io sono il primo.
In tutto.
Se succedesse qualcosa…
ci farebbe a pezzi.
«Come mai un uomo così bello è solo soletto?!»
Una voce familiare mi interrompe.
Alzo lo sguardo.
Elisa.
«Che ci fai qui?» chiedo, alzandomi.
La abbraccio.
«Lo dovrei chiedere io a te.
Tu non ami viaggiare.»
«Sono con mia figlia.
E la mia ragazza» dico, indicando Miriam e Paola.
Le guarda.
«Non pensavo cadessi così in basso.»
«In che senso?»
«È una ragazzina.»
«Ma è risultata più matura di te.»
«Vedi, noi siamo cresciuti in un’epoca diversa dalla sua.»
«Lo so benissimo.»
Mi tolgo la maglietta.
Cerco di andare da Miriam e Paola.
Ma Elisa mi afferra il polso.
«Non mi puoi lasciare così.»
«Invece sì.
Mia figlia e lei sono più importanti di te.»
«Anche di quel bambino che portavo in grembo?»
Mi fermo.
«Mettiti il cuore in pace, Elisa.
Sono passati diciott’anni.»
Vado da Miriam e Paola.
Appena entro in acqua, Paola mi raggiunge.
«Papà! Chi era quella?» chiede, curiosa.
«Un’amica del liceo.»
Guardo Miriam.
È dubbiosa.
«Io sto uscendo.
Paola, che fai?» chiede Miriam.
«Sto un po’ con papà.»
«Va bene.»
Appena è accanto a me, la prendo e la butto in acqua.
«Sei scemo?!» grida.
«Non si dicono brutte parole davanti ai minorenni.»
«Sono minorenne pure io.»
«Allora davanti ai bambini.»
Mi guarda male.
Si rialza.
«E toglilo quel broncio» dico, schizzandola.
«E finiscila!» dice, iniziando a schizzarmi anche lei.
Paola ride.
Io mi stanco.
Le braccia non reggono più.
«Sei vecchio» dice Miriam.
La prendo tra le braccia.
«Però a letto questo vecchio ti piace» le sussurro.
«Porco» dice, ridendo.
La ributto in acqua.
Paola mi si mette contro.
Prendo anche lei.
Stessa fine.
Torniamo a casa la sera.
Paola, appena si sdraia, si addormenta.
Miriam è sul letto, col telefono.
Entro nella nostra stanza.
Chiudo a chiave.
«Perché hai chiuso?» chiede.
«Dobbiamo parlare.»
«Di cosa?»
«Quella donna era la mia ex.»
Sospira.
«L’avevo capito.
Da come vi guardavate.
Lei… in modo particolare.»
Mi siedo accanto a lei.
«Storia complicata.»
«Cioè?»
«Quando ci siamo messi insieme, aveva più o meno la tua età.
Ho fatto il coglione.
È rimasta incinta.»
«Il bambino?»
«Ha preferito abortire.
Se non l’avesse fatto…
a quest’ora non avrei fatto certe scelte.»
Sospira.
«Se restassi io incinta adesso… che faresti?»
«Sinceramente non lo so.
Da un lato non vorrei rovinarti la vita.
Ma dall’altro… vorrei un altro figlio.»
«Ci proviamo?» chiede.
La guardo.
«Non avere premura.
Fra qualche anno ci pensiamo.»
Mi bacia.
Ci lasciamo andare.
Con dolcezza.
Con amore.
Ma so solo una cosa:
se un giorno ci dovessimo lasciare…
staremo molto male.
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Un passo dal cielo
RomanceUn rapporto che va ben oltre la semplice relazione tra un professore e una sua alunna, un legame destinato a spingersi oltre le mura scolastiche, superando confini che nessuno dei due avrebbe mai immaginato.
