POV. BLAKE
Mi sveglio improvvisamente dal sonno. Cavolo ho dormito per tutto il viaggio! Mi volto verso Nate e lo vedo che sta ascoltando la musica.
Gli tolgo la cuffia e la sua attenzione si precipita su di me.
"Ehi." mormoro.
"Ben svegliata."
"Da quanto dormo?" domando.
"Oh bhe,devi aver trovato comoda la mia spalla,e ti sei addormentata... anzi hai dormito per praticamente tutto il volo." afferma con un sorriso,togliendosi l'altra cuffia.
"Ohh." riesco solo a dire.
Cavolo devo avergli tramortito la spalla. Gli porto una mano su di essa e gliel'accarezzo .
"ATTENZIONE A TUTTI I PASSEGGERI,QUI È IL PILOTA CHE PARLA,VI PREGHIAMO DI ALLACCIARE LE CINTURE E SPEGNERE COMPUTER,TELEFONI E QUANT'ALTRO. A BREVE ATTERREREMO A PARIGI."
"Oddio!" esclamo. Si girano tutti e mi guardano e dietro due ragazzi scoppiano a ridere,Dio che imbarazzo.
Allaccio la mia cintura e guardo fuori dal finestrino. Avverto un po' di turbolenze a causa dell'atterraggio,ma quando scorgo la torre Eiffel,rimango senza parole. È a dir poco magnifica. Saranno appena le 6 del mattino.
Finalmente atterriamo e scendiamo dall'aereo.
Andiamo a ritirare i nostri pagagli e chiamiamo un taxi.
"Cavolo Nate non ci posso credere di essere qui!! Devo assolutamente andare a fare shopping,poi dobbiamo andare a visitare i musei e p-" non finisco nemmeno il discorso che Nate mi mette un dito sulle labbra.
"Okay sto zitta." mugolo.
"Piccola,visiteremo tutto,te lo prometto. Tanto non ho comprato il biglietto di ritorno." mormora.
Cosa?? Aspettate,io credevo che saremmo rimasti qui qualche giorno,per il matrimonio e altro,ma non lo so,però questa cosa non so se mi convince. Un po' di paura prende parte nel mio corpo.
Nate intreccia le sue dita nelle mie.
"Ehi,tranquilla,pensiamo a goderci questi giorni speciali." dice per poi baciarmi le nocche.
Quelle parole mi danno sollievo,forse l'idea di rimanere così lontana a da casa un po' mi ha spaventata.
Arriviamo davanti a un palazzo. Ma non dobbiamo mica andare in hotel?
Scendiamo dal taxi,paghiamo il tassista e prendiamo le nostre valigie.
"Merci." dico.
Guardo il palazzo,è veramente immenso. L'unica cosa che non capisco è perchè siamo qui!?
"Nate dove siamo?"
Lui si gratta la nuca e il suo corpo non è più rilassato come prima.
"Ecco Blake,c'è una cosa che non ti ho detto." mormora,con voce in certa.
"Okay,dimmi." dico con un sorriso,che però mi scompare quasi subito non appena vedo la sua espressione seria.
"Per venire qui,ho dovuto chiamare una persona." farfuglia.
"Chi?" chiedo.
Sono molto confusa,ma parecchio confusa,perchè tutto questo mistero?? Mi sto preoccupando,è sua abitudine dirmi le cose importanti subito senza troppi giri di parole,ma invece sta volta è diverso. La cosa è più seria del previsto.
"Nate,dimmi che succede mi sto veramente preoccupando." affermo seria.
"Vedi è complicato. Ti ricordi di mio padre? Bhe,è lui la persona che ho dovuto chiamare. Non potevamo venire qui da soli e poi non abbiamo soldi,mia mamma ha chiuso il mio conto in banca e poi tua madre ha fatto lo stesso,ma la cosa peggiore è che io l'ho scoperto per caso. Non ci hanno nemmeno avvertiti! Mi serviva il suo aiuto. Lui abita qui. Sa tutto e stranamente è dalla nostra parte. Ora vuole incontrarci. " dice con espressione seria. Nella sua voce c'è orrore,disgustoso e soprattuto paura.
Non so cosa dire,ha chiamato suo padre. Ha chiamato suo padre,per me,per farci arrivare. Nate sta facendo un sacco di sacrifici.
"N-nate i-io..." balbetto.
"Blake.." ma lo interrompo.
"Dio Nate tu stai facendo un sacco di sacrifici per me e io niente,anzi mi sento una bambina in confronto a te. C'è cavolo tu sei così maturo e io non mi sento la ragazza giusta,cioè non lo so nemmeno io!" esclamo passandomi una mano nei capelli.
"Dio Blake non dirlo nemmeno per scherzo!" dice lui mettendomi le mani a coppa sul viso. I nostri occhi si incontrano.
"Non devi sentirti inferiore a me,perchè io sono lontano alla parola 'maturo'. Io per te farei tutto. Non pensare niente di tutto ciò okay?" sussurra.
Faccio si con la testa.
Anche se annuisco,dentro di me so che non è tutto okay. Sarò tutto ciò che vuole lui. Non lo so. Questo dubbio ormai mi tormenta.
"Entriamo." afferma.
Mi prende per mano e il portiere ci accoglie. Prende le nostre valigie e le mette in un armadietto dietro la reception,le riprenderemo prima di andare.
Entriamo nell'ascensore.
Sono davvero troppo in ansia.
"Tutto okay?" domanda.
Annuisco.
No,non è okay!!
"Blake." mormora. Alzo la testa per guardarlo.
"Solo una cosa. Non fidarti di lui." afferma e le porte dell'ascensore si aprono.
"Va bene." dico con un filo di voce.
Arrivviamo in una hall immensa.
Ci accoglie una cameriera che a giudicare dall'accento penso sia brasiliana.
Gli lasciamo le giacche e un'altra cameriera credo giapponese ci porta in un salotto.
Le pareti sono grigie e c'è anche un enorme terrazza con una vetrata enorme. I divani sono anche essi grigi. È un posto molto cupo. Ci sediamo su uno di quelli. Afferro la mano di Nate cercando di sicurezza,ma non ne trovo molto visto che lui è più agitato di me.
Una porta infondo si apre e esce un uomo sulla cinquantina. Ha i capelli un po' lunghi e sono un misto fra il grigio e il bianco.
Indossa una giacca nera,una camicia bianca e dei pantaloni neri. Posso sentire il profumo di Armani,ma non è uguale al profumo di Nate. Ha un sorriso stampato sul volto,oserei dire inquietante.
"Nate! Figlio mio!" esclama con voce roca.
Viene verso di noi con le braccia spalancante. Nate lo abbraccia un po' dubbioso.
Si stacca e mi rivolge uno sguardo. Mi scruta per bene e po mi fa un sorriso. Quest'uomo intimorisce. E poi quel sorriso è troppo inquietante.
"Blake,finalmente ti conosco!" afferma per poi stringermi in un abbraccio,ricambio.
"Forza venite,avrete fame." dice per poi farci strada verso la sala da pranzo credo.
Anche le pareti di questa stanza sono grigie. Okay,a occhi croce direi che i grigio è il colore preferito di quest'uomo.
C'è un tavolo in marmo nero e sopra c'è ogni tipo di cibo che si mangia per fare colazione.
"Wow." sussurro.
Mi siedo vicino a Nate e l'uomo davanti a noi.
"Al proposito non mi sono presentato io sono Alberto,Alberto Crawford." dice con voce roca.
"Bhe non guardatemi così mangiate!!" esclama mettendo un cucchiaio di zucchero nel suo caffè.
Prendo un cornetto e gli do un morso. Buono!
"Bene voglio congratularmi con voi! Vi appoggio in pieno e ho anche parlato con un prete mio amico,è italiano. Terrà lui la cerimonia." dice girando il caffè con il cucchiaino.
"Papà dopo se non ti dispiace vorrei parlarti." mormora Nate,per poi bere un sorso dalla sua tazza.
"Certo." afferma Alberto.
Chissà cosa si vogliono dire?
Finiamo di fare colazione.
"Nate io sono molto stanca." gli sussurro,in modo da non farmi sentire da suo padre,ma il tentativo fallisce.
"Immaginavo Blake. Natasha ti porterà nella vostra camera,le valigie sono già li. Nate ti aspetto nel mio studio." afferma l'uomo per poi sparire nel suo ufficio,penso.
Una volta che non vedo più Albero nel mio raggio visivo,decido di parlare con Nate.
"Nate ma non dobbiamo andare in hotel?" domando.
"Si certo,ma per questa notte,rimaniamo qui." mormora.
Annuisco.
"Allora come ti sembra?" chiede.
"Simpatico." farfuglio.
"Si bhe,me lo aspettavo. Ci vediamo in camera dopo." dice prima di lasciarmi un bacio sulla fronte.
Mi affianca una donna che credo sia russa.
Un'altra cameriera? Ma quest'uomo ha le cameriere che provengono da tutto il mondo. Certo che è proprio strano.
Mi accompagna in una stanza,è molto accogliente e soprattutto spaziosa.
Mi butto a capofitto sul letto e dopo qualche minuto mi addormento.
POV. NATE
"Avanti." urla mio padre dall'ufficio.
Abbasso la maniglia ed entro nel suo ufficio. Il suo ufficio ha dei colori davvero... come posso dire... ah si,di merda!
"Bhe siediti!" afferma indicandomi una delle sedie davanti alla sua scrivania.
Mi siedo.
Lo guardo dritto negli occhi. Io so che lui sa che io so. Okay,ora però sono confuso. Non posso credere che in tutti questi anni ho creduto che lui fosse il buono,quando in realtà è sono un bastardo. Bhe del resto mia madre non è che sia migliore,non ci ha pensato due volte a voltarmi le spalle. Diciamo che tra tutti e due non so proprio quale sia il peggiore. Almeno lei si è degnata di venire al mio intervento,l'anno scorso. Lui nemmeno quello,però lui ha appoggiato la mia scelta e a proposito di questo,non mi fido neanche un po' di lui. Il fatto che mi abbia sostenuto accresce i miei dubbi.
"Nate basta con questo silenzio! Non hai voluto parlarmi davanti alla tua ragazza e ti sei anche trattenuto a non urlarmi contro. Questo ti fa onore!" esclama portando i gomiti sulla scrivania.
"Tu mi hai mentito per 19 anni. Te ne rendi conto!?" alzo di poco la voce.
"L'ho fatto solo per il tuo bene! Cazzo,tua madre ti ha fatto il lavaggio del cervello!? Non ti facevo così smidollato!!" alza anche lui la voce e calca la parola 'smidollato'.
Cazzo per chi mi ha preso?? Per una femminuccia??
"Senti potrai apparire simpatico per Blake,ma io so come sei fatto! Devo dire che la tua parte l'hai recitata molto bene peró! Sappi solo che io ti ho chiamato perchè non ho avuto scelta... non pensare chissà cosa!" stavolta urlo.
"Nate,l'hi fatto solo per il tuo bene. Spero solo che un giorno potremmo portarci tutto questo alle spalle." mormora.
Mi alzo e vado verso la porta. Sono disgustato.
"Non lo so." dico prima di uscire dal suo ufficio.
Che schifo,non posso credere che quello sia mio padre. Non ci posso credere,sono così disgustato,schifato,non lo so nemmeno io.
Vado verso il salotto e prendo dal mobiletto degli alcolici una bottiglia di vodka alla pesca. Me be verso un po' in un bicchiere e lo mando giù tutto. L'alcool mi scende giù per la gola.
Che padre di merda!
---------
Se vi va leggete che il gioco abbia inizio di astrolopiteco.
STAI LEGGENDO
Un Amore Tatuato 2
Romance"Tutto regolare niente di particolare,mi hai solo fatta innamorare." ~sequel Un'Amore Tatuato
