Presa da un attacco di panico, allontanai Ian quando tentò di baciarmi nuovamente.
"Devi andare.. Via.. Per favore.. Vattene" singhiozzavo, il timore che potessero fargli ancora del male mi spaventa.
"Ehi, Nina, calmati" disse, cercando di farmi respirare come un normale essere umano.
"Devi andare via" dissi, mi misi a sedere sul letto, facendolo cigolare rumorosamente.
Sembravo stupida, malata e psicopatica. Ma non potevo fare altro.
"Torno subito" disse e si allontanò, la donna fuori finse di leggere un giornale e Ian non la notò quando uscí dalla porta.
La donna si alzò, chiuse il giornale ed entrò nella stanza.
"Ciao" disse con tono malizioso.
"Finalmente ci incontriamo" dissi. Mi ero tranquillizzata e vedendola bene in faccia ora, potei finalmente dare un volto all'anonimo.
"Beh, io sono Allison" disse, togliendosi gli occhiali e sfoderando un sorriso perfetto.
"Che cosa vuoi da me?" chiesi duramente.
"Ehi, calmiamo le acque e facciamo vedere chi comanda" disse
"Di sicuro non tu" la guardai con faccia vittoriosa.
"Oh, si, puttanella" si avvicinò e si piegò sul mio letto. Non avevo paura, ma essendo ancora debole, non avrei potuto reagire adeguatamente.
"Qui comando io" disse "allora, da te voglio inanzitutto che lasci perdere Ian, lo dovrai deludere, lo dovrai lasciare e farti odiare."
"Perché?" chiedi, ma volevo anche chiederle quali fossero i problemi che l'afflingessero.
"Lui è mio" disse. "Se non farai tutto quello che ti ho detto, io te la farò pagare, iniziando da tuo fratello al nipotino di Ian."
No, non potevo assolutamente permetterlo.
"Allison?" dietro di lei una figura famigliare si fece avanti.
Lei rimase sorpresa.
Guardai il mio uomo e aveva gli occhi gonfi, come se avesse appena pianto.
Merda.
Stava soffrendo, e stavo soffrendo anche io.
Allison si girò e con un sorriso falso gli diede due baci sulle guance.
"Ian, mamma mia, sono mesi che non ti fai piú vedere, ma che fine hai fatto?" tentó di mascherare.
"Che ci fai qui, Allison?" disse lui, duramente.
"Io e Nina siamo amiche dal liceo, ho saputo del suo stato ed ero preoccupata"
"Strano, le uniche persone che sapevano del suo stato erano i suoi genitori e i miei." disse lui.
Non ci stava capendo nulla probabilmente.
"Mia madre è molto amica di sua madre, se lo saranno dette" disse.
Scossi la testa.
Un primo segnale a Ian.
"Puoi uscire un secondo con me?" disse Ian alla ragazza.
Ecco che mi continuava a girare la testa.
Tutta quella maledetta paranoia e tutto quello stress mi stava uccidendo lentamente.
Cosa voleva dirle?
Perché fuori?
Da soli?
Mi martellai di domande con possibili risposte, ma non potei fare a meno di essere curiosa.
Dovevo solo tranquillizzarmi, cioè che altro potevo fare?
Chiusi gli occhi, cercando di non pensare.
IAN'S POV
"Spiegami meglio cosa ci fai tu qui" dissi con tono un po' scorbutico.
"Mh, saluto la mia amica" disse con disinvoltura.
Pensa davvero che io sia stupido?
"Dimmi cosa c'entri tu nella sua vita" dissi
"Non nella sua, mio caro. Dovresti ben dire la tua"
Rimasi un attimo spiazzato. Si riferiva per caso alla notte di sesso sfrenato che avevamo avuto tre mesi prima?
"Spiegati meglio" ero confuso, non capivo.
"Ian, è un maschietto"
Rimasi spiazzato.
CHE COSA?
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You can save me.
Fiksi PenggemarIan, bellissimo. Nina, bellissima. Ian,possessivo. Nina, debole. Ian e Nina, se solo sapessero come finirà il loro destino. Il tempo, decide, ha il controllo. Il tempo è colui che sa come far rivoluzionare le cose. Il destino sa come finirà.
