Quattordicesimo capitolo

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Tutti si avvicinano, ed uno a uno si presentano. Faccio un po' fatica a memorizzare tutti i loro nomi.

《Allora Nina, cosa studi?》 Mi domanda Loren.

《Lingue, mi piacerebbe viaggiare per il mondo, sapere tante lingue cosí da capire altre persone e anche scoprire sulle culture》 dico, mostrandomi preparata alla domanda.

Mi piace parlare di quello che mi specializzo, di quello che mi piace fare.

Lancio uno sgardo ad Ian, che mi sorride, felice. Non abbiamo mai parlato di quest'argomento. Forse la storia del viaggiare, non gli piacerà. Anche se devo ammettere che viaggiare con lui non sarebbe male.

《Anche a me piacerebbe viaggiare》 dice una piccola voce, al mio fianco. È il figlio di Christian. Sorrido al piccolo, che aveva in mano un aereoplanino giocattolo. 《Tu sei mai stata in aereo?》 Mi chiede.

Io annuisco 《e sono così piccoli?》 Ridacchio e mi avvicino al suo orecchio

《Un giorno ti porto in aereo con me, facciamo un viaggio lungo lungo, e ti farò vedere com'è bello vedere il cielo da così vicino》 sorrido e guardo di nuovo il mio ragazzo che mi sorride.

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《Sono felicissima che tu sia venuta》 mi dice la mamma di Ian 《magari ian ti porta qui in un altra cena, sempre se tu vuoi》

《Certamente, signora Somerhalder》 esco dalla casa e mi copro col cappotto, per quel venticello che ha iniziato a tirare.

《Vieni qui》 ian mi abbraccia e mi conduce alla macchina. Mi apre lo sportello e mi fa accomodare.

《Scusa per le troppe domande che ti hanno fatto》 mi dice appena si accomoda al mio fianco.

《E non vedevo l'ora di fare questo》 si avvicina a me, e mi bacia. Sembra un bacio voglioso. Ed è così. Anche io ne avevo bisogno.

《Torniamo a casa》 mi dice e accende la macchina.

Guardai un po' fuori dal finestrino, le poche macchine che passavano e le luci gialle che illuminano la strada. Dopo mi voltai verso l'uomo al mio fianco:così bello, così perfetto, con quei meravigliosi occhi blu, e quel sorriso crescente che fece quando si rese conto che lo stavo fissando. 《Piccola》 mi disse.

Ho sentito il mio cuore perdere un battito, come se quella parola o il suo semplice significato mi facesse bene, come quando prendi una medicina per il mal di testa e tutto passa.

Chiusi gli occhi con quella sensazione.

《Piccola, siamo arrivati》 sento che Ian mi sussurrava all'orecchio, con il mio sportello aperto. Aprì leggermente gli occhi, ma lui ormai, mi aveva preso in braccio. Mi portò al suo appartamento, con la mia testa appoggiata alla sua spalla muscolosa.

《Dormi, piccola》 mi diede un bacio sulla fronte, quando mi appoggiò al suo letto.

《Dove vai?》 Provai a chiedere, con un filo di voce.

《Torno subito》chiusi gli occhi e mi addormentai.

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Aprì gli occhi, e mi diedi due minuti di tempo per capire dove io fossi e perchè.

Al mio fianco non c'era nessuno, ma quando sentì lo sciacquone del water, capi di non essere da sola.

《Buongiorno》 disse Ian, allontanandosi subito da me, senza baciarmi, non mi guardava.

《Ehi, cos'hai?》gli chiesi io.

《Niente》 disse lui.

Ma non mi guardava.

《Vieni qui》 dissi io, ma lui prese le sue cose e andò a farsi una doccia.

Non dovrei disturbarlo, continuavo a ripetermi. Ma cos'ha fatto? Perché non fa come ha fatto sempre? Almeno un bacio.Non devo disturbarlo.

Presi il mio cellulare e avevo due messaggi, due sconosciuti.

Ho detto di lasciare Ian, sennò quello che ho fatto a lui, farò a te.

Oh, scusa non lo sai, osserva meglio il tuo ragazzo.

Che cosa?

Ian entrò in camera. Mi alzai velocemente dal letto ed andai addosso a lui. Notai subito il suo comportamento, non voleva che lo guardassi. Faceva di tutto per non guardarmi.

《IAN, CAZZO, GUARDAMI》 urlai nervosa.

Lui riluttante si girò verso di me e rimasi spiazzata.

Aveva ferite ovunque:una vicino al labbro inferiore, una bozza sulla tempia e qualche taglio all'altezza dello stomaco.

《Amore mio, cosa ti è successo?》 Preoccupata lo attirai a me e iniziai a baciarlo, su tutte le parti ferite del viso.

《Niente》 disse un po' dolorante

《Ian, non mentirmi, ti prego》 dissi.

《FATTI GLI AFFARACCI TUOI》 mi urlò.

Ero spaventata, anche se so che non mi farebbe del male, ma ero spaventata, troppo.

Presi velocemente la mia borsa e iniziai ad andarmene.

《Nina, non andartene, ti prego》 disse, quando arrivai alla porta.

L'aprì, senza voltarmi ed usci da quella casa, correndo verso la mia.

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