Non era possibile.
Liam, che era dietro di me, avendo visto la mia reazione corse dallo sconosciuto a terra.
Io guardavo Ian, non negli occhi, avevo paura di loro. Guardai le mani, piene di sangue.
-Respira- dice Liam, toccandogli il collo, controllandogli il battito. Io però continuai a guardare quelle mani. Rosse.
Ian provò a toccarmi, ma io feci un passo indietro. E lo guardai negli occhi. Erano lucidi. Come se stesse per piangere. Li chiuse e si girò verso Liam, dicendogli qualcosa di indecifrabile per le mie orecchie. Liam annuì. E il mio Ian, quello che mi aveva spaventato, quello che se non lo fermavo io non lo fermava nessuno. Quello che non voglio perdere, anche dopo di questa. Ian si girò e andò verso la palestra. Ero indecisa di seguirlo o no. Volevo andare da lui, dirgli che sarebbe andato tutto bene e che io gli sono vicina. Ma il mio corpo non rispondeva ai miei comandi. Le mie gambe scesero a terra. Crollai, letteralmente. A piangere.
Ian's pov
Sono uno stupido imbecille.
Stupido, stupido, stupido.
La ragazza che mi piace ha paura di me. Stupido, continuavo a dirmi.
La ragazza mia, forse non più...
Accesi l'acqua del rubinetto che avevo davanti e mi lavai le mani. Mi guardai allo specchio, ma vedevo tutto appannato. Stavo piangendo, ma non voglio ammetterlo neanche a me stesso.
La prima volta. Sto piangendo per una ragazza. Mi dispiace più per lei che per quel ragazzino demente che ho pistato.
Il problema ora è come faccio a "farmi perdonare". Stasera se la porto a cena fuori? Oppure se le cucino qualcosa di delizioso? Ma a cosa penso io. Non mi farò certo perdonare con una cena del cazzo.
Uscì fuori dallo spogliatoio. La palestra ormai era quasi buia e quasi vuota. C'erano Sarah, Mark e Liam che stavano seduti su un tavolo. Mi avvicinai a loro. Liam mi fece un sorriso. Quando guardai gli altri due mi sorridevano anche loro. Sarah si alzò e mi abbracciò. Mi aspettavo di tutto ma non questa reazione di sicuro. Ricambiai l'abbraccio.
-Grazie, senza di te non avremo ritrovato Nina- disse al mio orecchio, ed io sorrisi.
-Dov'è ora?- chiesi e sciogliemmo l'abbraccio.
-Fuori, a parlare con Unnie- mi sorrise e si mise a sedere. Volevo andare da Nina, ma non avevo il coraggio. Avevo un po' paura di quello che mi potesse dire. Decisi quindi di affacciarmi dalla porta, con i vetri, e vidi la mia Nina, fumare. Fuma?
Nina's pov
Ultimo tiro della mia sigaretta e la buttai a terra.
Fumo quando ho l'ansia, quando c'è qualcosa che mi va storto. Ed ora ero in ansia. Per Ian. E se la polizia scopre che è stato lui?
Unnie stava parlando di quanto era preoccupata per me in quest'ultima ora. L'abbracciai. Questa ragazza è dolcissima.
-Ti voglio bene- sussurrai
-Anche io- disse abbracciandomi tanto forte da non riuscire a respirare.
-C'è Ian che ci fissa- disse Unnie -dapla porta della palestra, ci vai a parlare?- chiese.
Io ero girata di spalle, quindi non vedevo la porta, ma immaginai il suo sguardo, preoccupato. Sciogliemmo l'abbraccio e mi girai. Volevo abbracciarlo.
Corsi verso di lui, ma lui aprì la porta e mi raggiunse a "metà strada". Ci abbracciammo.
Mi tolsi di dosso la maggior parte della preoccupazione. E probabilmente lui aveva paura della mia reazione.
-Grazie- gli sussurrai. A parte il fatto che era successo, lui mi aveva salvata. Lui aveva pistato quel ragazzo per me. Lui aveva fatto tutto questo per me. Il minimo che io potessi fare era ringraziarlo.
E fu così che sentì la sua presa farsi più forte. Ed io mi sciolsi.
Lo baciai. Come se quel gesto fosse la salvezza, la via per la libertá. Come a dire che io ci sono.
-Mi dispiace per quello che hai visto, non dovevo ma lui...-
-Ehi, mi hai salvato. Quel ragazzo poteva farmi qualsiasi cosa- dissi rassicurandolo
-Non farmici pensare, ti prego- chiuse un secondo gli occhi, per cancellare quella orribile scena che gli avevo messo in testa.
-Sei il mio salvatore- lo baciai, con delicatezza.
-Sei la mia principessa- disse. Mi sorpresi a quelle parole, ma sorrisi e lo baciai ancora
-ehi, piccioncini, è ora di andare, i cancelli chiuderanno tra poco- disse Liam, seguito da Mark, Unnie e Sarah.
-Sì, è tardi- disse Ian -ti accompagno a casa?- chiese lui, rivolgendosi a me
-In realtà volevo venire da te- dissi io. Lui sorrise e annuì -ma passo un attimo a casa, devo prendere alcune cose.
-D'accordo, andiamo- mi prese per mano e mi accompagnò alla macchina, abbracciando le mie spalle e a volte baciandomi i capelli.
Mi sentivo così al sicuro tra le sue braccia.
Mi sentivo al sicuro con lui.
Mi sentivo al sicuro con il mio uomo.
Mi sentivo come mai.
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You can save me.
FanfictionIan, bellissimo. Nina, bellissima. Ian,possessivo. Nina, debole. Ian e Nina, se solo sapessero come finirà il loro destino. Il tempo, decide, ha il controllo. Il tempo è colui che sa come far rivoluzionare le cose. Il destino sa come finirà.
