capitolo quindici

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Mentre mi stavo asciugando in camera di Miles ripenso ai baci di prima , non è come Halloween è stato molto più intenso non ho sentito imbarazzo ma a parte il freddo glaciale ho sentito sollievo. Non volevo scappare, volevo stringerlo a me. Non volevo che se ne andasse volevo rimanere abbracciata a lui per sempre, ma non sono pronta ad ammetterlo a lui, a malapena lo riesco ad accettare. Dopo un mese di litigi e sofferenze non sono pronta. Ad un tratto lo vedo uscire dal bagno, ha solo i pantaloni addosso e i capelli bagnati dalla doccia, anche io l'ho fatta prima ma mi ostino a tenere il suo maglione con solo il mio intimo sotto mentre i miei capelli si stanno asciugando all'aria e ciò li porta a farli essere più mossi del solito e non lisci spaghetto. Miles si incammina verso di me che sono seduta sul suo letto, mi passa la mano nei capelli accarezzandomi la testa:

" stai meglio Corvina?"

Cerco di rispondere ignorando la nostra improvvisa vicinanza e la sua semi nudità:

"Si..diciamo che sono stata meglio. Ma grazie ti devo la vita"

Improvvisamente si fa serio in volto:

" No, sono io che ti ringrazio di avermi perdonato, sono stato uno stronzo, anche se non era mia intenzione mi sento comunque uno schifo, tu hai finalmente rotto il sortilegio di Zenobia, anche se ancora non ho ben capito che ha fatto"

Sorrido internamente, non credo bastasse il bacio come nelle favole, probabilmente è stata l'acqua fredda ed il forte spavento anche se detta così è molto romantica:

" Smetti di darti colpe, non eri in te ma era Zenobia, non sono arrabbiata con te, a patto che tu non accetti mai più un tè da lei"

Mi guarda ancora rabbuiato:

" E scusa per la cosa del compleanno di Syria, volevo che lei si concentrasse su altro e non il libro sparito, così le ho rubato dalla cassa dandoti la colpa in modo che tu sembrerai solo una materialista. Ma ho sbagliato ero solo preoccupato per te per questo le ho dato retta"

Sono stufa di vederlo così:

" Basta Miles, ho ricevuto il messaggio, ti ho detto che ti perdono. Azzardati a continuare a chiedere scusa e non ti parlo più davvero"

Allora lui fa un sorriso confortato dalla mia affermazione e si avvicina a me:

"Beh.. se non posso farmi più perdonare a parole allora dovrò farlo in un altro modo..."

Arrossisco come un pomodoro, ho quasi paura a sapere cosa intende ma allo stesso tempo lo lascio fare:

"Ho quasi paura a chiederti come" 

Ridacchio per stemperare la tensione:

" Non chiedermelo, facciamo che te lo mostro e basta..."

A questo punto chiudo gli occhi, come se mi fidassi ciecamente di lui ed il mio istinto non sbaglia perché cominciamo di nuovo a baciarci appassionatamente. Gli prendo il viso tra le mani per sentirlo più vicino a me mentre ero sdraiata sul letto, lui capisce e appoggia le ginocchia sul letto stando perfettamente sopra di me. Durante il bacio sento la sua mano sfiorarmi leggermente la mia coscia, sento un brivido lungo la schiena ma non è paura né freddo. Mentre il momenta prendere una piega che inizia a piacermi il telefono di Miles squilla, maledetto telefono e a quando ce lo hanno ridato per le vacanze:

" Miles, ma chi è??"

Dico palesemente scocciate e anche lui sembra arrabbiato ma guarda il telefono ed è...Loren?? Ci guardiamo entrambi storditi.. Ormai è un mese che non la vedo e quando la vedo è molto silenziosa, se spera di riprendersi Miles è cascata male. Sprono Miles a rispondere, voglio sentire che ha da dire, è la prima volta che gli vedo il telefono ha lo schermo nero con lo sfondo di due mani di scheletro che formano un cuore:

the time has come Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora