12.

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Rosaline

Mi riempirono di domande, dico sul serio.
Fu il pranzo più estenuante della mia vita.

Non mi piaceva parlare, e ancora meno interagire con persone nuove. Lou e le altre amiche di Grace poi, sembravano intenzionate a scavare nei miei segreti più profondi in meno di mezz'ora.
"Avevi amici in California?"
"Fai sport?"
"Hai mai avuto un ragazzo? E com'era?"

Andarono avanti così, senza tregua, finché Grace intervenne, tirandomi fuori da quell'interrogatorio.

«Ragazze, non stressatela. È il suo primo giorno» disse, lanciandomi uno sguardo solidale.

«Grace,» disse Stella -un'altra amica di Grace-con voce cantilenante, «pensavamo di andare alla a cena fuori mercoledì sera, una serata tra amiche.»

Stella era bionda, occhi color nocciola, e a giudicare dai vestiti firmati – come quelli delle altre amiche di Grace – non le mancavano certo i soldi.

«Oh, è un'ottima idea!» rispose Grace con entusiasmo.

Mi girai e vidi Meghan lì vicino con il suo gruppo.
Ci scambiammo uno sguardo veloce e una specie di sorrisetto.
Il loro gruppo spiccava come una macchia di inchiostro su un foglio bianco.
Vestiti scuri, stile semi gotico, un'aria di sfida perenne.
Uno dei ragazzi sfoggiava addirittura una cresta verde fluo, modellata alla perfezione con il gel.
Sembravano appartenere a un altro mondo, e forse per questo erano così magnetici.

Li osservai per un po' finché Grace non mi toccó il braccio e mi sussurrò : «Non perdere tempo con loro»
Sembrò più una minaccia che un consiglio,ma tornai alla noiosa conversazione con le amiche di Grace.

______

«Siamo a casa!» urlò Grace quando rientrammo da scuola.

Nessuna risposta, tranne un «Bentornate, signorine» pronunciato con tono cordiale da Jimmy, il maggiordomo.

«Di solito papà a quest'ora è già a casa. Lo avranno trattenuto a lavoro» mi spiegò Grace.

Ci separammo per andare nelle nostre camere, ma prima che lo facessimo, lei si fermò in cucina a prendere uno snack.

«E allora, cosa ne pensi della scuola?» mi chiese, addentando una barretta ai cereali.

«Mi sembra carina.» risposi, senza troppi giri di parole.

«Beh...cerca di non metterti nei guai peró.» disse abbassando lo sguardo.

«Perché?che indenti?» chiesi mentre prendevo una banana.

«Ho visto come guardavi Meghan, e mi è giunta voce che vi siete parlate durante l'ora di ginnastica.»

«Non capisco dove stia il problema» commentai sbucciando la banana. «Perché tutti la evitano?.»

«Insomma...» fece una pausa, poi tornò a sorridere. «Non importa sai?Tu cerca solo di starle alla larga»

La fissai per un attimo, indecisa se rispondere.
Che problema avevano tutti con Meghan e il suo gruppo?
Forse era perché era più grande?Dovrebbe avere vent'anni o poco più, dato che è stata bocciata.
E poi non capisco perché dovrei stargli lontana, insomma non mi ha fatto niente di male.
In più Grace ancora non mi conosce, non sono il tipo da vene costose,abiti di marca e gossip.

Mentre facevo tutte queste congetture,Grace se ne andó in camera,lasciandomi una marea di domande.

La sera cenammo con la nuova famiglia.
Come Grace aveva detto, Rob arrivò tardi, insieme a mia madre, verso le otto.
La vera sorpresa, però, fu scoprire che ora lavorava.

Burn MeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora