Rosaline
La casa era davvero grande, ma in modo discreto e accogliente, non fredda o eccessivamente lussuosa. Le pareti erano decorate con stampe di paesaggi di foreste, montagne e laghi, mentre qualche totem in legno intagliato e qualche pianta verde riempivano gli angoli, dando vita a un'atmosfera rilassante e naturale.
La zona living sembrava un rifugio perfetto dopo una giornata all'aperto: grandi finestre con vista su alberi sempreverdi, un camino in pietra e morbidi divani grigi con coperte di lana a quadri. Sopra il tavolino di legno grezzo c'erano libri di fotografia e vecchie mappe della regione.
La cucina, anch'essa dominata da materiali naturali come legno di cedro e piani in pietra scura, aveva quell'aria rustica ma funzionale tipica delle case del Pacific Northwest, con vasi di erbe aromatiche sul davanzale e luci calde che rendevano tutto molto accogliente. Le camere, ordinate e pulite, riflettevano lo stesso stile sobrio e raffinato, con tende spesse, mobili in legno massiccio e tessuti morbidi.
E se avessero anche la donna delle pulizie?
Oh, questo non lo sopporterei. Del resto è uno dei tanti lavori che ha fatto mia madre... sarebbe imbarazzante.
Fu Grace, su gentile richiesta del padre, a mostrarmi la mia stanza.
Inaspettatamente, le pareti erano di un lilla delicato — il mio colore preferito — e c'era una bacheca di sughero già pronta per foto e appunti, incorniciata da lucine calde.
Mia madre deve aver detto a Rob cosa mi piace o la cosa non si spiega.
Il letto matrimoniale era ampio e avvolto da coperte in lana e cuscini morbidi, come quelli che si vedono nelle foto di riviste sul design di case di montagna. Accanto al letto, una lampada in ceramica con paralume di tessuto diffondeva una luce soffusa.
«Questo è il tuo bagno,» dice Grace aprendo una seconda porta nella stanza.
Do un'occhiata dentro, cercando di non sembrare troppo emozionata.
Avere un bagno tutto mio è il mio sogno da quando avevo dodici anni.
«Lì c'è la cabina armadio,» continua, indicandomi un armadio a due ante incassato nella parete, con ante di legno chiaro.
«So che vieni da Seattle, e lì fa sempre freddo... Se per caso ti servisse qualcosa di più estivo, o qualsiasi vestito, io sono nella stanza accanto alla tua. Non esitare a chiedere. In fondo al corridoio c'è la stanza di mio padre e... tua madre.»
Grace si dondola avanti e indietro col busto.
Sono stronza, ma fino a un certo punto.
Non è difficile intuire che questa nuova situazione — sorellastra, matrigna e tutto il pacchetto — la metta a disagio tanto quanto me.
Grece ha due anni in meno di me,eppure sembra molto più grande fisicamente,nonostante i suoi occhi lasciano intuire che sia ancora un'adolescente.
Nel frattempo, entra una donna delle pulizie. Bussa, entra e sistema le mie valigie accanto al letto senza dire una parola.
Rimango un po' interdetta. I Lauder hanno servitù.
Non sono abituata a questo genere di cose... e non ho fatto niente per meritare un trattamento del genere.
«Immagino che tu voglia sistemare un po' le tue cose, Rose.»
Grace si interrompe, poi assume un tono quasi di scusa.
«Posso chiamarti anche io Rose, o preferisci...?»
Finalmente riesco a far uscire due parole da quella dannata bocca che mi ritrovo.
«Rose va bene, sta tranquilla.»
Grace sorride con dolcezza.
«Se, quando hai finito di sistemare, ti restano ancora energie... potrei farti vedere un po' la baia. Casa nostra non è proprio in cittá, ma c'è una foresta ed è a dieci minuti d'auto. Sai, giusto per iniziare a vedere qualcosa della città.»
L'idea non è male.
E poi, è raro che io esaurisca le energie. Quindi... sì, perché no.
E poi, per ora, Grace non sembra male.
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Burn Me
Literatura FemininaRosaline Webster ha diciotto anni e una paura costante: quella di essere guardata, giudicata, spezzata di nuovo. Dopo il tradimento devastante del suo ragazzo... e della sua migliore amica, ha smesso di fidarsi, chiudendosi in una gabbia dorata fatt...
