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Nicholas

«Bro, andiamo, mi prendi decisamente per il culo.» 
«No, davvero. Grace è diventata una strafica rispetto all'anno scorso,» mi risponde Cole, esasperato. 

«Ma stiamo parlando della Grace?» 
Sono sprofondato sul divano di casa sua da... quanto? Tre ore, ormai? Tyler e Meghan sono spariti da un bel pezzo, almeno un'ora fa — il che lascia pochi dubbi su cosa stiano facendo. 

«Sììì,» continua a ripetere, ormai senza energie. «Grace Lauder, chi se no?» 

«Ah, non lo so, amico... sì, è migliorata parecchio, ma non è proprio il tipo di ragazza che definirei "strafica",» dico, mimando le virgolette con le dita mentre, finalmente, mi alzo dal divano per aprire una birra dal frigo. 

«Beh, meglio così. Vorrà dire che avrò più possibilità io di conquistarla, se tu non mi starai tra i piedi,» dice con tono convinto. 

Mi ributto sul divano ridendo. «Ah sì? E perché?» 

«Perché le ragazze ti girano intorno come se fossi colla per le mosche.E sai cosa sono io?» 

Conosco Cole abbastanza bene da sapere che, se non gli rispondo entro trenta secondi, finirà per raccontarmelo comunque. 

«Sentiamo la stronzata. Cosa sei?» 

«Il migliore amico di quello che si voglio fare tutte, ecco cosa sono.» 

Lo dice con una tale convinzione che scoppio a ridere. 
Con ancora la risata in gola, provo a tornare serio. 

«Cole andiamo,anche a te girano intorno molte ragazze.» 

Cole, in fondo, non ha tutti i torti. 
È il mio migliore amico dalle elementari, lo considero come un fratello. Ma da che lo conosco, non ha mai avuto una relazione che durasse più di tre o quattro giorni. 
E il perché le ragazze lo snobbino così tanto rimane un mistero. È bello — occhi azzurri, capelli chiari sempre in ordine, barba fatta ogni mattina (e lo so, perché lui tiene conto del fatto che a molte ragazze il pizzicore della barba dia fastidio). In più, è simpatico. Davvero simpatico. 

«No ma sul serio,» continua, «scommetto che se fossi gay, probabilmente vorrei scoparti anche io, Nick,» dice, indicandomi e ridendo. 

La porta di casa si apre. Ed eccoli lì: Tyler e Meghan fanno il loro ritorno trionfale. 

Un altro dei pregi di Cole? Ha praticamente sempre casa libera. I suoi lavorano fino a tardi e fanno anche i turni di notte. E solo per questo dovrebbe guadagnare almeno dieci punti in più nel sacro punteggio dell'adolescente medio. 

«Bentornati, ragazzi,» incalza Cole. «Siete spariti per esattamente quanto? Un'ora e dieci minuti?» 

«Argh... sta' zitto, Cole,» sbotta Tyler. 

Scoppiamo tutti a ridere. Perché dai, era troppo ovvio. 

Io e Cole abbiamo conosciuto Tyler due anni fa, dopo la competizione di arrampicata a Tacoma. 
Aveva appena ricominciato ad allenarsi dopo un infortunio alla caviglia, ma era comunque arrivato quarto, superando quel coglione di Jackson La Rue. 
Io e Cole ci piazzammo rispettivamente primo e secondo quell'anno. 

Tyler era diverso dagli altri. Più taciturno, schivo. Non voleva che le telecamere lo riprendessero — e c'erano, eccome, visto che trasmettevano tutto in diretta sui canali locali. 
Poi scoprimmo che per lui l'arrampicata era solo un hobby, e che tutta quella visibilità lo mandava nel panico. Per non parlare del fatto che fosse l'unico ragazzo afroamericano in gara: una pressione in più su tutte le altre. 

Sta con Meghan da quasi un anno, e sono davvero una coppia affiatata. 

«Che facciamo? Andiamo a Alki Beach?» propone Tyler. 
«Io ci sto, bro,» rispondo alzando subito la mano. 

«Tyler, sei sicuro di avere ancora energie dopo...?» chiede Cole, indicando con un gesto vago lui e Meghan. 

«Vaffanculo, Cole,» risponde Tyler, sfoggiando il dito medio con un sorriso. 

Burn MeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora