Rosaline
La sveglia delle sei suona puntuale, spietata come sempre. Il suo trillo mi trafigge i timpani e mi ricorda che un altro giorno è cominciato.
Con la lentezza di chi si trascina fuori dai sogni, mi vesto e mi trucco in silenzio. Scendendo le scale, mi aspetto il solito silenzio mattutino... e invece trovo Rob in cucina, intento a preparare la colazione.
«Buongiorno!» esclama con un sorriso smagliante appena mi vede.
«E buongiorno anche a te!» esclama Grace alle mie spalle, già seduta, mentre affonda la forchetta in un piatto abbondante di uova strapazzate e bacon. Il profumo riempie la cucina e mi sorprende. Chi avrebbe detto che Rob Lauren, imprenditore di successo e uomo d'affari, sapesse anche cucinare?
Mi siedo accanto a Grace sulla penisola. Assaggio il cibo. Niente male. Anzi, buono. Sorprendentemente buono.
«Allora, com'è andata ieri sera?» chiede Rob, masticando con calma.
Grace mi lancia un'occhiata divertita. «Bene, papà. È stato... folgorante.»
La guardo alzando un sopracciglio. Folgorante, eh?
Mentre lei si dilunga nei dettagli – ovviamente solo quelli positivi – io continuo a fissare le scale, in attesa di vedere mia madre scendere per salutarla prima della scuola. Ma non arriva.
«Mia madre dov'è finita?» chiedo a Rob, ancora con la forchetta in mano.
«Ah, è già andata al lavoro. Dice che preferisce arrivare prima, così può sistemare con calma tutte le pratiche della giornata.»
Classico. Sempre la solita. Anche ora che è sposata con un uomo che possiede metà della città, non ha perso la sua incrollabile devozione per il lavoro. La donna di ghiaccio, indistruttibile.
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Durante l'ora di spagnolo
Lou ride e chiacchiera con Stella senza sosta. Il suo tono squillante mi irrita. Io, il suo opposto, prendo appunti come se la mia vita dipendesse da quei verbi irregolari.
Vorrei fulminarla con lo sguardo, ma mi ripeto mentalmente di mantenere il karma pulito. Non vale la pena perderlo per un'esserina del genere. Le sue occhiatacce e risatine sibilanti mi arrivano dritte nelle orecchie. Fingere di non sentirle è un'impresa titanica. È così odiosa che mi sorprende ancora respirare la stessa aria.
Alla terza ora, arriva una circolare. La prof di storia è in ospedale: reazione allergica a una puntura d'ape, si dice. Risultato? Due ore buche.
Ne approfitto per scappare in biblioteca. Devo assolutamente portarmi avanti con biologia: tra mitosi, meiosi e caos neuronale, sono completamente nel pallone.
Mi siedo in fondo alla sala, apro la cartella e inizio a rileggere appunti, sottolineature e schemi che sembrano più geroglifici che parole. Scarabocchio il foglio davanti a me con formule e domande che non hanno risposte.
La biblioteca è silenziosa, quasi mistica. Solo qualche tastiera che ticchetta e il fruscio delle pagine voltate. È una calma che, per un attimo, riesce persino a tranquillizzarmi.
Quasi.
Finché non alzo lo sguardo.
E lì, a pochi metri da me, c'è Nicholas.
Occhi verdi abbassati sul quaderno, capelli neri pettinati all'indietro, una maglietta aderente che definisce ogni muscolo sotto il tessuto. E poi, quel profumo. Muschio. Legno. Tentazione pura.
Come ho fatto a non accorgermene prima?
Trattengo il respiro e abbasso lo sguardo, sperando che lui non mi abbia vista. Magari posso sgattaiolare via. Magari...
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Burn Me
Chick-LitRosaline Webster ha diciotto anni e una paura costante: quella di essere guardata, giudicata, spezzata di nuovo. Dopo il tradimento devastante del suo ragazzo... e della sua migliore amica, ha smesso di fidarsi, chiudendosi in una gabbia dorata fatt...
