Nicholas
Ma cosa diavolo mi è preso?
Come ogni mattina, mi sono concesso una sigaretta dietro la scuola. È il mio momento. Cinque minuti in cui cerco di non pensare, in cui il fumo è più leggero dell'aria che respiro da sveglio. Ma oggi, appena ho visto Rose lì, rannicchiata contro il muro, il cuore ha fatto un salto. Non uno di quelli belli.
Lei... lei è splendida, anche quando piange in silenzio.
Sembra così forte. Sempre. Una che non chiede mai aiuto, una che risponde per le rime, che ti fissa negli occhi e non abbassa lo sguardo. È proprio per questo che mi piace. Nessuna ragazza mi ha mai trattato come fa lei. Nessuna ha mai avuto il coraggio di sfidarmi. E se fino a poco tempo fa quella cosa mi mandava fuori di testa, ora è come una droga. Il modo in cui mi tiene testa mi fa sentire vivo, cazzo.
Ma stamattina... quando l'ho vista tremare, con il respiro spezzato e le mani che le si chiudevano sul petto, avrei voluto stringerla. Tenerla. Dirle che l'avrei protetta da tutto. Anche da se stessa, se necessario.
Solo che... so esattamente cosa le stava succedendo.
Vorrei non saperlo. Vorrei essere uno dei tanti coglioni che la guardano solo per quanto è bella. Invece no. Io conosco quella sensazione. La gola che si chiude, il cuore che sbatte forte, troppo forte, come se volesse scappare dal petto. La mente che grida e il corpo che si paralizza. L'ansia ti divora da dentro. È un mostro.
Mi sono dovuto allontanare. Perché un secondo in più e l'avrei baciata. Forse peggio. Forse avrei fatto qualche stronzata. L'avrei presa lì, contro quel muro, come se bastasse a salvarla. Ma lei non ha bisogno di uno che scopi via il dolore. Ha bisogno di qualcuno che resti.
E io? Io non so se sono quel qualcuno.
Più tardi
Io e Cole ci stiamo dirigendo verso le nostre auto. Rose non l'ho vista all'uscita. Spero stia meglio. Ma una parte di me sa che probabilmente non è così.
«Tu vieni, vero?» mi chiede Cole, lanciando le chiavi della sua Mustang in aria.
«Venire dove?» lo guardo accendendo un'altra sigaretta.
«Da Jackson. Alla festa.»
«Non me lo stai dicendo sul serio.» Alzo un sopracciglio. «Ti prego, Cole.»
Lo conosco da una vita. Sa quanto detesto quel bastardo. Jackson è un arrogante di merda. Ancora sono convinto che abbia barato all'ultima gara di surf. Non solo: mi ha fatto perdere le staffe più volte. E Cole era con me. Anche quando siamo finiti in una rissa contro lui e i suoi scagnozzi — Riven, Victor e Drew. Due contro quattro. Le mie nocche ancora ricordano.
«Lo so...» fa lui, alzando le spalle con un mezzo sorriso colpevole. «Ma Grace ci va.»
Eccolo lì. Sempre lei.
«Dio, ancora lei!» sbotto mentre apro la portiera della mia auto.
«Ehi!» si ferma. «Non parlarmi così.»
«Scusa...» mi infilo nel sedile, ma non lo guardo. «È che siamo sempre stati io e te, capisci?»
Lo so che suona infantile. Ma per me non è facile dividere Cole. È mio fratello, l'unico vero. Non voglio che cambi tutto. Non ancora.
Cole sospira, guardandosi intorno. Il suo tono diventa più freddo. «Anche tu hai avuto delle ragazze, Nick.»
«È diverso. Era solo sesso.»
Mi guarda storto. «Ah sì? E Luo, allora?»
Mi blocco. Le mani serrate sul volante.
«Non vengo.» dico secco. «Devo lavorare.»
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Burn Me
ChickLitRosaline Webster ha diciotto anni e una paura costante: quella di essere guardata, giudicata, spezzata di nuovo. Dopo il tradimento devastante del suo ragazzo... e della sua migliore amica, ha smesso di fidarsi, chiudendosi in una gabbia dorata fatt...
