Sentendo quelle parole Atid aprì bruscamente la porta del bagno, trovandosi faccia a faccia con Koray. Non solo non aveva preso le sue difese in riunione ma lo aveva anche seguito. Il giovane dai capelli rossi aveva quasi superato il limite della calma, guardò il maggiore con occhi infuocati e la schiena era percossa da brividi dovuti alla rabbia.
- "Mi hai spiato?"
- "Si."
- "Perché lo hai fatto?"
- "Te ne sei andato senza dire dove."
- "E questo ti dà il diritto di seguirmi e spiarmi?"
Atid diede una spinta a Koray spostandolo per passare ma venne preso dai polsi e bloccato proprio dal maggiore. Istintivamente sussultò per la sorpresa e serrò gli occhi come se fosse pronto a incassare uno schiaffo dal proprio capo. Ciò che, però, successe lo turbò ancora di più: le labbra di Koray si erano unite alle proprie in un bacio. Koray si separò dalle labbra di Atid solo quando si ritenne soddisfatto. Appena stava per parlare sentì la guancia bruciare, perché fu proprio il minore a tirare uno schiaffo.
- "Sei pazzo per caso? Come ti è saltato in mente di baciarmi?"
- "L'ho fatto senza pensarci."
- "Quando penserai prima di fare qualcosa avvisami. Ora spostati, voglio andare a cenare."
Koray si mise di lato per farlo passare ciò che sentì dopo fu solo la porta che sbatteva, poi il silenzio. Toccò la guancia che Atid aveva colpito poco prima e si maledisse per quel gesto avventato. Dava ragione al minore, quando si trattava di lui agiva senza pensare. Scosse la testa per riprendersi e uscì dalla stanza di corsa, per raggiungere l'altro. Fuori dall'hotel si guardò in torno con la speranza di vederlo e appena vide una chioma rossa girare nell'angolo riprese a correre per stargli dietro. Lo vide sedersi ad un tavolino al di fuori di una locanda. Mentre era concentrato a leggere il menu, decise di farsi avanti e sedersi davanti a lui.
Atid, dal canto suo, aveva il viso coperto dal menu. Continuava a pensare al gesto che Koray aveva fatto; era confuso dal suo comportamento. Prima ignorava i suoi sentimenti concordando con i commenti di quei clienti, poi lo seguiva ed infine il bacio. Non sapeva quali sentimenti provare; attrazione, odio e rabbia si erano uniti in un unico sentimento che gli provocava una morsa nello stomaco e il fiato corto. Non si era accorto che la stessa persona che gli stava facendo provare quelle sensazioni era seduto davanti a lui che aspettava di essere notato. Sospirò, chiuse il menu che aveva tra le mani e lo ripose sul tavolo. Quando alzò lo sguardò corrugò le sopracciglia in un'espressione tutt'altro che felice.
- "Cosa vuoi ancora. Non sono stato abbastanza chiaro? Voglio stare solo."
- "Mi spieghi cosa ti prende? Ti comporti così da questo pomeriggio."
- "Arrivaci da solo."
- "Se te lo chiedo è perché non lo so."
- "Koray, davvero non ci arrivi? In riunione ogni volta che provavo a parlare mi mettevate a tacere e mi ignoravate. I tuoi amati clienti hanno giudicato il mio aspetto come se fosse ciò che è più importante per fare dei motori e tu non hai detto nulla in mio favore ma li hai lasciati fare. Sono stanco Koray, prima mi tratti in un modo e poi in un altro mandandomi in confusione. Mi segui come se io fossi di tua proprietà, mi baci senza pensarci e ignori cosa possa provare io. Ecco cos'ho ed è colpa tua."
- "Mi dispiace."
Dicendo ciò, Koray prese la mano di Atid stringendola nella propria. Incontrò il suo sguardo: aveva gli occhi lucidi prossimi al pianto e i capelli spettinati dal vento. Si alzò e aggirò il tavolo andando ad asciugargli le lacrime. Con i pollici gli accarezzò il visò bagnato dalle lacrime e si piegò per trovarsi faccia a faccia con lui.
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Where the sun rises
FanfictionUn gelido Ceo di un'azienda di automobili si troverà a dover accettare come tirocinante uno studente della facoltà di ingegneria meccanica. boyxboy Estratto: - "Questa è la parte della giornata che amo." - "Perché?" - "Perché è in questo momento c...
