Adoro la montagna, ma è la sensazione del freddo pungente sulla pelle, l'odore fresco e puro della neve appena caduta e il caratteristico schiocco sottolineato dal gelo che si sente sotto i piedi mentre cammino tra i pendii innevati. Non posso certo vantare di essere un esperto con lo snowboard; ho avuto solo poche lezioni, ma il resto l'ho imparato da autodidatta. Eppure, è proprio quella sensazione di sfida e di conquista che mi spinge ad affrontare le discese ripide e i percorsi intricati della montagna.
Siamo stati molto fortunati perchè la neve è fresca e questo comporta piste quasi perfette.
Mentre sfilo la tavola dalla macchina la voce di Mattia mi raggiunge «Senti, come tuo amico, anzi come tuo migliore amico, sono tenuto a dirti questa cosa».
Mi volto nella sua direzione, alzando un sopracciglio in segno interrogativo. Mattia sospira e aggiunge «Non ti ho mai visto così nei di una ragazza, per questo ti chiedo di rovinare tutto come tuo solito».
«Chi ti dice che sarò io a rovinare qualcosa?» chiedo, sbuffando mentre il mio respiro si trasforma in nuvole di vapore nell'aria fredda dell'inverno. Con un gesto di frustrazione, lascio cadere la tavola da snow sulla neve fresca.
Mattia si passa una mano sfinita sul viso, «Ecco, come non detto. Siamo proprio messi male».
Alla fine, scoppio.
«Cosa vuoi che ti dica?! Il novanta percento delle volte, mi fa impazzire. Il mio cuore batte a un ritmo forsennato quando sono vicino a lei, e i miei pensieri sono costantemente dominati dal suo sorriso. Se tutto ciò non bastasse, non ho mai provato questo tipo di sentimenti per una ragazza. Fino ad ora, il mio unico pensiero è sempre stato la pallavolo. Tuttavia, da quando ha varcato la soglia di quella maledetta palestra, la mia mente è completamente offuscata. La odio? Certo, ma la desidero così intensamente che sembra che ogni cellula del mio corpo abbia vita propria».
Il vento gelido sibila tra gli alberi circostanti, e il paesaggio invernale si estende fino all'orizzonte, con la montagna innevata che fa da sfondo alla nostra conversazione carica di emozioni. Le parole riempiono l'aria come piccoli nuovi fiocchi di neve che scendono lentamente.
La mascella del mio amico si spalanca e rimaniamo a fissarci per alcuni istanti, ma subito un sorriso beffardo si disegna sul suo volto e aggiunge «Era l'ora che lo ammettessi ad alta voce».
Mi saluta con un cenno di una mano, lasciandomi allibito e sconcertato per ciò che è appena accaduto.
Dopo alcuni eterni minuti di smarrimento, un sorriso complice si allarga sul mio volto, come se Mattia fosse l'unico a conoscere la chiave per sbloccare il mio cuore.
Decido di raggiungere Lorenzo e gli altri per affrontare qualche pista, ma prima faccio getto uno sguardo furtivo nella direzione dei campi scuola. Lì vedo Mattia e Nora, insieme a Adele, impegnati in una lezione di sci. Adele sembra lottare contro gli sci come se fossero creature ribelli. Ogni suo tentativo di mantenere l'equilibrio è una danza goffa e incerta sulla neve candida.
È strano vederla in questa situazione, considerando cosa è in grado di fare quando si trova di fronte alla pedana della palestra. Il freddo dell'ambiente ha colorato il suo viso di una sfumatura di rosso, rendendo le sue guance ancora più vivide. Una piccola ruga si forma sulla sua fronte mentre si concentra, e poi c'è quella irresistibile smorfia che fa arricciando il labbro superiore quando è in difficoltà, una sfida silenziosa lanciata alla montagna. È un dettaglio così piccolo, ma così affascinante. Adele è un mosaico di contrasti, una sinfonia di elementi apparentemente opposti che si fondono per creare un'armonia unica.
Decido di affrettarmi, voglio tornare da lei, perché c'è qualcosa in quella unicità che mi attira in modo irresistibile.
Vicino alla seggiovia trovo Lorenzo, «Da quando sei diventato una lumaca?» mi dice sfidandomi.
«Ti piacerebbe. Preparati perché questa lumaca sta per farti vedere di cosa è capace», rispondo con un sorriso, sfidandolo a mia volta. Lo supero salendo di corsa sulla seggiovia. Rimane fermo un attimo, ma poi si precipita anche lui su quella dopo la mia.
Osservo il panorama, cercando di godermi a pieno ogni singolo dettaglio. Inspiro profondamente e l'aria fredda riempie i miei polmoni, dando vita ai miei sensi. La salita dura poco e quando arrivo in cima, il mio cuore batte all'unisono con l'energia della montagna. Mi allaccio lo scarpone alla tavola, aspetto che scenda anche Lorenzo. Ci guardiamo negli occhi e un secondo dopo ci lanciamo nella discesa.
Mi lascio cullare dalla velocità, l'adrenalina che scorre nelle vene, e la sensazione di libertà che solo la montagna può regalare. Con movimenti fluidi faccio scivolare la tavola sulla neve fresca e compatta, sentendo il fruscio sotto di me. Con una finta abile, riesco a superare Lorenzo, sorpassandolo. Alla fine della pista, quando le tavole rallentano, mi fermo con una sensazione di trionfo. Guardo indietro e vedo Lorenzo che si avvicina, il suo viso illuminato da un sorriso di ammirazione. Con un respiro profondo, mi siedo sulla neve fresca e sollevo la maschera sopra il casco «Cosa avevi da dire alla lumaca?» chiedo in modo sarcastico, il mio fiato visibile nell'aria gelida. Lorenzo alza le spalle e aggiunge «Va bene, ho capito, anche qui sei il più forte. Ma che ne dici della rivincita?».
«Sarà per la prossima», rispondo, mentre il mio cuore batte ancora per l'adrenalina.
Slaccio la tavola, la posiziono sotto il braccio e con passo deciso mi avvio nella parte dei campi scuola. Il suono croccante della neve sotto i miei stivali è l'unico rumore che spezza il silenzio. Non ci vuole molto prima che il mio sguardo si posi su di lei. Indossa un piumino chiaro con un pantalone scuro, ma ciò che stona con il resto è il casco fucsia che indossa, una macchia di colore in mezzo al paesaggio invernale.
Inizia la sua discesa, ma a metà perde l'equilibrio, sconvolta da uno snowboarder che le taglia la strada. Si sdraia sulla neve, spalancando le braccia come se stesse cercando di abbracciare il cielo. Non posso fare a meno di avvicinarmi, «Hai intenzione di restare così a lungo?» domando, con il cuore che batte all'impazzata.
«Non è poi così male qui e puoi ammirare il cielo», risponde con tono secco, quasi a sottolineare che non è caduta.
Mi abbasso e mi stendo accanto a lei, catturato dalla sua bellezza. Il suo viso è delicato e autentico, anche quando usa poco trucco. Sollevo la maschera sopra il casco, fissando i suoi occhi con intensità. Il silenzio che segue sembra un momento prezioso, come se volessimo intrappolare ogni istante.
La nostra connessione viene spezzata da Lorenzo, che si fa notare con una frenata brusca, sollevando una nuvola di neve che ci ricopre.
«Volete diventare due ghiaccioli?» scherza.
«Arriviamo». Con un gesto rapido, tendo la mano verso Adele per darle una spinta verso l'alto, ma mentre si sforza per afferrare uno scarpone, noto una figura sfocata che avanza rapidamente nella nostra direzione. In un istante, mi frappongo tra Adele e questa nuova arrivata per proteggerla dall'inevitabile collisione.
«Oh, scusatemi», sento una voce che sibila alle mie spalle, ma il tono subito si infiamma: «Non ci posso credere, ma questo è il destino».
Adele, curiosa, si sporge leggermente per vedere chi stia creando tutto questo tumulto. Dall'espressione che assume sul volto, posso intuire che questa non è esattamente una persona che le piaccia. La risposta tagliente come una lama, non lascia dubbi «Direi piuttosto un incubo».
Mentre mi rendo conto dell'identità della nuova venuta, i ricordi della nostra giornata di shopping e dell'incontro precedente mi travolgono. Tuttavia, ciò che ancora risuona in me è l'effetto devastante che ha su Honey.
«Stasera alla baita hanno organizzato una serata a tema, ci sarete anche voi?» continua la ragazza, cercando di non far trapelare la sua irritazione.
I miei occhi rimangono fissi su Adele, ma Lorenzo, come al solito, si inserisce prontamente: «Ma certo che ci saremo, non possiamo perderla».
La ragazza annuisce con un sorriso forzato «Perfetto, ci vediamo stasera», prima di allontanarsi, anche se non mi interessa minimamente.
Tutto ciò a cui posso pensare è sempre la stessa persona. Mi abbasso verso Adele e le chiedo: «Tutto bene?».
«È troppo sperare che una valanga la investa?» risponde con un sorriso sarcastico che non riesco a evitare di ricambiare. Non mi aspettavo niente di diverso dalla mia eterna avversaria.
«Dai, andiamo a pranzo».
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Butterfly Effect
ChickLit[Contiene scene non adatte a minori] Avete letto la storia dal punto di vista di Adele, adesso scoprirete quello di Tommaso... Sono il capitano della squadra maschile, ammirato dai compagni per la dedizione e la precisione con cui guido ogni gioco...
