(Trigger Warning: Il capitolo affronta tematiche pesanti con linguaggio un po' crudo)
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What we are is but a choice, a promise to ourselves.
We are free to break and change.
Anno 839
Quando la figlia della signora Esther tornò a vivere in casa di sua madre pioveva.
Un banalissimo giorno di metà settimana, uno come tanti altri, di una torrida estate che stava lentamente lasciando il passo all'autunno; non era rado che verso il finire della calda stagione piovesse a dirotto, pertanto, quella mattina, nulla dava a presagire che qualcosa potesse cambiare radicalmente nella vita del ragazzino biondo che abitava accanto a quella gentile signora, sola da molti anni dopo la morte del marito e che, ogni tanto, gli regalava qualche dolcetto appena sfornato, di nascosto a sua madre Karina.
A Reiner la signora Esther era sempre piaciuta molto; era una donna forte, nonostante la sua figura minuta, che non mandava mai le cose a dire ma, soprattutto, sempre capace di strappare un sorriso a chiunque con il suo modo di fare allegro e un po' sarcastico che, invece, infastidiva enormemente sua madre. Il bambino considerava quella signora sulla sessantina, un po' come la nonna che non aveva avuto modo di conoscere; per questo quando vide la figlia della signora Esther arrivare nella casa accanto alla loro portandosi dietro una ragazzina più o meno della sua età, Reiner ne fu quasi deluso. O meglio, geloso.
Se ne rimase davanti la finestra della sua stanza a guardare in strada, in direzione della casa dei Krause, con gli occhi ridotti ad una fessura, le labbra serrate e le braccia incrociate sul petto cercando di intimorire in tutti i modi quella bambina che correndo felicemente saltò al collo della signora Esther, mentre sua madre la seguiva guardandosi attorno con fare guardingo.
Solo guardandola Reiner decise che quella bambina, lui, la detestava.
La trovava fastidiosa sotto ogni punto di vista: i capelli lunghi e bruni le arrivavano ai fianchi, troppo femminili e curati per poter essere di una bambina simpatica, il visetto tondo con un'espressione furba e gli angoli delle labbra inarcati all'insù le davano un'aria di incredibile strafottenza che gli ricordava il fratello minore di Marcel e due grandi occhi di un colore simile a quello del grano che lo misero a disagio il momento stesso che si incrociarono con i suoi, facendolo ritirare di scatto dietro la tenda della sua camera. Doveva aver fatto proprio la figura del perfetto stupido nascondendosi così come un bambino pauroso qualunque... lui sapeva di essere meglio di così, del resto tra pochi mesi avrebbe iniziato gli addestramenti da guerriero cadetto, sarebbe diventato il prossimo Guerriero onorario e come se non bastasse, lui, non era un eldiano qualunque, lui era per metà marleyano, non poteva di certo farsi intimorire da due grandi occhi dorati e un visetto tondo con un sorrisetto appena increspato. Lentamente, fece di nuovo capolino da dietro la tenda sbirciando in direzione della porta d'ingresso della casa dei Krause e incrociando nuovamente lo sguardo della bambina che timidamente alzò una mano in cenno di saluto.
Reiner si voltò dall'altra parte, ignorando la ragazzina e ignorando anche il calore sul suo viso aumentare di colpo e palmi delle mani diventargli improvvisamente sudati, mentre il suo stomaco sembrava volersi attorcigliare su se stesso come uno straccio bagnato, irradiando ovunque dalle braccia alla nuca, una sensazione di tedioso formicolio.
<< Mamma, chi sono le due persone che hanno portato da Esther tutte le loro cose? >> chiese a gran voce a Karina correndo tutto trafelato verso la cucina dove sua madre stava preparando da mangiare e arrampicandosi sull'alta sedia del tavolo. La signora Braun si voltò a guardarlo sorridendo, ma non era il solito sorriso bonario che era solita rivolgergli, dietro di esso Reiner poteva indovinare una certa tensione, quel muscolo contratto sulla guancia di sua madre ne era la prova lampante.
<< La figlia della signora Esther e sua nipote. >> rispose la donna, rimarcando il "signora" non apprezzando affatto la confidenza che suo figlio aveva nei confronti della loro vicina di casa
<< Susanna e Leda mi sembra abbia detto che si chiamino. La bambina ha la tua stessa età, sai? >>
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Yourself
FanficErano cresciuti insieme e troppo in fretta nel distretto d'Internamento di Liberio con l'ombra di una guerra che incombeva sulle loro teste. Dopo 5 anni lontano da casa Reiner rientra a Marley tutti acclamano il Guerriero, l'Eroe, il Gigante Corazz...
