CAPITOLO 14 SUPERMERCATO (parte seconda)

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"Con gli zombie è facile. Sai che devi combatterli per sopravvivere, ma con delle persone? E non sto parlando di persone ma persone che avevano tutta l'intenzione di uccidermi per aver preso cosa? Qualche bottiglia di acqua e delle schifose barrette dietetiche? Solo perché ora dei gruppi organizzati ne detengono il monopolio? Ah no! Non ci sto! Non mi avevano ammazzato gli zombie fino in quel momento, non mi sarei fatto uccidere da 5 delinquenti!

Ero lì circondato da loro. Nelle mani tenevano ogni uno di loro un arma diversa.
Mi guardavano come si guarda qualcuno che ti ha guastato i piani della giornata perché non era prevista.

Io tenevo impugnata l'unica arma che avevo con me ma dentro ero terrorizzato. Con gli zombie era normale usarla. Ma loro erano sopravvissuti, erano umani, uccidere è reato. Ma loro forse non osservavano più questo particolare.

Uno di loro, probabilmente il più giovane del gruppo si avvicinò a me per poi girarmi attorno come uno squalo che osserva una preda

"Uno scarafaggio si è infilato nelle nostre provviste...."
Disse con tono infastidito mentre lanciò uno sguardo di complicità verso i suoi compari.

Io rimasi in silenzio. In realtà non sapevo cosa potessi fare o dire.
Mi sarei volentieri allontanato da lì ma ero circondato e comunque erano messi in maniera da creare un muro all'ingresso del supermercato.

C'era tensione, qualcuno rideva. Il ragazzo continuò a parlare

"Che hai? Sei forse muto o cosa? Rispondere è cortesia...."

Le sue parole e il tono con la quale si rivolgeva mi facevano ricordare Loyd.
Un flash mi percorse la mente, un'altra lite... cosi', con sicurezza, gli risposi con queste esatte parole

"Non mi pare che tu mi abbia posto una domanda per la quale ti dovresti aspettare una risposta..."
Lui mi guardò come se volesse farmi fuori senza troppi complimenti avvicinandosi sempre di più.
In quel momento lo guardai, la mia sicurezza e la mia rabbia stavano aumentando, forse era solo un senso di rivalsa che avrei voluto usare con Loyd, lui mi aveva portato via Alissa, lui si era messo in mezzo ai miei sogni e così, rivedendo Loyd in quel tizio, l'ho colpito! Fui soddisfatto, inizialmente, ma diedi inizio ad una rissa che avrei voluto evitare.

Gli altri iniziarono a venirmi incontro cercando di colpirmi con le loro mazze.

Io riuscivo a schivare ogni colpo, perché ero diventato piuttosto veloce. Correre via dagli zombie ti rende veloce, scattante. È come un allenamento. Corri, salti, ti abbassi, è sicuramente meglio di qualsiasi altro tipo di stile di vita.. insomma, si fa per dire.

Ad un certo punto mi staccarono lo zaino dalle spalle.
Volevano prendere il suo contenuto.
Mi ricordo benissimo che uno di loro aprì la cerniera dicendo

"Vediamo cosa ha rubato lo scarafaggio.."

In quel momento pensavo ad un  unica cosa alla quale tenevo molto  che era nel mio  zaino, questo diario!

Quando l’ho visto tra le mani di quel tipo, quando ha iniziato a sfogliarlo e leggendo le prime pagine ridendo, qualcosa in me era scattato

"Titolo: L'ERA TECNOLOGICA E LA NUOVA LETTURA. ARTICOLO DI ALISSA.."

Mi ricordo che scattai urlando

"RIDDAMMI SUBITO QUEL DIARIO!"

Il tizio mi guarda, scoppia a ridere, lo alza e lo mette in posizione per poterlo rompere a metà

"IL DIARIO DELLA TUA RAGAZZA? DIVISO IN DUE NON PENSI SIA MEGLIO?"

In quel momento, in quel preciso momento, sono corso di nuovo e gli sono saltato addosso prendendolo a pugni. Ho preso il diaro ma non ero attento.

Qualcuno mi colpi' alle spalle.

Non svenni, ma ero stordito. Mi ricordo che mi alzai e poi accadde tutto.

Non mi ricordo bene ma da una rissa tra persone si trasformò in un combattimento contro gli zombie.

Litigando, nessuno aveva fatto caso a ciò che stava arrivando dal parcheggio.
Era deserto quando ero arrivato, RIPULITO come ha detto uno degli uomini che mi stava aggredendo. Si erano organizzati per abbattere gli zombie nelle zone dei negozi e prendere le cose che si potevano prendere. Era diventata la nuova attività di chi era scampato all' apocalisse zombie.

Il tizio con la quale stavo litigando per il diario si era messo a combattere come se lo avesse sempre fatto.
Faceva saltare teste di zombie come se fosse il personaggio di un videogioco. In un certo senso lo ammiravo per la sua fermezza e mente fredda.

Io cercavo di stargli dietro.
Li infilzavo, mentre gli altri tentavano di portarli nella stanza blindata, la cella frigorifera, una volta cella frigorifera. Non lo era più. Non capivo il perché, comunque ha poca importanza ora visto che su 5 di loro, del gruppo di umani, ne rimasero 2. Gli altri erano stati presi, morsi e trasformati immediatamente.

La trasformazione da umano a zombie è qualcosa di veramente spaventoso!
Non lo avevo mai visto prima.

Il corpo muore, muore come normalmente, ma dura poco.
Dopo pochi minuti il corpo inizia ad avere come degli spasmi, si contorce, ha degli scatti. Gli occhi diventano velati, iniettati di sangue. Le ossa si deformano. Potevo sentire il loro scricchiolio mentre si deformavano.
E poi, la putrefazione del corpo. Era praticamente immediata. Era come se il corpo andasse in cancrena. Non resta più nulla della persona in vita.

Vederlo dal vivo era stato davvero impressionante.
L'unica cosa che puoi fare è fuggire o farli fuori.

Io optai per la seconda.
Preso dell'impeto del momento e coinvolto da quel tipo che tanto mi ricordava Loyd, mi misi a combattere insieme a lui.

Venti contro due, questo era il numero.

Venti zombie contro due umani.
Andò bene.

Bene..

Nella colluttazione con gli ultimi due zombie, presi senza volerlo, l'altro ragazzo.

È stato tremendo. Il mio attizzatoio si era conficcato all'altezza del suo ventre.
Mi guardò, ma non con rabbia, mi indicò di guardare dietro di me, se non lo avesse fatto a quest'ora sarei uno di loro....

Ammazzai l'ultimo zombie colpendolo con una delle mazze che erano rimaste in terra.
Un colpo secco in testa, che esplose come un boccetto di conserva.

Passato il pericolo, mi girai verso il ragazzo. Ero distrutto. Aveva perso tantissimo sangue. Mi scusai, ma era inutile scusarsi. Lui stava morendo

"Sei stato degno dei nostri.." Mi disse per poi tossire sangue.

Io lo guardai. Scossi il capo

"Non sarei mai dovuto entrare, non sarebbe successo niente.." non sarebbe successo se non fossi entrato in quel supermercato.

Mi strinse la mano, mi sorrise e poi se ne andò.

Fu la prima persona morta per colpa mia e speravo fortemente fosse l'ultima.

Ripresi Il mio zaino e me ne andai da lì, portando una delle mazze con me.

Il senso di colpa mi dilagnava, così come i ricordi.

C'era stato un tempo dove avrei voluto vedere Loyd così, ma solo questo pensiero ora mi fa star male. La morte non si augura a nessuno, neppure al tuo peggior nemico e mai avrei pensato che ora, Loyd, mi è caro come un fratello nonostante continuo a provare per Alissa quello che ho sempre provato..

Dal diario di Colin Ston






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