Ho vissuto poche situazioni piacevoli nella mia vita, ma so riconoscerle.
Sento le farfalle svolazzare nel mio stomaco, quasi come fossi ancora una quindicenne e non mi vergogno per avergli chiesto quest'abbraccio, anche se temo di aver alimentato le sue curiosità.
Potrebbe chiedermi cosa mi ha spinto a gettarmi fra le sue braccia, di cosa io abbia bisogno, eppure resta in silenzio, con il naso affondato nei miei capelli e le braccia che mi tengono stretta.
Mi sento in pace, ma dentro di me c'è anche un'agitazione che preme per divampare.
Mi piace sentire il calore della sua pelle a contatto con la mia, il battito del suo cuore che palpita con il mio.
Noi due, in una macchina come tante, nascosti dalla pioggia.
Cose così dovrebbero essere normali, belle, e proprio mentre penso che lo siano, le sue braccia scivolano via con lentezza.
"Va tutto bene?"
Questa domanda proviene da me, dalla persona che, in apparenza, sembrava avesse più bisogno di quest'abbraccio. Invece, non appena metto a fuoco la sua figura, mi rendo conto che c'è qualcosa che non va e che quel calore che mi ha mostrato fino a qualche secondo fa, ora non esiste più.
"Va tutto bene."
Non mi guarda, come se non riuscisse a farlo e i suoi occhi puntano il parcheggio di Harvard nella vana speranza di trovare un aiuto. Vuole scappare da questa situazione, ed io mi sento così... piccola.
Mi sento stupida per aver creduto a questo momento, per aver pensato di aver trascorso una bellissima serata con Ian. Di aver trovato un nostro equilibrio, dentro il quale non c'era spazio per i problemi.
Cala il silenzio, non so cosa rispondergli. La vecchia me avrebbe provato a capirci qualcosa, gli avrebbe detto che non deve mentire e che può sentirsi libero di sfogarsi, di parlare di tutto.
La nuova me, invece, crede sia meglio mettere fine alla serata, ringraziarlo e poi andare via. Ci siamo spinti troppo oltre anche se, agli occhi del resto del mondo, non è accaduto nulla di sconvolgente.
Ma c'è sempre quell'ombra di mistero che copre entrambi e che, negli attimi più belli, torna e ci ricorda che non possiamo mai abbassare la guardia.
"Allora, io vado."
"Scusami, ma non mi sento molto bene" mi interrompe. "Nulla di grave, un semplice mal di testa" aggiunge frettolosamente, prima che possa domandargli altro.
Non mi sembra una scusa, nonostante tutto mi è apparso sincero, ma non indago oltre.
"Riposati, ci vediamo in giro."
Lui annuisce appena, e finisce tutto con il silenzio. Lascio la sua auto con una brutta sensazione all'altezza dello stomaco, ma non ho il coraggio di voltarmi e guardarlo. Penserebbe di me come a una stupida ragazzina ed io temo di esserlo davvero e... ancora.
Un'altra ombra torna a gravitare su di me, quando sono a letto.
Dicono che il primo amore non si scorda mai, ma non sempre questo è un bene.
Il volto di Luke riempie la mia mente, si fa beffe di me e mi ricorda che quello che è accaduto sta ancora dando i suoi frutti. Che le insicurezze provate per lui e con lui sono ancora radicate in me, nonostante io sia una giovane donna e non più un'adolescente.
Con le dita mi sfioro la pancia. La mia pelle è bollente dopo la doccia appena fatta e le ferite bruciano come il senso di rifiuto che ho provato quando Ian si è allontanato da me in quel modo.
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The last chance
RomanceCosa sono le ultime opportunità? Qualcuno pensa che siano delle occasioni da cogliere al volo, esperienze da cui poter imparare qualcosa. Ci sono volte in cui, le ultime opportunità, rappresentano soltanto un presagio della fine. Una dolce melodia c...
