Il corpo di una persona è come libro. Guardandolo, o anche solo sfiorandolo, puoi leggere qualcosa. Puoi scoprire segreti, una parte di storia o tutto quello che c'è da raccontare.
Il corpo trattiene i ricordi, il dolore che hai provato dentro, e lo mostra al resto del mondo. Sarà per questo motivo che ho sempre avuto paura di mostrarmi.
Ho sempre temuto che la mia pelle, segnata da quello che ho subito, potesse parlare al posto mio, ed io non voglio.
Non voglio che gli altri sappiamo, che conoscano una parte di me che è morta da tempo.
Che non esiste più e che non sarebbe mai dovuta esistere.
Una parte che, a volte, mi rende la persona che sono.
Una parte di cui mi vergogno, verso la quale provo un profondo ribrezzo.
So che non dovrebbe essere così e nei miei momenti di lucidità me ne rendo conto, ma quando gli incubi tornano e lui torna, non sono più convinta di niente.
Mi sento colpevole, come se il carnefice fossi io, quando infondo io ho sempre ricoperto un altro ruolo.
Mi sveglio in un bagno di sudore, con i battiti a mille e il viso in fiamme.
Odio iniziare una giornata in questo modo, perché so che mi trascinerò questa sensazione per tutto il giorno e che, per tutto il giorno, proverò ad isolarmi da qualsiasi cosa.
Quando i ricordi tornano a galla, riemerge anche la mia debolezza.
Mi sento instabile persino fisicamente.
Mi gira la testa, ho la nausea e potrei persino svenire quando il panico si impossessa di me.
La verità è che sono esausta.
Stanca di fingere che vada tutto bene, quando nulla va bene.
Avrei dovuto affrontarle alcune cose e non scappare.
Fuggire non è mai la soluzione giusta, ma è stata l'unica cosa che sono stata in grado di fare non appena ne ho avuto il modo.
So che alcuni mostri non torneranno, che sarebbe impossibile il contrario.
Ma io continuo a portarmeli addosso come un peso, anzi, come un tatuaggio.
E quelli restano. Per sempre.
Così come le cicatrici, le macchie e ogni forma di dolore fisico.
Non c'è medicinale che possa guarire alcune tipologie di ferite.
Non esiste e forse nemmeno saranno mai in grado di inventarlo.
Il malumore si abbatta sull'inizio di questa nuova giornata, ed io non posso far altro che accoglierlo come ho sempre fatto.
No, da questo non posso fuggire, ma posso scegliere di prendermi un giorno per me.
Di stare male e poi ripartire da zero.
Come sempre.
Oggi ho deciso che non seguirò le lezioni. Chiederò, poi, gli appunti a Brooke.
Le scrivo un messaggio, non esco neppure dalla mia camera da letto e fingo di essermi riaddormentata quando lei abbassa la maniglia, entra e prova a chiamarmi.
Le ho detto che ho mal di testa. Ovviamente non è la verità, ma anche in questo caso lei non farà domande.
Infatti, dopo qualche secondo, richiude la porta e va a farsi la doccia.
Lo scorcio dell'acqua mi rilassa e alla fine mi addormento per davvero.
Quando mi risveglio è tardo pomeriggio, ho persino saltato il pranzo e il mio stomaco chiede pietà.
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The last chance
RomanceCosa sono le ultime opportunità? Qualcuno pensa che siano delle occasioni da cogliere al volo, esperienze da cui poter imparare qualcosa. Ci sono volte in cui, le ultime opportunità, rappresentano soltanto un presagio della fine. Una dolce melodia c...
