Quando ero alle superiori, il mio unico scopo era prepararmi per Harvard. Studiare ed impegnarmi per avere crediti extra e ottenere una borsa di studio.
Tuttavia, in quegli anni, c'è stato spazio anche per altro: per il divertimento, per le passioni e per nuove amicizie.
L'adolescenza dovrebbe essere la fase più bella della vita di una persona, ma è un luogo comune. Non tutti vivono quel periodo con spensieratezza e, nella maggior parte dei casi, resta un ricordo amaro che ti trascini dietro per il resto dei tuoi giorni.
La mia adolescenza è stata bella fino ad un certo punto.
Avevo sedici anni quando nella mia vita è comparso Luke, mio cugino.
Mio padre era entusiasta all'idea di ospitarlo a casa nostra per un'intera estate.
Eravamo parenti alla lontana, ma mio padre pensava che lo avrei apprezzato come un fratello vero e proprio.
Luke era bello ed era più grande di me di qualche anno. Ci sapeva fare, molto più di me e con il suo carattere spavaldo era riuscito a conquistare tutti.
Era un adulatore, sapeva esattamente cosa fare e quando farlo. Ero sempre imbarazzata in sua presenza. Pensavo che mi vedesse soltanto come una bambina, e per i primi tempi è stato così. Mio padre lo venerava, mia madre assecondava mio padre in tutto e per tutto.
Se una cosa piaceva a lui, di riflesso piaceva anche a lei.
Non ho mai capito quali fossero i pensieri di mia madre, è sempre stata all'ombra di un sistema patriarcale che nella mia famiglia sembrava una cosa normale.
Mio padre non ha mai preso seriamente la mia idea di inscrivermi ad un college, diceva che era un capriccio che mi sarebbe passato con il tempo. Quando finalmente avrei trovato un uomo che mi avrebbe accudito.
Mi sanguinavano le orecchie quando glielo sentivo dire, ma lo giustificavo perché sapevo che proveniva da una famiglia con le sue stesse idee. Che non aveva studiato molto e che non si era mai spostato dal paese in cui era nato. I suoi pensieri erano limitati, ma gli volevo bene. Gli ho sempre voluto bene, almeno fin quando non mi sono resa conto che i suoi "ideali" venivano prima della mia felicità.
Tuttavia, a sedici anni, alcune cose non le comprendi e l'arrivo di Luke aveva senz'altro reso le mie idee ancora più confuse.
Dormiva nella stanza accanto alla mia e durante il giorno aiutava mio padre in dei piccoli lavoretti. Quell'anno era stato bocciato e la sua famiglia, per punizione, lo aveva mandato da noi proprio per farlo lavorare un po'.
Quello che non sapevo, era che la punizione, un giorno, l'avrei scontata io.
Trascorrevo interi pomeriggi a guardarlo dalla finestra mentre tagliava la legna a torso nudo; di tanto in tanto mi beccava e mi sorrideva. Aveva un bel sorriso, così limpido da ingannare.
Nonostante a scuola non andasse benissimo, i suoi discorsi erano interessanti e dimostrava fin troppa maturità nonostante avesse appena diciotto anni.
Ne ero ammaliata, ma ero convinta che lui non avrebbe mai ricambiato il mio interesse.
Non avrei mai avuto il coraggio di parlargliene, anche perché temevo la reazione di mio padre.
Invece, dopo cinque settimane dal suo arrivo in casa nostra, qualcosa iniziò a cambiare.
Lui mi guardava, mi dava a parlare e più volte restavamo a casa da soli a guardare un film. Stava nascendo una bella intesa e in una di quelle sere, ci baciammo.
Nonostante tutto, ricordo alla perfezione quello che provai. Luke mi faceva provare cose che non avevo mai provato prima. Ero felice.
Ero la classica ragazzina alla sua prima cotta. Il mondo mi sembrava un posto stupendo e per un breve periodo, ho davvero pensato che lui fosse il mio principe azzurro.
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The last chance
Storie d'amoreCosa sono le ultime opportunità? Qualcuno pensa che siano delle occasioni da cogliere al volo, esperienze da cui poter imparare qualcosa. Ci sono volte in cui, le ultime opportunità, rappresentano soltanto un presagio della fine. Una dolce melodia c...
