59. Come l'inverno (3)

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3 - Effetto coperta

Cos'è, alla fine, il cuore senza uno sguardo attento?
Il mio si era frantumato a terra in una notte di agosto, eppure anche quella volta, ero rimasta inerme. Guardarlo sgretolarsi sotto i miei piedi aveva sortito in me l'effetto coperta.

Nonna me lo raccontava da piccola mettendomi il plaid sulle spalle, spengendo le luci e facendo svolazzare intorno a me petali di rosa bianca.
Nevica Leila, diceva. Ecco l'effetto coperta.
La neve tende a rendere tutto eterno.

L'anno in cui mi ero affacciata al mondo ci fu una nevicata storica, non potendomi chiamare Neve, nonna aveva proposto Leila. Figlia della notte. Figlia della notte che tutti ricorderanno come la più gelida di sempre. Metri di neve resero i giorni eterni, intoccabili.

Eppure quel giorno di agosto, fuori c'erano quaranta gradi, i miei occhi umidi e il suo sguardo nostalgico. Ed io non feci altro che coprirmi, con il solito plaid.
Ma non c'era nonna, non c'era il buio e non c'erano petali di rosa.
Solo i suoi occhi carichi di aspettativa.

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