La sala rianimazione dell'ospedale della mia città è tutta blu. E' un buco temporale in cui il tempo stesso non esiste. Dove un solo giorno dura una vita. E dove la vita si trasforma in morte, qualche volta.
Questa volta appartiene a noi.
L'attesa del giudizio, ci ha reso inermi e uguali. Nel dolore non esistono differenze. E' difficile immaginare una situazione più priva di senso di quella che investe le famiglie, che perdono, improvvisamente. Per la spietatezza del destino, quando il futuro viene tranciato via.
Nei giorni successivi alla perdita ciò che continuerà a fare rabbia sarà solo un numero. Un attimo specifico all'interno di ore, minuti e secondi, identificato attraverso un numero. Ciò che continuerà a fare rabbia sarà che tutto si è fermato all'interno di un luogo che non ha tempo e che poi a duecento all'ora ha avuto forma, contezza. Ora e per sempre. Ecco come cambia la vita in dieci ore. Ecco come il tempo giustifica il suo scorrere.
Ora è vita, ora è morte.
Lo squillo del telefono, le corse in macchina, la fatica, l'apnea. Ora che abbiamo vissuto insieme, tra le sedie, il pavimento e la macchinetta del caffè di una sala di attesa. Ora che abbiamo condiviso lacrime, paura, stanchezza e disperazione. Ora che sentiamo dentro solo un dolore lacerante. Ora che abbiamo perso, anche ora, contro ogni pronostico, siamo fortunati, anche se non ce ne rendiamo conto.
Quando succede di perdere qualcuno all'improvviso ci si aspetta che arrivi il momento delle verità, delle massime per equilibrare l'universo di adesso, rispetto all'universo di prima. Attendiamo che arrivi il perché dell'esistenza di ognuno, della necessità di creare una ferita, proprio ora, proprio adesso. Ecco, io non ho ricevuto nessuna una risposta. Nessuna epifania. Non questa volta.
Tutto però si è concentrato su due parole vita e morte.
Ora è morte, c'è apnea.
Ora è vita, gira Cat Stevens alla radio.
Ora, continua a mancar(c)mi il respiro.
Ora, continua a sembrare eternità ed invece sono solo nove giorni dopo.
E quanto siamo stati, anzi, quanto siamo fortunati forse l'abbiamo capito fino in fondo solo ora ad averti avuto.
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crepa(cuore)
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