Alalula ha scoperto che il futuro marito la tradisce con la sua sorellastra, il giorno stesso del suo 25 compleanno. Dopo aver ereditato la gestione del ranch della madre decide di tornare a Boerne, in Texas, ed occuparsi solo degli affari materni...
E abbiamo perso i giorni, i mesi, gli anni A pensarci e ripensarci Ma quante stupidaggini Scappo da quel ricordo come un posto di blocco Come se avessi dietro un mostro E non importa come E non m'importa dove Lo sai meglio di me Che siamo troppo belli, troppo matti Per dividerci la vita Una casetta, una collina Una scogliera tutta nostra Come un anno fa (un anno fa) E un bacio sulle dita Una dozzina e una mattina Poi tu te ne vai via
Mezzo secondo - Gazzelle
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🪻 ALALULA 💋
Quando varchiamo la porta della stanza la situazione ormai si è raffreddata e Lucas è di nuovo distante. "Ehi, tutto bene?" - Chiedo sedendomi accanto a lui. "Sì, immagino di sì. Dovrò farmene una ragione giusto?" Annuisco piano e ridacchio. "Vado a fare una doccia o preferisci andare prima tu?" - Mi chiede. Non mi propone di andare con lui, quindi presumo che il nostro fuoco si sia già spento. "Vai pure, mi metterò sul letto a leggere alcuni documenti, devo rispondere per forza altrimenti Este mi tormenterà alle prime luci dell'alba." Quel ragazzo lavora troppo.
Mi sistemo sul letto e mi perdo nel tramonto sopra di me. Ora capisco perché mamma amava la sua stanza, è un'oasi di pace, un posto dove sentirsi connessi con il mondo, dove tutto si ridimensiona facendoti sentire parte di un universo fantastico. Rispondo velocemente alla mail e gli occhi si chiudono, la stanchezza della mattinata mi colpisce in pieno e mi addormento come non capitava da tempo.
Non so che ore siano, ma le corde di una chitarra, e la voce di un uomo, mi svegliano dal mio torpore. Scendo le scale del soppalco e vado in bagno, poi butto la testa fuori dalla porta finestra. Hinto è seduto sul divano esterno, a petto nudo, mentre suona la sua Fender. Mi avvicino e mi metto accanto a lui. "Non volevo svegliarti. Perdonami." - Dice appoggiando lo strumento a terra. "Non l'hai fatto, mi sarei svegliata comunque. Non sono abituata a dormire così tanto." Appoggia la testa alla spalliera del divano e chiude gli occhi.
"Sono un caso clinico vero?" - Chiede senza guardarmi. "Non so a cosa tu faccia riferimento, sei troppo vago." - Decido di prenderlo in giro, capisco il suo senso di protezione verso Willa, lui sta sostituendo i suoi genitori, e non credo ci sia un vademecum su come comportarsi. "Su mia nipote, su di noi..." - Noi? Davvero? "Beh, diciamo che sei un caso...ma sei carino quindi te lo perdoniamo." Apre un occhio e mi guarda. Le stelle non sono luminose come le sue iridi azzurre, in questo momento potrebbero sostituirsi alla luna, e la terra non piomberebbe comunque nell'oscurità. "Un caso...beh immagino che mi sia andata ancora bene."
Mi alzo e allungo la mano. "Forza cowboy, andiamo a dormire. Domani abbiamo un sacco di lavoro da sbrigare." Afferra la mia mano, ma invece che alzarsi mi tira verso la poltrona. "Cosa vorresti di più nella vita?" - Bella domanda. Mi metto seduta meglio e appoggio il mento sulla sua spalla. "Averla indietro, ma mi rendo conto che sia impossibile, non si torna dalla morte. Quindi credo ricordarla, ero piccola, e molti dettagli non sono più nitidi come prima." "Immagino. Cosa..."