29 - Il sindaco Reyes

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Parlami, parlami
Dai, ti prego, tu guardami
Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini
E quindi guardami, guardami
Sai che adoro quegli attimi
In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini
E quindi parlami, parlami
Dai, ti prego, tu parlami
Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini
E quindi guardami, guardami
Sai che adoro quegli attimi
In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini
Quindi parlami, parlami
Dai, ti prego, tu parlami
Se vuoi stiamo più vicini ma rendendoci apatici
Quindi baciami, baciami
Che dai baci fantastici che mi aumentano i battiti
Ti prego, tu salvami

Parlami - Fasma

Parlami - Fasma

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🪻ALALULA 💋

Sono passati due mesi dal nostro matrimonio e papà è in piena campagna elettorale, mentre noi stiamo vivendo questo nuovo periodo della nostra vita.
"Buongiorno amore." - Le braccia di Hinto mi cingono da dietro, appoggia la testa alla mia spalla e mi bacia il viso.
"Buongiorno a te, dormito bene?" - Chiedo prima di ricambiare il suo bacio.
"Avevo le mie donne tra le braccia, quindi sì. Programma della giornata?"
Bella domanda.
Incasinato, come sempre.
"Io andrò in città con papà per alcune riunioni, sarò indietro per pranzo, Dylan passa per farti firmare alcuni documenti per i nuovi uffici. Ho detto lui di cercarti."
"Ala..." - È riluttante e lo capisco, ma deve solo mettere uno scarabocchio.
"Lucas è solo una firma, nulla di che. Fai il bravo." - Mi stiracchio un po' e la maglia si alza.
"Non vedo l'ora che si senta." - Dice posando una mano sulla mia pelle nuda, al momento la mia pancia è ancora piccola, solo un lieve accenno, nulla di più.

"Chissà se lo dirai anche quando sembrerò una piccola balena."
Lo ammetto, anch'io non vedo l'ora che si faccia sentire.
"Sarai il mio piccolo cetaceo sexy." - Afferma ridendo.
"Muovi le chiappe. Abbiamo la visita questo pomeriggio e non intendo andarci da sola."
Si fa serio di colpo e poi mi stringe a sé.
"La tua salute sarà al primo posto, al di là del numero di figli che avremmo voluto."
Annuisco.
Sono della sua stessa opinione.
"Ok! Bene. Ci stanno aspettando per la colazione. Andiamo?"
"Mm mm prima un bacio."
Mi solleva e mi posa sull'isola della cucina e si avventa sulle mie labbra.

"Di questo passo non andremo da nessuna parte, lo sai vero?" - Dico mentre sento le sue dita scivolare sotto al mio vestito.
"Lo so, ma hai deciso di mettere questo vestitino che mi butta giù di testa."
Preme la sua erezione contro il mio punto più sensibile e mi fissa con quei suoi occhi color del cielo.
"Sei un ragazzaccio." - Allungo le mani e slaccio la sua cintura, subito dopo i pantaloni che sposto sotto a quelle natiche sode.
Hinto scosta di lato le mie mutandine e comincia ad accarezzarmi, quando affonda mi sento piena, completa, appagata.
Inizia a muoversi piano per poi aumentare il ritmo, la sua bocca attaccata al mio seno, le mie mani strette nei suoi capelli.
"Cazzo sì!" - Mugolo ad un passo dall'orgasmo.

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