Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
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un mese dopo
i predators non sono veramente come vogliono mostrarsi, o almeno Kai, ora stiamo insieme da un mese ed è sempre carino con me, tranne quando gli parlo di mio cugino e heaven, che stanno iniziando a frequentarsi, dopo aver visto quante cose in comune avevano e sono molto felice per loro. accarezzo il petto di Kai mentre dorme, io sono sdraiata di fianco a lui, mi sono trasferita qui e ora viviamo insieme, sono la donna più felice del mondo con lui al mio fianco.
«buongiorno» sussurra aprendo gli occhi «buongiorno, amore» gli do un bacio sulla guancia e mi alzo per preparare la colazione, faccio dei wafer con sopra dello sciroppo di nocciola e un po' di panna, metto tutto sulla tavola e ci sediamo a mangiare
«oggi tornerò tardi» «dove vai?» «lavoro» «ah e verso che ora torni?» «non lo so» lo fisso «non fare niente di pericoloso» «è il mio lavoro» «non sei obbligato a farlo» sparecchio anche se non ha finito, devo tenere le mani occupate oppure finirò per modermi le unghie.
«sono nato per farlo» «non pensi che sarebbe meglio fare un lavoro normale? se faremo una famiglia? non ci pensi mai a ste cose?» «senti, questo lavoro devo farlo, non posso cambiarlo» «non devi farlo, tu lo fai solo per stare con i tuoi amichetti» gli punto un dito contro e lui si avvicina abbracciandomi dai fianchi
«non ti arrabbiare» «lo capisci che io mi preoccupo per te?» «loro sono i miei amici non posso tradirli» lo allontano «lo capisci che è pericoloso?» «per favore non ricominciamo» «cazzo, Kai, io al mio fianco voglio un ragazzo che sa ciò che vuole e che sia onesto!» «io non sono questo ragazzo» «allora penso proprio che dobbiamo prenderci una pausa» «lo penso anch'io» dice prima di prendere il cappotto e uscire dalla porta.
Mi sento in colpa, non avrei dovuto trattarlo così, non è semplice abbandonare i ragazzi con cui sei cresciuto ma è pericoloso ciò che fanno e non mi piace, per farmi perdonare gli voglio fare una torta, quella alle fragole che è anche la sua preferita, prendo tutti gli ingredienti e inizio a creare l'impasto, metto l'uovo, la farina ecc...
accendo una candela sul tavolo e spengo le luci, il risultato mi soddisfa e anche tanto, ci sono due piattini con una fetta di torta sopra, una candelabro che tiene una candela in mezzo alla tavola e io con il mio miglior intimo.
sento la porta aprirsi e lo vedo entrare, lui fissa sorpreso dietro di me «mi dispiace, capisco che non sia facile, ma io ti amo e non voglio perderti» mi avvicino a lui e catturo la sua attenzione «Maddy» pronuncia il mio nome sottovoce e si passa una mano fra i capelli, mi apro la vestaglia lasciando intravedere l'intimo, mi analizza dall'alto al basso «pace?» gli sorrido provocante anche se dai suoi occhi non scorgo nulla «va bene» mi poggia le mani sui fianchi, provo a baciarlo ma lui mi respinge, ancora un'altra volta