Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
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Ormai quella ragazza è diventata un'ossessione per me, i suoi capelli marroni che profumano di ciliegia mi mandano in estasi oppure i suoi occhi azzurri come l'acqua cristallina che potrei guardare per ore, purtroppo però lei per me è irraggiungibile, anche se è perfetta per me, forse lei non è una stalker come me, però siamo abbastanza simili. Sto osservando camera sua, lei ora è in giro con le sue sorelle, quindi mi prendo tutto il tempo per analizzare la piccola tana della mia brunette, anche se io punto a far diventare camera mia la sua, prendo un diario che trovo sulla scrivania e vedo che ha scritto parecchie cose dentro con delle date
13 marzo 2014
Ho conosciuto un ragazzino che si chiama Fean ed è molto carino, mi tratta come se fossi una principessa....
05 maggio 2014
oggi Fean ha provato a baciarmi ma l'ho rifiutato non sento che lui sia la mia anima gemella e finché non la troverò non voglio dare nessun bacio...
21 settembre 2014
Fean da quando l'ho rifiutato è cambiato, ha iniziato a trattarmi male e ha giurato che pagherò per averlo fatto innamorare, anche se mi sento come se non avessi fatto niente di male...
leggo i primi pezzi di alcune pagine e sento il sangue ribollire nelle vene, prendo il cellulare e chiamo Dean che risponde subito al primo squillo «Ace?» «devi trovare un ragazzo che si chiama Fean» «sai dirmi qualcos'altro oltre al nome?» «no, ma se può esserti utile era amico di Hellen, vedi di trovarlo costi quel che costi» «farò del mio meglio» stacco la chiamata ed esco dalla finestra della sua camera, giuro brunette, che ti terrò al sicuro per sempre.
Entro dentro il pub di Archie e mi siedo al bancone, il fatto che lui abbia provato a baciarla mi fa arrabbiare, ma amo il fatto che lei l'abbia rifiutato e spero che oltre a lui ha anche rifiutato altri ragazzi, stringo forte il bicchiere di whisky sotto il mio palmo solo al pensiero di lei che bacia qualcun altro pensando che sia la sua anima gemella, ok basta, mi sto iniziando a innervosire, tanto lo sa anche lei che io sono la sua anima gemella o forse no, vabbè se non lo sa glielo farò sapere.
«ne vuoi altro?» Archie indica il mio bicchiere «sì, grazie» Archie prende la bottiglia di whisky e ne versa un'altro po' nel mio bicchiere, che io bevo tutto ad un sorso e se Fean proverà a farle del male gli taglierò la testa.
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Oggi è il mio giorno libero, quindi ho deciso di andare a divertirmi nella discoteca qui vicino, tanto Sebastian non può dirmi nulla, oggi non sono sotto il suo comando, la cosa di Will mi sta facendo impazzire, pensavo fosse più facile ma invece sta sempre attaccato ai suoi amici, come diamine posso ucciderlo se lui non fa altro che stare in compagnia di persone, ma il fatto è che devo muovermi, perché mia madre è malata e se non pago le medicine, lei non verrà curata e se ne andrà, per sempre.
Mi guardo allo specchio, ho un abito con un corsetto nero-trasparente brillantino e sotto una gonna lunga del medesimo colore che mi fascia perfettamente i fianchi e finisce alla fine dei piedi coprendoli, metto i tacchi louboutin, e giro i capelli con i boccoli sulla spalla.
Mi scateno sulla pista con un cocktail in mano, muovo i fianchi a ritmo della musica e giro la testa di lato «Ci rincontriamo» mi giro verso il ragazzo che ha parlato «Ciao Will» continuo a ballare mentre bevo un sorso del mio cocktail dalla cannuccia «Com'è che ti chiami?» «Jennifer Smith» mento, non posso dirgli il mio vero nome oppure potrebbe fallire il mio piano «Jennifer... che bel nome» gli sorrido e lo prendo dal braccio portandolo in un angolo della pista più appartato.
«Sai ballare?» «Secondo te ho mai ballato?» «Beh allora facciamolo insieme» gli prendo un braccio e me lo passo davanti alla pancia, mi appoggio al suo petto con la schiena, ondeggio con i fianchi e lui fa la mia stessa cosa, poi mi fa girare su me stessa e mi tiene contro il suo petto, i nostri visi sono davvero vicini, sento il suo respiro caldo sul mio viso e io mi lecco le labbra.
Usciamo dalla porta sul retro e iniziamo a baciarci, mi tortura con i denti il labbro inferiore, le nostre lingue si mischiano come una perfetta collisione, le sue mani si fermano sui miei fianchi mentre le mie finiscono sotto la sua maglietta «Will...» si stacca da me «Vieni» mi prende dal braccio e mi trascina sui sedili posteriori della sua auto.
Apro gli occhi e vedo Will dormire, spero che quello che è successo mi aiuterà a farlo fuori più velocemente, gli passo l'indice sul naso perfettamente dritto, è così bello, diamine, non posso lasciarmi prendere dai sentimenti, lo vedo aprire gli occhi e appena mi vede fa un sorrisetto provocante.
«Che bel panorama» dice «Dovrei andare» «Di già?» fa scorrere le mani sul suo viso «Devo lavorare» «Ti do un passaggio» Sebastian mi licenzierà se farò ritardo e di certo non Will non può vedere dove lavoro «No tranquillo, vado a piedi» «La mia non era una domanda»
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Mi giro nel letto e vado a sbattere contro qualcuno, apro gli occhi e vedo Damon di fianco a me, lui si sveglia appena mi muovo un po' sul letto «Buongiorno tesoro» dice baciandomi «Buongiorno» mi alzo dal letto e controllo il telefono, Daisy mi ha scritto altri messaggi da ieri sera
Daisy
Dobbiamo vederci Vieni al parco alle 13
Controllo l'orario e sono già le 12:30, cavolo, metto una felpa nera e dei pantaloncini, mi lego i capelli in una crocchia e prendo il telefono «Dove vai?» chiede Damon che si è già vestito, me ne ero totalmente dimenticata di lui «Devo vedere una mia amica» dico prima di uscire di corsa da casa.
«Finalmente sei arrivata» salgo sulla casa sull'albero e mi siedo a gambe incrociate davanti a lei «Scusa per il ritardo, cosa dovevi dirmi?» mi porge il suo telefono dove sullo schermo c'è un altro messaggio di gossip journal, ma sta volta su di lei
Gossip Journal
Daisy, la ragazza da quattro soldi, nessuno sa il suo vero lavoro? Beh anch'io me ne vergognerei se fossi in lei, poverina, quasi provo pena per lei, stare molte ore dopo scuola su un palo non è facile.
-anonimo
«Ma come si permette, sarà sicuramente una delle tante ragazze ricche che non si rompe mai un unghia» stringe i pugni conficcandosi le unghie nel palmo della mano «Io vorrei solo sapere chi è» «Anch'io, così la faccio ritrovare senza capelli» alzo gli occhi al cielo e sorrido «Comunque, chi c'era con te ieri?» il rossore sale sulle mie guance
«Nessuno» «Non mentirmi» «Era un ragazzo che era venuto in vacanza nel nostro quartiere, niente di più» «Certo che ha dei seri problemi per decidere di fare le vacanze qua» «Si infatti è un po' strano» «Vabbè, spero di capire presto chi diamine sia questo anonimo» «Anch'io»