32. back to school p.2

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Infilo l'abito bianco corto in pizzo con una gonna a fiore e dei lacci sottili che mi tengono il vestito addosso, lego solo dei ciuffi all'indietro per poi prendere a piastre e iniziare a fare delle onde sui miei capelli biondi, faccio un lungo so...

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Infilo l'abito bianco corto in pizzo con una gonna a fiore e dei lacci sottili che mi tengono il vestito addosso, lego solo dei ciuffi all'indietro per poi prendere a piastre e iniziare a fare delle onde sui miei capelli biondi, faccio un lungo sospiro di esasperazione quando le ragazze ridendo mi hanno detto che non so farli, allungo la piastra verso Olivia e le lascio i miei capelli nelle sue mani.

«Wow, sono bellissima» dico quando allo specchio rivedo il riflesso di me stessa ma con sta volta delle bellissime onde che danno vita ai miei capelli.

«Hai ragione sembri un bellissimo leoncino» sorrido alle parole di Giselle mentre continuo a truccarmi.

«Anche tu sei molto bella» le rispondo guardando il suo aspetto divino dallo specchio, la vedo ravviarsi i ricci dorati con le mani, apro il mascara e provo a metterlo quando un forte rumore mi fa sobbalzare e non solo a me ma anche alle altre ragazze che si guardano attorno confuse.

«Che è successo?» domando mentre Olivia controlla la stanza.
«Qualcuno ha rotto la finestra con un sasso» dice prendendo in mano una pietra non troppo grande ma nemmeno troppo piccola.

«Guarda c'è un biglietto» dice Giselle scartocciandolo.
«È per te» dice prima di passarmelo con uno sguardo strano, quasi come deluso.

Afferro il biglietto e leggo parola per parola.

Per Maddison

Ho bisogno di vederti per raccontarti tutta la verità, so che la tua perdita di memoria è momentanea e che da un giorno all'altro ti ricorderai tutto ma devi sapere che i tuoi genitori ti stanno mentendo, la scuola in cui ti trovi adesso non è quella che hai fatto fino ad adesso e loro ti stanno solo manipolando per farti stare sotto le loro regole, fidati solo di tuo fratello Ace, lui ti aiuterà a ricordare tutto e compreso anche il nostro amore, non ho mai avuto modo di dirtelo ma te lo dico adesso, io ti amo Maddison, ricordati al più presto di me così potremmo vivere la favola che hai sempre sognato.

D.

Guardo la D confusa, chi conosco che inizia con la D? provo a far riemergere i vecchi ricordi ma ricevo solo il vuoto totale, niente di niente, se non buio e oscurità.

«Dobbiamo muoverci, la festa sta per iniziare!» esclama Giselle riportando il rumore nel silenzio più assoluto che era sceso tra di noi, prendo la borsetta dorata e infilo i sandali con il tacco alto marroni, passo un po' di ombretto oro sulle palpebre e sistemo il rossetto marrone che mi avvolge le labbra prima di scendere le scale verso la sala principale della scuola insieme alle altre ragazze.

Apro la porta e la stanza è completamente al buio, guardo dietro di me e noto che le ragazze sono sparite, sento assalirmi dal panico mentre provo a trovare qualcosa a cui aggrapparmi mentre l'unica cosa che trovo è l'aria che mi circonda.

Provo a cercare l'interruttore della luce quando all'improvviso vengo spinta da diversi spintoni, mi metto le mani nei capelli mentre il panico raggiunge l'apice dentro di me, le lacrime iniziano a scivolarmi delicatamente sulle guance mentre la gola si chiude, come se non avessi più la capacità di parlare, all'improvviso tutto inizia a sfocarsi, il buio che mi fa tanta paura inizia a girare come un uragano che sta per schiantarmi addosso.

Mi appoggio contro il muro mentre cerco di calmarmi, inizio a tremare ancora di più quando sento delle risate provenire dall'altra parte della stanza, mi stanno prendendo in giro, anche Giselle e Olivia sapevano di questa cosa e non hanno fatto niente per fermarli, perché sono in questa scuola? perché tra tutte le scuole ho scelto proprio questa? le domande iniziano a vagare senza ricevere risposte, una più veloce dell'altra e solo adesso mi accorgo che c'è uno spiraglio di luce.

Mi incammino tremante verso il spiraglio quando vengo afferrata dal polso e trascinata da qualche parte della stanza, provo a divincolarmi e a urlare ma lui mi tappa la bocca ancora prima che io possa fare, le sue mani mi sembrano familiari, come se già in passato mi avessero toccato, chiudo gli occhi e provo a ricordarmelo, delle strane immagini mi riempiono la testa, sono troppo sfocate per capire bene.

Apro gli occhi, delusa e con un forte mal di testa, quando vedo un bel ragazzo davanti a me, se non sbaglio assomiglia molto al ragazzo che c'era in ospedale o forse è lui.

«Sono tuo fratello, Ace» lo guardo provando a ricordarmi di lui ma niente.

«Non mi ricordo di te»
«È normale, io e te non siamo mai stati in un buoni rapporti»
«E perché?»
«Perché ero invidioso del fatto che tutti ti amavano ma solo adesso ho capito quanto ero immaturo, dimmi c'è qualcosa che ricordi?»  mi sforzo di provare a ricordare qualcosa, all'inizio non c'è niente se non il vuoto ma all'improvviso un volto invade nei miei pensieri, è un bellissimo ragazzo, ha dei capelli marroni ma anche biondi, forse si è tinto, ha degli occhi marroni da mozzare il fiato ed è ricoperto di tatuaggi, un po' come mio fratello.

«Ricordo un ragazzo, tipo come quello che era in ospedale»
«Lui è Dean» dice con un sorriso a trentadue denti
«Sto iniziando a ricordare qualcosa!» rido con ancora le lacrime agli occhi mentre abbraccio il ragazzo che dice di essere mio fratello quando vedo una ragazza dai capelli mori avvicinarsi a noi.

«Chi è lei?» la indico e Ace si gira a guardarla prima di alzarsi e avvolgerle un braccio attorno alla vita.

«Lei è Hellen, la mia ragazza e la tua migliore amica» la guardo confusa e sorpresa allo stesso tempo.

«Ma come faccio a conoscerla se non andiamo nella stessa scuola?» ora è lei a guardami confusa.

«Maddison noi andiamo anche in classe insieme»
«Ma se è questa la mia scuola e tu non mi sembri una di qui» lei sospira mentre mio fratello distoglie lo sguardo da me prima di iniziare a parlare.

«I nostri genitori ti hanno mentito, in realtà vai in una scuola che si trova in quartiere povero di New York» la testa inizia a farmi male mentre mi vengono dette altre informazioni su di me.

«Perché avrebbero dovuto mentirmi?»
«Perché a loro non piaceva il fatto che tu frequentassi quella scuola e gente povera, noi siamo ricchi e abbiamo una reputazione da mantenere, quindi ti hanno mentito per non farti tornare là» le lacrime tornano dove erano qualche minuto fa, dò le spalle a loro due e corro su per le scale, rifugiandomi nella prima stanza che trovo.

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