Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
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Sto aspettando che Hellen si svegli, è già la seconda volta che la salvo, ma dovrei essere il suo nemico quindi perché non voglio che le succeda niente di brutto?
Preparo una zuppa agli spinaci, le farà rimettere le forze appena si sveglierà, non la sopporto più a sta mocciosa, non fa altro che mettersi nei guai, non posso nemmeno più creare qualche casino perché ci pensa lei a farli ma non sa che se io non riuscissi a salvarla, le potrebbe succedere qualcosa di molto brutto.
«Che è successo?» la mia brunette si alza dal letto mettendosi una mano sulla fronte «Oh niente di che, un ragazzo ha semplicemente provato a ucciderti» mi guarda male «E tu sempre in mezzo stai? sai sto iniziando a pensare che tu mi stalkeri» pensi bene piccola brunette.
«Era una festa quindi è normale che c'ero anch'io» fa spalucce e si alza dal letto, ma io la spingo facendola ritornare sul letto «Mangia» le allungo il piatto di zuppa. «Grazie» lo prende e inizia a mangiare un boccone dopo l'altro mentre io la ispeziono, cercando qualche livido o qualsiasi segno che gli possa aver lasciato quel coglione.
Il mio telefono inizia a squillare e il suo sguardo dal piatto si sposta su di me, prendo il telefono dalla tasca e leggo il nome di Dean, deve essere importante se è lui a chiamarmi.
Mi allontano e accetto la chiamata «Ace» «Tutto bene?» «No, non va bene niente, ho trovato Will privo di sensi nello sgabuzzino della scuola» «5 minuti e sono lì» vado da Hell «Devo andare, vieni che ti accompagno a casa» «Torno da sola» si mette in piedi «Hell, ho poco tempo» «Ti ho detto che vado da sola, tu vai a fare ciò che devi fare» prende la sua borsetta e se ne va mentre io sbuffo, è troppo testarda.
Salgo in macchina e la cerco trovandola poco più avanti sul marciapiede, il peperoncino a spray in una mano e la borsetta nell'altra, scendo dall'auto e arrivo dietro di lei, la prendo in braccio, caricandomela sulla spalla, lei inizia a tirarmi pugni sulla schiena e io sbuffo.
«Lasciami!» «Smettila, non ti sopporto più» la metto sul sedile del passeggero ed entro, mettendo in moto e sfrecciando verso casa sua.
La guardo mentre scende e mi chiedo cosa hanno provato i suoi vecchi ragazzi ad averla.
«Non ti hanno insegnato l'educazione, superman?» la guardo mentre lei è appoggiata alla portiera aperta aspettando un mio saluto, ma non ho più tempo, parto a tutta velocità sperando che Will stia bene, per me lui è il mio fratellino e non posso permettere che gli accada qualcosa.
«Che gli è successo?» arrivo dagli altri con il fiatone «Le sue gambe hanno ceduto, rischia di finire in carrozzina per sempre» non posso credere a ciò che dice Jace, non può essere vero, è sempre stata una delle sue più grandi paure sin da piccolo e io non voglio che gli succeda questo, devo cercare di fare qualcosa, non permetterò che finisca su una carrozzina.