27. California

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Mi siedo sul sedile dell'aereo, ho i nervi a mille, non so se riuscirò a salvare i miei genitori, la giornata sta finendo, mancano solamente 8 ore a domani

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Mi siedo sul sedile dell'aereo, ho i nervi a mille, non so se riuscirò a salvare i miei genitori, la giornata sta finendo, mancano solamente 8 ore a domani.

Mi torturo le mani mentre l'aereo prende il volo, faccio un lungo sospiro, sono così nervosa, per anni mi sono data la colpa della morte dei miei genitori e alla fine scopro che sono vivi proprio mentre stavo risolvendo con l'amore della mia vita, anche se per me ora è un traditore, avrebbe dovuto dirmelo subito non aspettare l'ultimo momento per farlo, mi sistemo i capelli con le mani tremanti mentre riaffiorano i miei momenti più brutti

Hellen, 7 anni

Mi sveglio per colpa dei singhiozzi di Heaven e allora decido di andare a controllare spaventata, la trovo seduta sul pavimento che piange abbracciata a Purgatory.

«Cosa sta succedendo?» domando alle mie sorelle
«I nostri genitori non ci sono più»
«In che senso?»
«Sono andati in un posto migliore» mi guarda con le lacrime agli occhi mentre scoppio a piangere
«Ci hanno abbandonate? perchè non ci hanno portato con loro?» domando più a me stessa che a loro, perché mi hanno lasciata qui? dicevano che ci volevano un mondo di bene, quindi, perché non sono tornati per prenderci? le domande invadono la mia testa, perché i miei genitori ci hanno abbandonate?

«Non potevano portarci con loro»
«Perché no?»
«Perché loro ci vogliono qui»
«Ma torneranno?»
«No, ma ci staranno lo stesso vicini in ogni caso»
«Come possono esserci vicini se non sono qui con noi?»
«Perché ci osservano dall'alto»
«Io voglio andare da loro»
«Loro non lo vorrebbero»
«Perché no? non mi vogliono?»
«Perché per andare dove sono loro deve succedere una cosa brutta»

Sto per farle un'altra domanda quando due signori entrano in casa
«Visto che i vostri genitori son morti dovrete venire a vivere da noi» dice una donna tirandomi dal braccio
«No! non voglio!»
«Stai zitta mocciosa, meglio venire con noi che andare dove sono finiti i tuoi!» mi porta fuori dalla casa buttandomi sui sedili posteriori prima di chiudere la portiera con la chiave dell'auto.

Hellen, 18

Mi sveglio di soprassalto tutta sudata, ho fatto per l'ennesima volta quell'incubo che mi tormenta sin da quando ero bambina, mi sistemo meglio sul sedile dell'aereo mentre tutti gli occhi dei passeggeri sono su di me, li guardo male in risposta alle loro occhiatacce, io non sono Heaven e nemmeno Purgatory, mi avessero lanciato un'occhiata di troppo e li avrei mandati a fanculo, loro si vergognano a volte, io mai, posso anche aver avuto uno degli incubi peggiori ma non mi importa, la gente non mi deve guardare.

«Stai bene?» sento una voce roca domandarmelo
«Ace? che diavolo ci fai qui?» gli domando mentre si siede al mio fianco un tempo libero
«Sono salito insieme a te, però da dietro, è da tutto il tempo che ti cercavo»
«Ma perché sei venuto?»
«Perché non ti avrei mai lasciata andare lì da sola»

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