Hellen, Purgatory e Heaven sono tre sorelle, cresciute in un quartiere malfamato di New York, i loro genitori sono stati uccisi, anche se vogliono vendetta, decidono di non mettersi nei guai e di non rischiare la pelle.
Hellen è impulsiva, fa casini...
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Che cos'è l'amore? è una delle domande che mi pongo spesso, chissà che cosa si prova ad amare, osservo Ace da lontano, i suoi tratti minacciosi ma delicati, la sua mascella definita e i suoi occhi color nocciola, è così fottutamente perfetto, ma non possiamo essere niente, è il mio nemico, non lo sopporto, si crede di essere un Dio sceso in terra ma è solamente un ragazzino maleducato.
«Dovresti parlargli» dice Heaven da dietro di me «Cosa? ma ti ha dato di volta il cervello?!» «Diamine smettila, hai creato questa guerra tra di voi per nulla, non ti ha fatto niente» mi mordo il labbro inferiore
«Va bene» alzo gli occhi al cielo e cammino verso di lui, sta fumando seduto sul muretto di pietra, i miei passi sono lenti, quasi insicuri, ma posso farcela, alla fine ha ragione Heaven, non mi ha fatto niente e sta guerra tra di noi non ha senso
«Ciao» gli dico sedendomi diffianco a lui «Che vuoi» mi giro a guardarlo «Voglio mettere fine a questa guerra che c'è tra di noi» lui ridacchia «Con quale coraggio mi stai chiedendo questo dopo quello che ha fatto tua sorella?» «In che senso?»
«Si stava frequentando con Jace, ieri è andato sotto casa vostra e l'ha vista in compagnia di un ragazzo» «Purgatory? con Jace?!» sono talmente tanto scioccata che quasi urlo «Non sai nemmeno cosa fanno le tue sorelline?» «Devo andare» mi alzo e cammino a passo svelto lontano da lui «Sappi che da ora renderemo la vostra vita un inferno, brunette» mi urla da dietro.
Cammino in mezzo ai corridoi, perché mia sorella non me l'ha detto? lei lo sa quanto non sopporto i predators e poi lei ne frequenta uno?! Finalmente la trovo, sta frugando qualcosa nel suo armadietto
«Purgatory» «Hellen?» «Come ti sei permessa?» «Cosa intendi?» «A frequentarti con Jace! lo sai che io quelli lì li odio!» dico arrabbiata «Calmati, tu non puoi dirmi con chi devo stare e con chi no, alla mia vita ci penso io, tu pensa alla tua» «Perché me l'hai tenuto nascosto?» «Magari perché faccio quello che voglio»
«Se non fosse stato per te ora io e Ace saremmo amici, ma invece no, visto che la nostra cara Purgatory non sa tenere a freno gli ormoni, quelli lì ora ci rovineranno la vita e sai per colpa di chi? tua!» le sbraito addosso queste parole senza pensarci troppo, ma perché è vero.
«Vaffanculo» dice prima di voltarmi le spalle e andarsene, io corro fuori verso la mia macchina, salgo dal lato del guidatore e parto a tutta velocità, sono su una stradina vuota quando sento il rombo di una moto provenire da dietro di me, mi giro e lo vedo, Sebastian, quel deficiente nemmeno il casco si è messo, se vuole rompersi la testa che lo faccia pure, anzi, meglio.
Non lo vedo più dietro di me quindi decido di tornare a casa, parcheggio la mia macchina, che era quella che usava sempre mia madre, è un po' vecchia, lo so ma ormai mi ci sono affezionata per cambiarla e poi non abbiamo i soldi per farlo.